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Lance Thomas per Melo: “Ti rispetto Re”

di Matteo Meschi

“Caro Melo, ho una definizione precisa per dire chi e’ un amico stretto. Non è chi conosci da tanto tempo, ma e’ chi ha condiviso tante cose con te. Proprio per questo, Melo, tu sei uno dei miei migliori amici che abbia avuto. Anche solo a scriverlo sembra pazzesco, perché come molti giovani di questa lega ho iniziato ad ammirare il tuo gioco da lontano, mentre ancora stavo crescendo.

Entrambi veniamo da Brooklyn, quindi sei sempre stato nei miei pensieri. Quando ero un matricola al liceo, mi ero fatto le treccine proprio come le tue. Ti ho visto dominare il torneo NCAA con Syracuse. Eri così forte, così dominante. Ma quello che mi impressionava di più era il tuo stile di gioco. Era un modo cosi’ puro. Giocavi con gioia e fiducia, uccidevi gli altri ragazzi con un sorriso. Vederti giocare mi ha fatto sognare un giorno di poter giocare nella tua stessa squadra, e come e’ strano dirlo adesso.

New York è una città enorme, composta da persone provenienti da tutto il mondo, ma alcune di loro sono una sorta di collante. Ci sono le metropolitane. Ci sono i minimarket. Ci sono le pizzerie d’asporto.

E ci sono i Knicks.

Sono cresciuto in una famiglia di tifosi Knicks. Abbiamo seguito la squadra sempre e comunque, senza mancare una singola partita. Un sacco di persone che vivono qui – provenienti da diversi ceti sociali – la vivono allo stesso modo. C’è una passione per questa squadra che mette in luce tante emozioni diverse, tipiche dei newyorkesi. (E noi siamo persone non mostrano grandi emozioni di solito.) Ma con i Knicks tutto è diverso, personale. E se sei un vero newyorkese, sai che vivrai e morirai con questa squadra proprio come se fossi un giocatore con addosso questa canotta.

Sai, ricordo ancora il giorno esatto in cui sei stato scambiato a New York – ed è stato uno dei giorni più emozionanti che posso ricordare da tifoso. Il mio telefono era pieno di messaggi dei miei amici e della mia famiglia. Avevano tutti piu’ o meno lo stesso tono.

“MELO!!!!!!!”
“Abbiamo preso MELO!”
“MELO TORNA A CASA !!”

Ricordo quanto ero eccitato quel giorno solo perche’ eri stato preso dalla mia squadra. E io in quel momento non ero neanche lontanamente vicino a venire a giocare qui. Ero appena uscito università e stavo in D-League. Ma ripeto, per me quella notizia era Melo che veniva a giocare nella mia città, nella mia squadra – ai NEW YORK KNICKS – e questo era una delle migliori sensazioni mai provate.

Io sono stato scambiato ai Knicks dagli Oklahoma City Thunder… tra tutti i posti di questo mondo. Era meta’ stagione, Gennaio 2015, ed avevo un contratto di dieci giorni.

Era un sogno, naturalmente, essere a New York e essere nella tua stessa squadra. Ma sapevo anche che probabilmente sarebbe stato solo una cosa momentanea. Ho fatto tutto quello che potevo – in ogni minuto di allenamento e ogni secondo del tempo di partita ho avuto – per rimanere dentro questa squadra. Ho dato voce, fisico e ho giocato col cuore.

E te lo hai notato.

Non dovevi – io non ero nessuno. I ragazzi con un contratto di 10 giorni ci sono sempre tutti gli anni. Non avevi nessuna ragione o obbligo a guardarmi piu’ di due volte, perché me ne sarei potuto andare da un momento all’altro. Ma hai notato quanto stavo lavorando duramente e mi hai incoraggiato a continuare a lavorare. Sì, entrambi siamo cresciuti come tifosi Knicks con radici a Brooklyn, ma non è per questo che ci siamo trovati. Non e’ neanche qualcosa che c’entra con il nostro talento nel giocare. La ragione per cui ci siamo identificati l’uno nell’altro, credo, e’ perche’ entrambi ci siamo avvicinati al basket allo stesso modo.

