L’NBA Christmas Day ci ha insegnato una cosa anche quest’anno: i Golden State Warriors sanno soffrire e sono in grado di vincere anche segnando meno di 90 punti (89), grazie a Draymond Green e ad una solidissima difesa che ha annullato totalmente i Cleveland Cavaliers (83).
Curry VS LeBron? No, Green feat. Livingston – La TV nazionale americana si aspettava un duello a suon di canestri tra l’ultimo MVP ed il Chosen One ma, a causa delle loro percentuali imbarazzanti, a brillare sono stati Draymond Green e Shaun Livingston: l’ala grande di GSW è ormai una piacevolissima conferma e la sua presenza all’All Star Game sembra quanto mai probabile; l’altro è un alieno, perchè uno che torna dopo un infortunio del genere non è umano, e conclude con un irreale 8/9 dal campo e tanto spessore anche nella metà campo difensiva.
La chiave tattica – La franchigia della città di San Francisco decide di vincere la partita nella seconda metà del terzo quarto: gli Warriors alzano incredibilmente il ritmo anche a costo di perdere tanti palloni (16 in totale) ma mandano totalmente nel pallone la difesa avversaria. James prova a reagire cercando di far rifiatare i suoi quando attaccano ma la lentezza del nativo di Akron ad attaccare il ferro porta ad una serie di errori che dettano le linee guida per l’ultima e decisiva frazione. E pensare che nel secondo quarto i Cavaliers avevano tentato la stessa soluzione, riuscendo a portare solamente a 3 punti il distacco ma era un ritmo irreale che una squadra che figura tra le ultime nei possessi per partita non poteva permettersi: in questa speciale classifica sono primi, neanche a dirlo, i Golden State Warriors (102.0)
Spavento per l’MVP – Alla fine del primo quarto, Stephen Curry toglie la scarpa e torna negli spogliatoi per un problema al polpaccio. Fortunatamente il tutto si risolve nel giro di pochi minuti ed il numero 30 della squadra campione in carica resta sul parquet per un totale di 36 minuti e 35 secondi.
Cavs, peggio di così non si può – 30/95 dal campo, 5/30 da dietro l’arco: la serata dei Cleveland Cavaliers può essere descritta con queste due statistiche a dir poco oscene. E’ la terza peggior percentuale al tiro di una squadra che aveva nel roster LeBron: il Re ci mette del suo (10/26) ma la prova offensiva dei Cavs è veramente disastrosa e, nonostante ciò, riescono a tenere la partita in bilico fino al termine della gara poi succede l’incredibile: James sbaglia 3 tiri liberi su 4 e manda fuori clamorosamente un tiro che non può essere sbagliato, la squadra si demoralizza ed il ciclone degli Warriors miete un’altra vittima.

