Con i suoi ritmi sta crescendo, d’altronde se uno come Kobe Bryant ti dice che non ti sei ancora reso conto di quello che puoi fare vuol dire che sei uno vero, speciale. Giannis Antetokompo, meglio noto come ‘The Greek Freak’ è una degli ultimi astri nascenti della NBA, ma la sua ha tutta l’aria di essere diversa, importante.

Giannis Antetokounmpo.
211 cm di pura forza, di dinamismo. Come molti dei suoi colleghi non ha avuto un’infanzia facile: il padre nigeriano emigrò in Grecia da clandestino, e non tutti i giorni ci si poteva mettere a tavola. Giannis aiutava suo padre ma appena poteva scappava al campetto. Lo nota il Filathlitikos, squadra dell’A2 greca a 17 anni, appena maggiorenne è già al Zaragoza nella Liga ACB e nel 2013 a Milwaukee decidono di scommettere tutto o quasi, perché poi lo raggiungerà un certo Jabari Parker, scegliendolo con la n.1
Ha avuto spesso lampi di irrefrenabilità, è il primo a sapere che può diventare una delle facce della lega ma sa anche che c’è molto da lavorare. Ghiotte occasioni saranno alla portata nelle ultime 8 partite dei Bucks, che contro ogni pronostico sono riusciti a mancare i playoff, ma soprattutto nella offseason. Di questo ha parlato il suo coach, Jason Kidd, nell’intervista rilasciata a ESPN: “Gli faremo tenere molto la palla, voi definitelo col ruolo che preferite ma sarà così; con la pressione che mette sulle difese e la sua abilità nel trovare i compagni ci sarà molto utile. Può difendere sui lunghi e sulle guardie – ha continuato – e più lui e Jabari giocano insieme più miglioreranno. Presto avremo tante risposte”.
Antetokounmpo in questa stagione ha messo insieme quattro triple doppie, e a marzo ha tenuto di media 19 punti, 7.3 assist e 7.4 rimbalzi.
Ha parlato di lui anche il centro dei Bucks, Miles Plumlee: “Ha fatto un gran lavoro. Imparerà a passarla, a fare le giuste letture. L’anno prossimo capirà meglio il gioco, so che per lui la cosa più facile è andare dentro a testa bassa, ma sta imparando a trovare i compagni; non credo – ha proseguito – che lui si stia rendendo conto di quello che sta facendo, ma quando lo farà vedremo qualcosa di speciale”.
Come dicono dalle parti di Milwaukee, ‘they own the Future’. Le premesse ci sono tutte.
