Un altro inizio che non ti aspetti: la magia sembra essere tornata agli Orlando Magic
Nella notte del mancato duello tra Antetokounmpo e Westbrook al Bradley center di Milwaukee, restiamo nella Eastern Conference e parliamo di un’altra franchigia che sembra aver ritrovato la luce. Dopo anni di buio completo in Florida, sponda Orlando, si torna a respirare pallacanestro di alto livello. In attesa del prossimo confronto con i Grizzlies, complice anche la caduta allo Staples center di Detroit, i Magic si ritrovano a condividere il primo posto della Conference con i Celtics. Partenza che non si vedeva dal lontano 2011-12, una vita nello sport della palla a spicchi. Bacchetta magica presa in prestito da Disneyworld per Frank Vogel o solida realtà finalmente uscita allo scoperto?
A un primo sguardo complessivo, due statistiche balzano subito agli occhi: dopo sette partite giocate (5 vittorie e 2 sconfitte) i Magic sono secondi nella lega per punti (116) e assist (25) prodotti a partita, dati che fanno capire quanto lavoro ci sia dietro questa inaspettata rinascita. Altri segnali che fanno ben sperare i tifosi dell’Amway Center provengono dalle due convincenti vittorie contro i Cavaliers, vicecampioni Nba, (114-93) e contro i San Antonio Spurs (114 punti realizzati anche in questa gara, raggiungendo il massimo scarto nella storia della franchigia contro i texani).
Note positive che si riscontrano anche nelle statistiche individuali. Con i suoi 22 punti di media, primo nel roster, il white mamba Evan Fournier si sta confermando un ottimo realizzatore. Nikola Vucevic, non il vostro go-to-guy preferito, con i suoi 20 punti e quasi 9 rimbalzi a partita riesce sempre a dare continuità a quanto di buono fatto vedere in questi anni in quel di Orlando, grazie anche a ottime statistiche dalla media e lunga distanza (40% dall’arco) arma in più per i lunghi di stampo moderno. In attesa del rientro a pieno regime di Elfrid Payton, il leader carismatico è Jonathon Simmons. L’ex Spurs ha già preso in mano le chiavi dello spogliatoio, forte di un carattere forgiato alla corte di Gregg Popovich che gli ha permesso di amalgamarsi subito alla perfezione con il resto della squadra. Inoltre i suoi 16 PPG risultano sempre utili alla causa.
Una superstar in arrivo in casa Orlando Magic? Aaron Gordon scalda i motori
Infine, menzione speciale per la definitiva (forse) esplosione di una potenziale superstar, che risponde a nome di Aaron Gordon. Criticato il più delle volte, sempre però con quel velo di protezione e attesa, il prodotto degli Arizona Wildcats in questo inizio di stagione sta ripagando le speranze riposte nelle sue qualità. Al di là dell’indiscusso atletismo, a evidenziare i miglioramenti di un giocatore che è ancora alla ricerca del suo ruolo, non sono tanto i 21 PPG o i 9 rimbalzi di media, quanto quel 59% nel tiro da tre punti e il 76% dalla lunetta, sintomo di tanto lavoro estivo per presentarsi al meglio nella regular season.
Il resto, serve a dare solidità alla profondità del roster, con Bismack Biyombo, Dj Augustin e Aaron Afflalo sempre pronti a uscire dalla panchina, e il rookie Jonhatan Isaac che, nel frattempo, cerca di trovare un suo posto nel basket che conta. E’ notizia dell’ultima ora, invece, il mancato rinnovo perMario Hezonja. La società non ha voluto esercitare la team option prevista nel quarto anno di contratto del giovane croato, scelta numero cinque nel draft 2015, facendolo cosi diventare unrestricted free agent, cioè svincolato e libero di scegliersi la squadra già a partire dall’estate prossima. Scelta che relega Hezonja, mai in luce nei suoi tre anni militati in Florida, ai margini della rotazione.
Ora, dopo la trasferta al Fedex Forum, i Magic ospiteranno tra le mura amiche i Bulls, i Celtics e i Knicks. Tre partite che mostreranno il vero volto e il vero potenziale della squadra allenata da Vogel. Nonostante tutto, però, possiamo affermare che la magia è tornata a Orlando: non da Disneyworld, ma dal parquet dell’Amway Center.
Per NBAPassion, Michele Fratto

