Alla fine coach Erik Spoelstra si è ridotto a chiedere un ultimo sforzo ai suoi veterani: Andre Iguodala, Trevor Ariza, Dewayne Dedmon e Goran Dragic per sopperire alle mancanze di un’intera stagione di buona parte del nucleo giovane che tanto aveva entusiamato nella bolla di Orlando e prima.
Tyler Herro, Duncan Robinson e Kendrick Nunn non hanno mai giocato bene assieme in questa stagione per un periodo sostanzioso di tempo, dei rinforzi del mercato di fine marzo alla trade deadline Victor Oladipo sfortunato, e Nemanja Bjelica si sono presto perse le tracce, il rookie Precious Achiuwa che si era ben comportato a inizio stagione con la squadra in emergenza anche a causa del Covid, è poi scivolato indietro nelle rotazioni con l’arrivo di Dedmon e Ariza.
Goran Dragic ha giocato 50 partite a intermittenza, nei fatti i soli Robinson e Adebayo sono rimasti abili e arruolati per l’intera stagione.
L’effetto è stato quello di una stagione incredibilmente faticosa in attacco per i Miami Heat, per tre quarti della stagione nella “bottom 10” per efficienza offensiva e punti a partita. Una crescita nelle ultime 15 partite di regular season aveva fatto ben sperare (illuso) in vista dei playoffs, mentre c’era già chi prevedeva sventure per i Milwaukee Bucks prossimi avversari.
Lo 0-4 con cui gli Heat hanno finito la stagione ha spezzato tale illusione. Ora per Miami inizia una off-season importante, la situazione salariale della squadra consentirà a Pat Riley di creare tanto spazio in vista della free agency.
Andiamo a scoprire quali saranno le priorità in estate dei Miami Heat, la situazione a roster e cosa manca per tornare a competere per la finale NBA.

