25 dicembre è spettacolo negli Stati Uniti: NBA Christmas Day, i match natalizi che delizieranno il nostro palato dopo in pranzo in famiglia. Quali sono stati i migliori degli ultimi anni?
Negli States il 25 Dicembre è vissuto in una maniera identica alla nostra. Regali spacchettati la mattina, pranzo con parenti, atmosfera di vacanza che distende gli animi prima dell’ultima settimana dell’anno. Ma gli americani li conosciamo. Tengono particolarmente a distinguersi e se ci sono soldi in ballo possono trasformare le tradizioni religiose in spettacoli scenici da brividi.
“Mettigli qualche dollaro in tasca, e l’americano è disposto a giurare di non aver mai sentito parlare di Marx, di Hitler, di Mussolini e nemmeno di Gesù Cristo, semmai lo prega la domenica. Gli altri non li ricorda proprio.” Franklin Delano Roosvelt aveva chiaro il quadro della situazione molto tempo fa.
La National Basketball Association è l’unica lega al mondo che inserisce regolarmente match nel giorno di Natale. Per questo motivo si sono susseguite critiche ad elogi su questa tradizione che va avanti dal 1947 ad oggi.
Per gli appassionati di basket d’oltreoceano è uno degli eventi più attesi della regular season. Infatti, con lo sviluppo della comunicazione di massa, per via di massicci incrementi di audience nel periodo in questione, sono state assegnate al 25 Dicembre le partite di maggior rilievo. Più volte Kobe e Lebron, i due giocatori più acclamati e seguiti del ventunesimo secolo, si sono trovati di fronte; ancor più spesso si cerca di far scontrare le due squadre che si sono battagliate poco più di sei mesi prima alle Finals.
Molteplici record, inoltre, sono stati scritti il giorno di Natale: Bryant detiene quello di 16 partite giocate proprio in questa data (dal 1996 al 2015), Phil Jackson vinse il suo 1000esimo incontro da coach, aggiungendo un altro traguardo alla sua storia non definibile inenarrabile solamente grazie alla sua perspicacia di metterla per iscritto e renderla accessibile a tutti. Anche i New York Knicks dicono la loro: con 22 vittorie e 29 sconfitte sono il team che ha collezionato più apparizioni all’evento, quello che ha trionfato ma anche perso più volte in assoluto.
Commentatori, giornalisti ed opinionisti del mondo NBA convergono unanimemente verso l’idea che il giorno di Natale sia il migliore dell’intera stagione regolare in quanto offre potenziali preview di serie di Playoffs, o addirittura finali…
Fatte queste premesse, è bene rimembrare ai fans e raccontare ai neofiti i più bei match che la tradizione cestistica americana ha messo in mostra in onore dell’ NBA Christmas Day dal 2000 ad oggi in ordine cronologico. Di partite intriganti ve ne sono state molteplici. Contesto temporale e scenico, importanza emotiva, giocatori in campo e bellezza dell’incontro in sé per sé (ritmo di gioco sostenuto, qualità nei possessi, suspence continua). Questi sono i parametri con cui è avvenuta tale selezione.
2003 Cleveland Cavaliers (101) at Orlando Magic (113) OT

Sono i primi mesi di Lebron nella Lega. Inutile dire che gli occhi erano puntati tutti su di lui. General Managers, allenatori, giocatori e tifosi che avevano solamente sentito, senza averlo mai visto dal vivo, rimanevano dubbiosi. Perché un diciottenne di Akron era finito sulla copertina di Sport Illustrated? Perché costui si faceva chiamare The Chosen One? La città di Orlando e Tracy McGrady hanno avuto risposte soddisfacenti proprio il giorno di Natale del 2003. “E’ incredibile. Come è possibile che abbia solo diciotto anni?” – disse T-Mac alla fine del match riferendosi all’allora giovane King – “basta vedere il modo in cui si muove, la confidenza che ha dentro e fuori dal campo. Se continua a lavorare con costanza e a rimanere affamato, sarà dura in futuro…”. Ci aveva visto lungo il numero 1 dei Magic che avrà, però, la meglio in quella sfida. Merito della sua esperienza, scrive infatti a referto 41 punti, 8 rimbalzi e 11 assist. Il rookie proveniente da St. Vincent-St. Mary High School si arrenderà solamente all’overtime, oltre a lasciare sbalorditi milioni di spettatori che lo videro giocare per la prima volta proprio quella notte.
2004 – Miami Heat (104) at Los Angeles Lakers (102) OT

Ci sono volte in cui la pallacanestro prende le sembianze di un romanzo. Quell’NBA Christmas Day fu una vera e propria storia d’amore. Fu il ritorno di Shaq nella Città degli angeli dopo la separazione da Kobe e dai quei Lakers che affrontò per la prima volta dopo il suo passaggio in estate ai Miami Heat. L’atmosfera magica di ricordi passati fece da contorno ad un match pieno di sorpassi di punteggio continui. “Agonismo” fu la parola chiave della serata. Difatti l’incontro si concluse solamente dopo un tempo supplementare che O’Neal non potette neppure giocare per via di un sesto fallo commesso nel quarto periodo regolamentare ai danni proprio del n.24 gialloviola…
2008 – Boston Celtics (83) at Los Angeles Lakers (92)

