In cerca di un equilibrio

di Gabriele Arico

In Florida non si vive certo male, anzi, ma le due franchigie di basket della zona non possono dire di passarsela proprio bene, ma neanche poi così male visto le prospettive: i Miami Heat in particolare hanno vissuto una estate travagliata, con l’addio di Wade verso Chicago, il non superamento delle visite mediche sportive di Chris Bosh ed il ricco rinnovo di Hassan Whiteside, che con Winslow e Dragic comporrà il presente ed il futuro a Miami.

In questa settimana in particolare, per i Miami Heat è arrivata una vittoria e due sconfitte. Le partite in questione sono:
1 novembre 2016: Miami-Sacramento 108-96
4 novembre 2016: Toronto-Miami 96-87
7 novembre 2016: Oklahoma- Miami 97-85

Miami Heat-Sacramento Kings 108-96

Gli Heat hanno conquistato questa vittoria contro i Kings dopo un tempo supplementare: grazie a Goran Dragic (25 punti con 8 assist e 8 rimbalzi) e Tyler Johnson ( 7 dei suoi 22 punti realizzati nel supplementari, più 4 rimbalzi e 2 assist), ma sopratutto grazie ai 67 punti ottenuti dalla panchina. E’ da sottolineare comunque che i Kings hanno dovuto fare a meno di Collins per tutto il tempo supplementare a causa dei 6 falli commessi (di cui 3 offensivi).
Nota: quindicesima sconfitta consecutiva di Sacramento a casa degli Heat: non vincono in Florida dal 10 novembre del 2001.

Toronto Raptors-Miami Heat 96-87

Gran primo quarto degli Heat, che nel parquet di Toronto sono arrivati a toccare anche quota +12, con una prestazione ottima sia a livello offensivo (con 4/5 del quintetto che ha fatto canestro nei primi minuti di gioco) che difensivo (nonostante la discutibile marcatura di Waiters su DeRozan). In seguito Toronto (con Derozan sugli scudi con i suoi 34 punti) ha preso per mano il match a inizio secondo quarto conquistando il vantaggio che non ha più mollato per il resto della gara, nonostante il tentativo di ripresa da parte dei Miami Heat che sono tornati fino a -3 nella conclusione del terzo quarto. In questa partita, a livello numerico, grande gara di Hassan Whiteside, autore di 21 punti e ben 16 rimbalzi, più 17 di Dragic e 16 di Johnson.

DeRozan contro i Miami Heat

DeRozan contro i Miami Heat

Oklahoma City Thunder-Miami Heat 97-85

Partita mai in discussione, quella della Chesapeake Energy Arena: una squadra che funziona come OKC contro una che certe volte fatica molto, Miami. Il risultato non è veritiero perché la partita è stata dominata dai Thunder (Kanter sorpresa di serata con 24 punti e 10 rimbalzi, e il solito Westbrook da 14 punti e 11 assist), sempre in vantaggio (eccetto il primo possesso della gara). Miami molto in difficoltà in attacco, con uno scarso 36,9% (31/84) al tiro e 23,5% da 3 (4/17). Whiteside con 5 punti (anche se con 12 rimbalzi) e Dragic con 11 e 4 assist testimoniano la serata no degli Heat, anche se un altro dato che la testimonia è il numero complessivo di assist della squadra: soltanto 12, minimo stagionale per loro.

Considerazioni sparse:

I Miami Heat quest’anno hanno un obiettivo specifico: far crescere i giovani e mettere insieme e schemi e strategie per fare una stagione decente, ma nulla di più. E’ una fortuna che Tyler Johnson si stia rivelando una guardia molto buona, con prestazioni ottime nelle ultime uscite del 24enne. E’ da notare anche come gli Heat stiano alternando buone prestazioni con altre davvero brutte, come se parlassimo di due squadre diverse (bella prestazione contro i Kings, contro orlando, ma a OKC davvero brutta). Aspettando il ritorno di Bosh, si deve continuare a lavorare in difesa, anche se solo una volta Miami ha subito più di 100 punti in una partita: la mancanza di Luol Deng in difesa e di D.Wade in attacco ancora devono essere superate e la squadra è ancora da rodare. Infine, è da sottolineare l’importanza che riveste il gioco di Goran Dragic a livello offensivo: non è un caso che quando ha fatto più di 6 assist (in 2 occasioni, contro Orlando e contro Sacramento) gli Heat hanno brillato e convinto; il problema è quando il gioco non è veloce e la palla non gira nel modo corretto, perché negli Heat non ci sono singoli in grado di inventarsi canestri a ogni azione. Miami dipende molto da Dragic, sta a lui orchestrare al meglio l’attacco al canestro, e personalmente mi aspetto sempre più miglioramenti col passare della stagione.

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