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Dopo aver visto le rotazioni e gli uomini a disposizione in panchina per i Cleveland Cavaliers ci spostiamo nella Baia, a Golden State,dove Steve Kerr, come Lue, può contare su un grandissimo roster con però, a differenza della franchigia dell’Ohio, una amalgama di squadra già trovata.
Golden State-rotazioni, una sicurezza per Kerr
I Golden State Warriors lo hanno già dimostrato la passata stagione, la forza della franchigia della Baia non si discute e Steve Kerr ha in mano un quintetto mostruoso composto da Curry, Thompson, Durant, Green e Pachulia.
Come se non bastasse la sua panchina anche non scherza affatto ed anzi ha fatto più volte la differenza nei playoffs come in stagione regolare: Livingston, Young, Iguodala, West e McGee, Casspi.
Andiamo a vedere come in uno scontro tra point guard del secondo quintetto potremmo trovare Livingston da una parte e Derrick Rose dall’altra. Il giocatore di Golden State ha centimetri, esperienza, porta in dote tanta intelligenza cestistica e si è dimostrato un fattore anche in attacco in alcune situazioni.
Nel backcourt ci spostiamo dalle point guard alle guardie tiratrici. McCow, ma non solo anche Iguodala può giocare minuti in quella posizione o anche Nick Young. Steve Kerr ha tanti giocatori e diversi per dare profondità e differenziare il tipo di gioco che si vorrà proporre. Quando servirà esperienza e forza fisica dentro Iggy, per la sfrontatezza dentro Nick.
Dalle guardie arriviamo alle ali e qui arriva il bello: Golden State ha un pacchetto SF/PF davvero invidiabile, considerando che spesso e volentieri con il quintetto piccolo vedremo Kevin Durant giocare da 4 o da 5 addirittura. Igoudala, Casspi, Draymond Green, Jordan Bell, Nick Young ma anche Looney. Tra ali piccole ed ali forti le scelte di rotazioni saranno sicuramente interessanti. Steve Kerr partirà in quintetto con Kevin Durant da ala piccola e Draymond Green ala grande ma potrà scalare Green nel ruolo di centro con KD ala forte e Iguodala ala piccola, con il cosiddetto small ball killer.
Chi potrà avere un ruolo importante è il rookie Jordan Bell, diventato l’ombra di Draymond Green che lo ha preso sotto la sua ala protettrice: il ragazzo è stato scambiato dai Bulls durante il draft, in maniera davvero troppo avventata, ed ha dimostrato grandi margini di crescita nella preseason dei Warriors.
Ma non solo ali, in panchina ci saranno a seconda della rotazioni anche centri come McGee, Zaza Pachulia con doti opposte: fisicamente super l’ex Nuggets, mentre il georgiano è una “vecchia volpe” davvero esperto e con mani niente male quando si tratta di passare la palla. Zaza partirà dal quintetto titolare, mentre McGee entrerà quando servirà esplosività e presenza sotto canestro.
Insomma rotazioni e panchina niente male anche per Steve Kerr che si appresta ad entrare nella nuova stagione con pochi dubbi e tante, tantissime certezze…