Il rematch della finale NBA della stagione precedente. I Celtics venivano da un record di 19 vittorie di fila. Sembrava che non si potessero più fermare. Il team di Doc Rivers si sarebbe però dovuto battere con il duo Kobe-Gasol, prima che la favola Boston 2008 si potesse concludere con un lieto fine. I Los Angeles Lakers quella sera presero le vesti del lupo cattivo. Staples Center infiammato, voglioso di rivincita e di far chiudere la striscia vittoriosa ai loro avversari di sempre. La puntigliosa difesa di Boston, alla fine, si arrese ad un magistrale attacco triangolo gestito da Phil Jackson e capitanato da KB24.
2008 – San Antonio Spurs (91) at Phoenix Suns (90)

Il trio delle meraviglie Ginobili-Parker-Duncan venne accolto da fischi assordanti allo US Airways Center di Phoenix. L’anno precedente, infatti, i Suns erano stati buttati fuori proprio dagli Spurs con una serie di Playoffs chiusasi 4-1. Stoudmire e Nash, insieme al rabbioso Shaq erano vogliosi di rivincita. Ma Gregg Popovich e i suoi SAS presero le sembianze del Grinch quel 25 Dicembre. Una partita emozionante in cui ogni singolo possesso giocava una rilevanza fondamentale. Uno scontro da vedere e rivedere, soprattutto per la tattica sopraffina di due squadre allenate da due signori tutt’altro che sconosciuti. Fino a 4 secondi dalla fine sembrava che in Arizona si potesse passare un Natale speciale, con la vittoria sulle bestie nere degli speroni. A guastare le feste ci pensò all’ultimo respiro Roger Mason rifilando un pugno dritto nello stomaco dei Suns.
2011 – Chicago Bulls (88) at Los Angeles Lakers (87)

La stagione 2011 fu quella da 66 partite causa lockout. Il match dell’NBA Christmas Day corrispose a quello di apertura della regular season. Probabilmente i giocatori dovevano ancora adattarsi e riprendere confidenza con i nuovi schemi. I risultati ne furono una chiara dimostrazione, soprattutto per Kobe. Il Mamba ne scrisse 28 a referto, prendendosi però 23 tiri. A causare ciò fu anche la marcatura asfissiante di Deng su ogni possesso che il 24 cercava di concretizzare. Le difese ebbero la meglio sugli attacchi e, non a caso, i Bulls sui Lakers, grazie all’MVP della stagione precedente. Rose mise a tacere lo Staples con un clutch che pesava quanto la stoppata che subito dopo Noah rifilò a Kobe.
Battute finali di un match tesissimo
2013 – Los Angeles Clippers (103) at Golden State Warriors (105)

Per chi è interessato a vedere un incontro emozionante tra due corazzate della Western Conference, quello tra GSW e LAC in occasione dell’NBA Christmas Day è uno di quelli consigliati degli ultimi anni della Lega. Le rivalità tra in singoli giocatori erano già ben note da tempo. Il giorno di Halloween di quell’anno i due centri avversari, Andrew Bogut e DeAndre Jordan, non avevano avuto un incontro molto amichevole. In parole semplici, se non fossero intervenuti giocatori ed arbitri, se le sarebbero date di santa ragione. La storia che il giorno di Natale si è tutti più buoni non vale nel basket professionistico. Sarebbero potute riemergere discussioni simili e di fatto le espulsioni in quel match fioccarono. Fu una vera e propria battaglia di Playoffs che vide il team della Baia come vincitore. La partita è da guardare per intero, il finale è la pura attestazione della pallacanestro come sport più emozionante del pianeta.
Ultimi 5 minuti del match. Poche occasioni hanno avuto i Clippers per pareggiarla, no?
2016 – Golden State Warriors (108) at Cleveland Cavaliers (109)

Il più recente non se lo si scorda facilmente. KD, l’aggiunta estiva dei GSW, era arrivato al Quicken Loans Arena con il ruolo di guastafeste. Curry e Co. avrebbero sbranato ogni singolo possesso pur di ottenere una rivincita contro i Cavs di Lebron. L’andamento del match rispettava appieno le preview. I Cleveland cercavano di rimanere aggrappati, ma gli Warriors si mantenevano costantemente in vantaggio, concedendo poco e velocizzando i contropiedi per ottenere tiri puliti. Il Re era, però, di tutt’altra idea. Il suo Natale si doveva passare sotto le sue regole e grazie ad un clutch di Kyrie Irving, la truppa di Steve Kerr fu rispedita in California ancora una volta con un pugno di mosche in mano.
Se queste sono le premesse, buon NBA Christmas Day!