E quando ho giocato insieme a te, sapendo quanto sarebbero stati preziosi quei minuti per me, non hai esitato a coinvolgermi nell’attacco o a darmi un compito difensivo che mi avrebbe permesso di brillare. In poche parole, mi hai messo nella migliore condizione possibile per farcela.

Come si puo’ ringraziare una persona per questo? Ci ho pensato molto in questi ultimi giorni, sin da quando il tuo scambio è stato annunciato ufficialmente.

Nel tempo, la nostra passione comune per New York, e per questo gioco, e’ sfociata in un’amicizia speciale. Ti ho sempre ammirato come giocatore, ma dopo averti conosciuto ho iniziato ad apprezzarti ancora di più come persona. Hai molte qualità che voglio avere anche io. Tu sei un duro. Non ti abbatti per una sfida o per un problema. E nonostante affrontano molte critiche negli ultimi anni – e francamente, alcune erano davvero delle cazzate – non sei mai stato rancoroso. Hai sempre trovato un modo per sorriderci, proprio come in campo. Hai sempre trovato un modo per tenere duro e andare avanti, come qualsiasi buon newyorkese.

C’era una cosa che è accaduta la scorsa stagione e che non dimenticherò mai: ricordi quando eravamo in L.A. e dopo la partita siamo stati seduti sul fondo del bus e ci siamo messi a fare scherzi? Uno dei nostri giovani – non diro’ mai il suo nome nemmeno sotto tortura – e’ venuto da te dicendo che ti avrebbe potuto battere in un uno contro uno.

Te gli appena annuito con un sorriso e gli hai detto: “Va bene. Se questo è quello che vuoi, allora lo avrai.”

Quindi il giorno successivo, dopo un buon allenamento, ho iniziato a sondare la situazione: “Ok Melo, che c’è? Che vuoi fare? Ti ha sfidato! ” Tu mi hai guardato dicendomi: “Vieni e guarda quello che combino a questo ragazzo “.

Cosi’ tutti gli altri si sono messi intorno. C’erano tutti ed eravamo tutti abbastanza eccitati.

Voi avete iniziato a giocare, e sin dalla palla a due hai dato via ad un clinic. Ti sei messo a fare mosse incredibili e a segnare da ogni angolo del campo. Eri come dieci Hoodie Melo messi insieme. E in tutta quella sfida, hai sempre tenuto quel sorriso sul viso. Sono rimasto li da solo sorridendo, guardandoti come un fan – perche’ io sono un tuo fan.

Ad un certo punto, guardando il ragazzo, gli hai datto: “Sai su quale isola sei?” E lui: “Cosa?”

“Molte persone muoiono proprio su questa isola. Non credevo che tu volessi venirci”

E poi ridevi e urlavi: “Questa è l’isola di Killigan! (libro americano, ndr)”

Poi continui a segnare, solo rete, rete e ancora rete. Hai messo quel ragazzo nel frullatore e gli hai ricordato chi fossi e cosa avevi fatto.

Quando alla fine hai vinto, tutti hanno appena cominciato a urlare. Eri stato così grande. E’ stato uno di quei momenti che mostrava perfettamente il tuo rapporto con questo gioco. Sempre sorridente e mai un passo indietro davanti a una sfida.
Ho così tanti bei ricordi. Ma quello che rispetto di piu’ è stato come ha reagito quando le cose non andavano bene.

Ci sono diversi tipi di leadership. Tu non sei un tipo da grandi discorsi o che comanda la gente. Non è questa la tua personalità. La tua leadership si vede in campo. Ed è per questo che sei uscito cosi’ spesso dalla tua zona comfort per parlare e invocare i tuoi compagni a impegnarsi di piu’. Quelle volte la scorsa stagione mentre ero infortunato mi dicevi di tenere la testa alta e che ero ancora una parte importante della squadra – non hai idea di quanto abbia significato per me. Molte persone parlano di leadership, ma te mi hai fatto vedere cosa significa davvero guidare.

