Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiChicago Bulls, cosa bolle in pentola? Waiting for Zach…

Chicago Bulls, cosa bolle in pentola? Waiting for Zach…

di Marco Tarantino
Lauri Markkanen Chicago Bulls-nbapassion-news-lauri-markkanen-chicago-bulls

I Chicago Bulls di inizio stagione non ha “deluso” le attese di chi li vedeva come una delle ultime forze ad Est: i supporter della franchigia dell’Illinois si erano messi bene in testa che senza Butler, senza Gibson, Rose (ormai un lontano ricordo come Noah e Gasol) ma anche senza Rondo e Wade la stagione sarebbe stata a dir poco orientata verso due lidi. Il primo, la crescita dei giovani a roster, il secondo posizionarsi nella miglior maniera possibile per ottenere la prima scelta al draft 2018, ricco di talento…

I promossi di questo avvio di stagione:

Come non partire dal nuovo numero 24? I Chicago Bulls sapevano di avere tra le mani un talento molto interessante, ma mai nessuno si sarebbe aspettato un impatto di Lauri Markkanen del genere…Si è scomodato anche LeBron James per il giovane: “Sa tirare, sa fare tante cose intelligenti in campo. E’ un grandissimo talento”. Poche parole ma emblematiche. Cosa sa fare? Offensivamente ha un bagaglio molto ampio: grande velocità di piedi, grandissimo schiacciatore, sa tirare da tre punti, è un lungo atipico, anzi tipico per gli standard odierni. Tira da tre, buon jumper, schiaccia e sa correre in campo aperto.

Chi altro promuovere? Ovviamente il centro di questi Chicago Bulls, una sorta di guida per Hoiberg ed i giovani: Robin Lopez. Solidità difensiva, grande lotta a rimbalzo e qualche giocata offensiva di un repertorio non scarso come sembri… Oltre a loro due anche Justin Holiday non sta facendo affatto male: i numeri parlano chiaro, 15 punti di media contro i 6 in carriera…Crescita incredibile di un giocatore che non è più giovanissimo (28 anni) ma che potrebbe costruirsi una carriera a Chicago in attesa che rientri Zach Lavine ed entri a gara in corso dalla panchina…

Da rivedere:

Sicuramente molti giocatori…Non un avvio esaltante ma nemmeno da buttare per alcuni componenti del roster dai quale ci si aspettava di più: in primis Denzel Valentine. Si era visto il suo grande carattere al college, era un giocatore dal quale i Chicago Bulls si aspettavano molto ma che conoscevano difensivamente…Ecco la difesa non è proprio il suo forte, ma offensivamente può tirare da tre e passare la palla con ottime doti. Sta trovando la sua dimensione da sesto uomo ma deve migliorare a livello di continuità.

Da rivedere anche Grant, che non può essere la point guard titolare dei Bulls e probabilmente con il ritorno a pieno regime di Dunn finirà di nuovo nelle retrovie…Nel ruolo c’è anche Kay Felder desideroso di trovare i suoi spazi… Potrebbe diventare la seconda/terza scelta di Hoiberg?

Con loro anche due giocatori firmati dai Bulls in estate: il primo tagliato dai Lakers, David Nwaba, che ha mostrato sprazzi di buon potenziale e l’altro Antonio Blakeney che ha impressionato durante la preseason e summer league ma non ha trovato molto spazio nelle rotazioni…

 

Non classificabili:

Ovviamente un nome ed un cognome. Zach Lavine. Anzi meglio prenderla più larga: il backcourt. Anche Kris Dunn non si è praticamente visto se non 22 minuti contro i Thunder con 8 punti di pregevole fattura, 9 rimbalzi e 3 assist. I due si conoscono, vengono entrambi dai Wolves, devono calarsi però in una nuova realtà, in cui avranno sicuramente più facilità nell’esprimere il loro potenziale… Grande attesa per i due talenti arrivati da Minnesota: troveranno il loro posto in questi giovani Chicago Bulls? Statene certi…

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