In America abbiamo imparato a conoscere bene la NBA con tutte le sfaccettature che la caratterizzano. Siamo rimasti a bocca spalancata mentre vedevamo le grandi imprese di Jordan, Bryant, Iverson, Bird e cosi via. La spettacolarità ha sempre fatto da padrona, in alcuni casi ha preso il sopravvento sulla parte tattica delle squadre. Andando avanti negli anni si sono presentati giocatori in grado di ricoprire più ruoli senza alcuna difficoltà: il basket è soprattutto capacità di adattamento, la staticità non può che rivelarsi inadatta ai tempi di gioco odierni dove regna la rapidità e la dinamicità. Questo aspetto ha messo in evidenza chi è davvero un talento sopraffino e in grado di ricoprire più posizioni, mettendo in acque torbide le difese avversarie che sono costrette alla continua rotazione. Ora, non fa più notizia vedere un giocatore essere un grande passatore senza nascere come playmaker, ma anzi si cerca di capire chi sia un grande prodigio per questa caratteristica. Andiamo ora ad elencare i migliori dieci passatori che vestono diversi ruoli.
10. KEVIN DURANT
La crescita esponenziale del 35 di Golden State è passata anche dal grande lavoro effettuato sulla ambivalenza dei suoi ruoli: ala piccola, ala forte o centro addirittura in alcuni contesti.
Durant è entrato in NBA cosi e ora è diventato una minaccia come macinatore di triple doppie. La sua figura ha apportato ai campioni in carica molta ricerca della fase offensiva costante e maggiore attenzione alla realizzazione più del palleggio. Le ultime finali sono la dimostrazione dell’enorme crescita di questo ragazzo da quando ha lasciato Oklahoma.
9. DEMARCUS COUSINS
Il ragazzone dell’Alabama ha preso pieno controllo del suo talento, mettendo in atto il duro lavoro a cui si è sottoposto con i Sacramento Kings prima e ora con i New Orleans Pelicans. La sua forte prestanza fisica gli ha permesso di essere quasi imbattibile sotto canestro, ma la vera sorpresa è il tiro dalla distanza che ha mostrato molto spesso e una mano delicata per esprimersi da passatore. Qualcosa di insolito per un centro.
8. BEN SIMMONS
Affiatamento coi compagni e grande intelligenza tattica: Simmons, in cabina di regia, sa essere imprevedibile.
Finalmente la prima scelta del draft 2016 è scesa in campo e sta dando prova che non era casuale la ‘pole position’ dopo il college. Le belle parole spese prima del suo arrivo a Philadelphia stanno avendo la giusta dimostrazione per un ragazzo un po’ sfortunato: l’inizio di stagione ha fatto registrare già una tripla-doppia, la prima della sua carriera, con 21 punti, 12 rimbalzi e 10 assist. L’ultima stagione passata tra infermeria e palestra ha riservato ulteriore tempo per lavorare su aspetti fondamentali del suo gioco: grande velocità nel passaggio e ottima visione di gioco, Simmons si candida fortemente al premio di Rookie of the Year e leader dei Philadelphia 76ers.
7. BLAKE GRIFFIN
Quando giochi con un grande passatore come Chris Paul è un po’ difficile dimostrare di avere la capacità di saper prendere in mano le redini della regia. In questi anni Griffin si è accontentato di schiacciare in faccia agli avversari in modo sempre umiliante e ottimo per lo spettacolo, ma quando Paul si sedeva in panchina per alcuni acciacchi, Blake è sempre stato pronto a sostituirlo senza farlo rimpiangere. L’addio di quest’ultimo ha aperto la strada per vedere un atleta sempre più completo, in grado di sapersi destreggiare in più mansioni I 4 assist di media per partita sono la prova delle fioritura del grande Griffin.