Anche se questo non è il Melo che i media hanno conosciuto, questo è quello che ricordero’ sempre io.

E’ stato veramente strano andare al media-day lunedì e non vederti. Penso che quello sia stato il vero momento in cui tutta questa vicenda mi ha colpito. Stavo seduto con il notiziario quando mi hai chiamato sabato per dirmelo personalmente, prima che la notizia uscisse pubblicamente. Non avrei voluto scoprirlo in nessun altro modo. Ed ripeto qui la stessa cosa qui che ti ho detto in quel momento: so che amerai OKC. Sono stato parte di quella organizzazione, e so che tutto cio’ che hanno è di prima classe.

Sono felice ed eccitato per questa tua nuova opportunità. Il resto della lega forse non sa cosa aspettarsi da te, ma io si. Saro’ sempre stato grato per l’occasione avuta di vederti lavorare da vicino, perché la tua grandezza te la sei guadagnata con fatica. Ed è proprio questo cio’ che stai portando a OKC.

Detto questo, uno dei miei più grandi rimpianti è non essere riuscito a fare di più per aiutarti a vincere a New York. Lo volevo così tanto – vincere qui per te. Quando ho ri-firmato con i Knicks, ti ho pensato. Ho dato parte della colpa di non aver vinto agli infortuni che mi hanno perseguitato. Questo è qualcosa con cui dovrò convivere – non aver potuto dare tutto l’aiuto che avresti meritato in campo.

Ma anche se è questo quello che penso, so che tu non lo diresti mai. Non cerchi scuse. Ti ho sempre rispettato per questo.
Non ho mai incontrato nessuno che ama New York quanto te. Questa è la tua città. Hai continuato a lottare cercando di far funzionare le cose, e anche quando sembrava che la gente non ti volesse piu’, non hai mai fatto in modo che la situazione cambiasse la tua etica del lavoro o il tuo approccio al gioco. Hai sempre fatto un buon lavoro dietro le quinte e non tutti lo hanno notato, ma noi lo abbiamo visto. Proprio come quando te mi hai detto quelle cose quando avevo bisogno di sentirmele dire, adesso sono io che ti dico qualcosa io: lasci questo posto a testa alta. Non abbiamo raggiunto tutto quello che avremmo voluto, ma hai lasciato un segno a questa città. Proprio come noi siamo cresciuti con Patrick Ewing e Larry Johnson, un’intera generazione di giovani baskettari crescera’ ricordandoti come l’uomo che ha guidato i New York Knicks.

Questo è tutto il mio modo di dire semplicemente: Grazie, Melo.

Grazie per essere il volto della nostra franchigia e per aver riportato lo stile newyorkese al Garden.

Grazie per averci aiutato in tempi difficili e per aver dato così tanto come compagno di squadra, anche in modi che nessuno sapra’ mai.

E, infine, grazie per essere un modello di tanti giovani giocatori che, come me, sognavano di essere come te.

Ovvio, non ti sto ringraziando perché hai bisogno di sentirtelo dire, ne’ certamente perché me l’hai chiesto. Ti ringrazio perché penso che sia qualcosa di necessario. Ho bisogno di farlo come ragazzo di Brooklyn, come fan dei Knicks, come compagno di squadra e come amico stretto.

So che passeremo molto tempo insieme dopo le partite e gli allenamenti. Gia’ mi immagino quando saremo vecchi e lenti, a guardare le partite insieme, scherzando e magari facendo qualche volta un paio di tiri.

Ma nel frattempo, iniziare la stagione l’uno contro l’altro mi sembra un modo perfetto. Sai già che ti staro’ addosso. E non mi metterai sull’isola di Killigan. Naaaa B.

Ti rispetto re,
Lance Thomas”

Questa la lettera indirizzata a Carmelo Anthony da parte del suo ex compagno di squadra Lance Thomas e pubblicata sul Player’s Tribune

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