Kevin Love futuro eroe o possibile minaccia? Tutto iniziò la scorsa estate con il ritorno del re a casa, nella sua amata Cleveland…Con se James ha voluto fortemente portarsi il pezzo pregiato del mercato estivo, quel Kevin Love che tante belle cose aveva fatto in quel di Minnesota.
Pur di averlo Lebron convinse la società a sacrificare la scelta numero 1 del draft, un certo Andrew Wiggins, contro il parere di molti addetti ai lavori, così da formare i nuovi Big 3 insieme al già presente Irving. Così effettivamente successe, Love arrivò a Cleveland sotto la garanzia di LeBron James e tutto sembrava poter andare per il verso giusto.
Fino ad ora invece le aspettative non sono state per nulla ripagate: infatti dopo un avvio difficile i Cavs si sono rimessi in carreggiata a due soli mesi dalla fine della postseason, eccezion fatta per Kevin Love.
Il 4 nativo di Los Angeles quest’anno sembra la copia sbiadita del Kevin ammirato a Minnesota, un lungo che aveva impressionato per gioco in post basso,rimbalzi e gran tiro da tre e dalla media distanza.
Da quando è iniziata questa stagione sembra impaurito, remissivo, quasi che debba giocare contro voglia a discapito di compagni che forse meriterebbero più minuti di lui per il rendimento sin qui avuto. Non contento Love ha rilasciato alla stampa dichiarazione non proprio idilliache verso il suo leader nonché capitano, affermando che James non è niente di più che un compagno di squadra, non un amico, ma soprattutto promuovendo il suo ex compagno di università Ucla Russel Westrbrook come possibile MVP stagionale.
Questo sembra aver creato malumore nell’intero rosters anche se Lebron James intelligentemente ha minimizzato la situazione attraverso la stampa con una replica diplomatica.
I playoffs sono l’ultima possibilità dunque per Kevin Love per tornare il giocatore offensivamente super che era a Minneapolis: se dovesse fallire possibile un suo addio dall’Ohio a fine stagione.
Per NBA Passion,
Manuel Cirotto