6. GIANNIS ANTETOKOUNMPO
Impossibile non citarlo, protagonista indiscusso di questo inizio di stagione con numeri pazzeschi. Una macchina da punti, rimbalzi e assist. Se l’anno scorso Westbrook è stata la punta dell’iceberg a livello di prestazioni impressionanti e statistiche irripetibili (42 triple doppie), Antetoukounmpo ha fatto già capire che è pronto al definitivo salto di qualità. Sta letteralmente dominando sotto ogni aspetto di gioco, mettendo in mostra la grande attitudine al passaggio e creando spazi inesorabili per i compagni di squadra. Il premio MVP converge sempre più verso di lui e il Most Improved Player della stagione passata ne ha confermato le impressionanti abilità.
5. MARC GASOL
Il possente Marc è il regista aggiunto dei Grizzlies.
Il centro spagnolo si è sempre evoluto nel suo ruolo, sfruttando il suo elevato QI cestistico che lo ha contraddistinto su entrambe fasi di gioco. Crescere cestisticamente in un ambiente completamente diverso da quello americano gli ha permesso di equilibrarsi maggiormente nel suo stile. Gasol è l’ago della bilancia dei Memphis Grizzlies, squadra molto attendista, in cui riesce ad imprimere la sua grande capacità difensiva con una propensione ben congegnata all’attacco. L’assist è uno dei suoi cavalli di battaglia senza dubbio.
4. KEVIN LOVE
Nel 2014 i Cleveland Cavaliers ebbero la prima scelta al draft e scelsero Andrew Wiggins, giovane di grandissime prospettive. Dunque preferirono puntare su un giocatore che desse subito esperienza e garanzie tecniche. Scambio Wiggins a Minnesota e Love alla corte di LeBron. Un azzardo, fu considerato allora. Il Beach Boy ai Minnesota Timberwolves era il punto focale della manovra offensiva, mentre a Cleveland predilige una posizione dietro alle quinte. Il numero 0 ama partire dall’angolo del campo e servire assist precisi nelle mani dei compagni. Il suo lavoro sotto canestro è fondamentale per la sua squadra, come le triple negli ultimi minuti di gioco, decisive per l’allungo definitivo.
3. DRAYMOND GREEN
Money Green è il giocatore più incisivo nelle rotazioni di Golden State: adattabilità incredibile in ogni posizione del campo, forza fisica sotto canestro, realizzazione di triple doppie senza grandi problemi e delle mani molto educate. Steve Kerr ha scovato il miglior portatore di palla della squadra, insieme a Curry, per capacità di farla girare molto bene e di essere un punto di riferimento per i suoi compagni. I numeri di inizio stagione parlano di 8 assist di media a partita e sono sempre a salire. La personalità carismatica di Green si traduce perfettamente sul campo.
2. NIKOLA JOKIC
La grande sorpresa dell’ultimo campionato è proprio il cestista serbo dei Denver Nuggets. Qualcuno lo paragona a Jason Williams in termini di spettacolarità, ma il buon Nikola sa essere più che concreto. Ha conquistato la starting lineup e ha guidato la strategia offensiva del suo team in modo invidiabile; è piuttosto giovane (22 anni) ma è già agli estremi della classifica dei migliori passatori: un centro eclettico che si è ritagliato una posizione sempre più importante nelle gerarchie di squadra. Indispensabile.
1. LEBRON JAMES
Il Prescelto sa mettere in ritmo i compagni con una facilità disarmante.
Se non lui, chi ci dovrebbe essere? E’ oggettivamente il giocatore più dominante dell’era attuale, con una visione di gioco inimitabile. Può tranquillamente svariare sul parquet e guidare i suoi compagni al canestro da solo. Non c’è nessuno, nessuno, cosi dominante da riuscire ad avere gli occhi anche dietro la testa: conosce tutti i suoi compagni alla perfezione, ogni movimento, ogni difetto. E’ una delle migliori ali nella storia col trattamento della palla per antonomasia. Il giocatore più completo negli ultimi 12 anni e fin da subito nella leggenda.




