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LeBron James ha deciso: va ai Philadelphia 76ers per due stagioni

di Michele Gibin

LeBron James ha deciso, giocherà con i Philadelphia 76ers e firmerà con la squadra di Joel Embiid, Tyrese Maxey e Jaylen Brown per due stagioni e 8 milioni di dollari complessivi. LeBron era free agent dopo aver deciso di lasciare i Los Angeles Lakers dopo 7 anni, e tra le diverse opzioni per proseguire la sua straordinaria carriera ha optato per Philadelphia e il ritorno nella Eastern Conference.

Lo stesso LeBron ha spiegato la sua decisione in un post appena pubblicato sui suoi canali social: “Dopo la fine della stagione pensavo che fosse finita ma non me la sentivo di annunciare nulla. Sapevo che avevo bisogno di più tempo per decidere ma ero abbastanza certo che avevo giocato la mia ultima partita (…) ma amo troppo questo gioco e sento che ho ancora qualcosa da dare. Le ultime settimane sono state speciali, non mi ero mai trovato nella situazione di non sapere davvero che cosa avrei fatto, e di avere davvero del tempo per pensare. Questa è l’ultima decisione che prendo, non era una questione di soldi e neppure di famiglia. Perché allora andare ancora avanti? Perché ho ancora voglia di lavorare e sacrificarmi e sudare. Voglio ancora giocare per vincere un altro titolo e credo che qui a Philadelphia potrò aiutare una squadra da titolo, e elettrizzare una piazza tutta nuova per me, e iniziare questo ultimo viaggio per me“.

Come giocheranno i Sixers con LeBron James?

LBJ ha dunque scelto una nuova sfida in una nuova città e squadra, senza riproporre ritorni a Miami o Cleveland dove aveva già giocato e vinto. E senza scegliere la suggestiva partnership con i Golden State Warriors di Stephen Curry che a questo punto possiamo dire non avverrà mai. James sarà il veterano di una squadra sulla carta stellare coi Sixers di Embiid, Brown arrivato via trade dai Boston Celtics in questa off-season, e di Tyrese Maxey con VJ Edgecombe, talento emergente scelto al draft NBA 2025. La nuova depth chart dei Sixers sarà dunque qualcosa di simile:

  • Tyrese Maxey (Labaron Philip Jr, Justin Edwards)
  • VJ Edgecombe (Anfernee Simons)
  • Jaylen Brown (Dean Wade)
  • LeBron James (Dean Wade, Dominick Barlow)
  • Joel Embiid (Adem Bona, Ariel Hukporti)

A cui si aggiungerà una volta uscito dalla lista dei giocatori svincolati, Kentavious Caldwell-Pope che ha risolto il suo contratto coi Memphis Grizzlies.

Da sottolineare i due anni di contratto per James con una player option per la seconda stagione. LeBron potrà dunque decidere tra un anno se proseguire per una 25esima stagione o fermarsi a quota 24, che rappresenta comunque un record NBA di longevità, l’ennesimo per un atleta senza precedenti come lui. Sulla carta i Sixers sono una squadra da titolo, con un quintetto stellare e una panchina non certo lunghissima ma con giocatori di valore come l’ex Cavs Dean Wade e Anfernee Simons, nuove aggiunte in questa off-season. James giocherà da ala forte titolare e point forward e – sempre almeno anticipando ciò che sarà – non gli verrà richiesto un ruolo importante in fase offensiva e di realizzazione come in passato, con scorer come Maxey, Embiid e Brown in squadra e un giocatore come Simons, con tanti punti nelle mani, in uscita dalla panchina.

Quali potranno essere i dubbi? Per prima cosa, di convivenza tra tanti “ego” esigenti e giocatori abituati ad avere tanti possessi e spazio in attacco, un processo sempre delicato e che richiederà del tempo. In secondo luogo le condizioni fisiche sempre precarie di Joel Embiid che nelle ultime stagioni è sceso in campo perlopiù tra un infortunio e l’altro: anche per lui i Sixers applicheranno un programma che dovrebbe consentirgli di arrivare al meglio possibile al momento clou della stagione.

Non può non colpire una certa tinta d’ironia del destino, che ha permesso ai Sixers di accaparrarsi LeBron James anche “grazie” ai Boston Celtics che hanno accettato per ragioni salariali di cedere Jaylen Brown a Phila. Col risultato di aver contribuito a creare nella loro conference una contender seria al titolo con James che si aggiunge a un roster che già prometteva bene anche senza di lui. Missione compiuta anche per Mike Gansey, che da poche settimane ha rimpiazzato Daryl Morey a capo del front office dei 76ers e ha chiuso due operazioni di mercato importanti come la trade Brown, e oggi la firma di un grande free agent come LeBron James. Gansey ha dei trascorsi ai Cleveland Cavs come executive, anche risalenti ai tempi in cui James giocava in Ohio e questo potrebbe aver giocato un ruolo, così come la “corte” che Maxey, Embiid e Brown hanno fatto a King James nei giorni scorsi, con tanto di chiamata di reclutamento. Anche Bob Myers, che è oggi presidente della Harris Blitzer Sports & Entertainment, la holding proprietaria dei Sixers, si era speso nelle scorse settimane per “chiamare” LBJ a Phila. La missione di LeBron è di quelle ardue: i Philadelphia 76ers non vincono un titolo NBA da 43 anni e l’ultima apparizione alle NBA Finals risale al 2001 e ai tempi di Allen Iverson, e a Est i Sixers avranno tante rivali di valore come i New York Knicks campioni in carica, i “suoi” Cleveland Cavs e i Detroit Pistons, e i nuovi Miami Heat di Giannis Antetokounmpo senza escludere i Boston Celtics con Jayson Tatum e – se la trade andrà finalmente in porto – i Toronto Raptors con Kawhi Leonard. Anche altre squadre come gli Washington Wizards hanno progetti ambiziosi con Trae Young, Anthony Davis e AJ Dybantsa e gli Indiana Pacers, finalisti NBA nel 2025, riavranno la star Tyrese Haliburton dopo un anno di stop per infortunio. Infine come non citare gli Atlanta Hawks, altra squadra in ascesa e con ambizioni di playoffs diretti. Insomma, la Eastern Conference si preannuncia affollata per la stagione NBA 2026-27.

La decisione di LeBron James avrà anche un effetto a cascata su quelle squadre che aspettavano che il Re si pronunciasse: i Cleveland Cavs potranno rimettere sotto contratto James Harden, gli Warriors potranno valutare trade per Jimmy Butler e modi per rinforzare un roster che al momento non è all’altezza delle migliori squadre della Western Conference. Draymond Green è free agent e dovrà rinegoziare con Golden State un nuovo contratto, ma è più che lecito attendersi mosse anche drastiche da parte del front office dei Dubs. Anche i Miami Heat erano in attesa e ora dovranno completare il proprio roster, sul mercato restano veterani come Bradley Beal, DeMar DeRozan, e Jonathan Kuminga.

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