A Phoenix, da un paio di stagioni,si è cambiato molto ma i risultati tardano ad arrivare. Quest’anno, al contrario, vedremo lo stesso roster del 2016-2017 con tanti giovani e giocatori in cerca di riscatto dopo una carriera avara di successi.
In un’estate in cui nella Western Conference si sono verificati diversi cambiamenti d’aria, i Phoenix Suns hanno preferito continuare nel loro lento processo di crescita, riconfermando in blocco il gruppo che ha affrontato la scorsa stagione. Una parabola discendente quella che ha visto protagonisti i Suns negli ultimi anni. I playoff non si giocano in Arizona dal 2010, epoca in cui militavano nei Phoenix Suns Amar’e Stoudemire e Steve Nash. Da quel momento in poi la franchigia di Phoenix ha vissuto stagioni altalenanti per una piazza molto ambiziosa.
Si sono susseguiti diversi giocatori che ora hanno un posto di rilievo nella lega tra cui Isaiah Thomas e Goran Dragic; ma nonostante i primi segnali di risveglio i Suns non hanno mai fatto il definitivo salto di qualità. Nelle ultime due stagioni il rendimento non è cambiato di molto, ma i Phoenix Suns hanno mostrato a tutti le loro vere potenzialità in alcune occasioni: la vittoria contro Houston nel 2016, la vittorie contro gli Spurs e i Celtics nel 2017.
La spina centrale dei Phoenix Suns è formata dai piccoli di elevata caratura Devin Booker e Eric Bledsoe. Il primo si è reso protagonista di una passata stagione da urlo, in cui ha praticamente azzittito il TD Garden di Boston con i suoi 70 punti ( decima miglior prestazione di sempre in NBA), ed è ormai una delle guardie tiratrici con più prospettiva e margine di crescita nella lega. La sua terza stagione in NBA potrebbe già essere quella della consacrazione ai massimi livelli. Accanto a lui vi è Eric Bledsoe, anche lui guardia di ruolo, ma adattato come play per giocare con Booker in quintetto. Nonostante il cambio di ruolo, Bledsoe ha reagito bene concludendo la stagione con una media punti di 21,2 e 6,3 assist di media. Ottimi rimpiazzi, subentrando dalla panchina, si sono dimostrati Brandon Knight e Tyler Ulis: soprattutto il secondo si è fatto notare per la sua tecnica nonostante sia il secondo giocatore più basso della lega, dopo Isaiah Thomas.
Altra caratteristica fondamentale dei Phoenix Suns sono le giocate spettacolari, alley-oop impossibili e schiacciate in campo aperto: merito dei due “Boeing 747” di nome Marquese Chriss e Derrick Jones Jr. Entrambi rookie ed ali di ruolo, hanno dimostrato grande agilità ed esplosività, regalandoci spettacolo con una buona dose di follia (caratteristica dei giovani).
Oltre a loro, quest’anno, esordirà il nuovo pupillo di coach Earl Watson: Josh Jackson. La quarta scelta assoluta del Draft 2017 ha già fatto vedere cose egregie nella Summer League di Las Vegas: buon tiro, grande fisicità e buone basi difensive. Sarà fondamentale il suo apporto in fase difensiva, vista la partenza di un gran “cagnaccio” come PJ Tucker. Altra ottima ala, in crescita costante, è TJ Warren che è anche cresciuto a livello difensivo aumentando le stoppate e i recuperi.

Josh Jackson alla NBA Summer League di Las Vegas
La batteria dei centri è formata principalmente da Tyson Chandler e da Dragan Bender, aventi caratteristiche differenti ma accomunati da una passata stagione da dimenticare: il primo per un infortunio che gli ha impedito di giocare per 2 mesi, il secondo per delle difficoltà date dal suo primo anno in America. In particolare Chandler, che in carriera ha vinto un titolo NBA con i Mavericks, può essere decisivo a rimbalzo visti i suoi numeri in questa specialità (11,5 di media nel 2016-2017).
Una regular season che potrebbe mostrarci una notevole crescità di questa squadra che, a quel punto, potrebbe togliersi molte soddisfazioni. Le gerarchie appaiono delineate, noi proviamo a mettere giù il probabile quintetto iniziale della prossima stagione: Bledsoe, Booker, Jackson, Chriss ( TJ Warren), Chandler.
Pierluigi Ninni

