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Clippers, Kawhi verso il rifiuto dell’opzione giocatore: “Non dico che parto né che resto”

di Lorenzo Brancati

Dopo il rinnovo al massimo salariale firmato da Paul George e quello del nuovo arrivato Luke Kennard, ora i Los Angeles Clippers dovranno vedersela con il futuro della loro stella più luminosa: Kawhi Leonard, il cui contratto prevede un’opzione giocatore per l’annata 2021/2022. 

“In questo momento sono concentrato sulla stagione. Non mi sbilancio nel dire se resterò o andrò altrove, davvero sono concentrato sulla stagione.” ha assicurato il due volte campione NBA, salvo poi ammettere “Ovviamente, se sarò in salute la scelta migliore per me sarà quella di rifiutare l’opzione giocatore. Questo non significa che partirò o rimarrò. Per ora sono concentrato, ne parleremo al momento giusto.”

Qualora Kawhi esercitasse la sua opzione per rimanere all’interno del contratto attuale percepirebbe dai Clippers circa 36 milioni di dollari durante la stagione 2022. Qualora decidesse invece di liberarsi anticipatamente del contratto firmato solo un anno e mezzo fa con i californiani, invece, potrebbe poi sottoscrivere un nuovo accordo al massimo salariale dal valore annuale di partenza di 39 milioni.

Kawhi rifiuterebbe l’opzione? Il precedente

Come successo nel caso di Anthony Davis con i cugini dei Lakers, dunque, quella di Leonard potrebbe essere una mossa dettata esclusivamente dai vantaggi economici che ne deriverebbero. Soprattutto se il progetto tecnico dovesse trovare più fortuna di quella raccolta all’interno della bolla di Orlando.

“Ho già parlato con Paul (George, ndr).” ha raccontato Kawhi, riferendosi al compagno che ha già affidato il proprio futuro alla franchigia fino al 2025 “Lui ama la città, chiaramente viene da queste parti. Credo che da parte sua, abbia fatto molto bene a contattarmi e dirmi come si sentiva prima di firmare il contratto.”

Insomma, sebbene le parole del due volte MVP delle Finals potrebbero a primo impatto spaventare i tifosi californiani, la storia recente della lega racconta di diverse decisioni analoghe, volte semplicemente all’obiettivo di accordi ancora più remunerativi.

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