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Washington Wizards: Follow the leader, John Wall

di Pierluigi Ninni
Washington Wizards

I Washington Wizards devono riconfermare il risultato ottenuto nella passata stagione quando raggiunsero le semifinali di Conference. Il roster è rimasto immutato, ma bisogna risolvere qualche grana di troppo …

A Washington, l’anno scorso, è stata una stagione fantastica: titolo di Southeast Division conquistato dopo quasi 40 anni e semifinali di Conference raggiunte e giocate con una grande lena. L’era di John Wall è arrivata al culmine: ora, per continuare a fare di meglio, serve scalzare dal trono una tra Boston e Cleveland per arrivare alle Finals di Eastern Conference. Un’impresa molto ardua, visti gli organici a disposizione delle due avversarie, ma non impossibile per gli uomini di coach Scott Brooks. Pochi innesti per i Wizards che hanno solo puntellato il proprio team con riserve di buona caratura quali Tim Frazier, Jodie Meeks e Mike Scott.

Frazier viene da una buona stagione a New Orleans, dove ha potuto esprimersi di più rispetto alle passate “scappatelle” con i Trail Blazers e con i 76ers. Ha aumentato il suo minutaggio, arrivando ad una media di 24 minuti a partita, ed ha offerto un buon contributo viste le assenze del momento in casa Pelicans. Jodie Meeks, invece, arriva da Orlando dove non è stato molto utilizzato anche a causa degli infortuni. Rappresenta la terza guardia della squadra della captale dopo Beal e Satorànsky. Mike Scott va a puntellare il reparto ali, dopo un’esperienza durata 4 anni agli Atlanta Hawks e tanta gavetta nella ex D-League. Tutto sommato acquisti non eclatanti per una piazza ambiziosa come Washington.

Ma il vero problema in casa Washington riguarda Otto Porter Jr. Dopo un’estate turbolenta, in cui l’ala piccola è stata molto vicina a lasciare definitivamente la capitale, il giocatore non ha ancora sottoscritto un rinnovo ufficiale con la società e sembra non aver risolto i vari problemi che lo avrebbero convinto ad abbandonare i Wizards. Porter è un giocatore fondamentale per la franchigia di Ted Leonsis, essendo uno dei titolarissimi in quintetto con Beal e Wall e un grande realizzatore da tre punti. Sarebbe una grossa perdita per la squadra di John Wall.

Proprio lui, John Wall. Uno dei playmaker più forti della lega, che la scorsa stagione ha innalzato l’asticella del suo rendimento, permettendo a Washington di fare il tanto atteso salto di qualità. Riconfermarsi sarà dura, ma è allora che si vede il campione. L’ uomo-franchigia, per la prima volta inserito nell’ All-NBA lo scorso anno (precisamente nel Third team), è in assoluto il più veloce di tutta la lega in campo aperto ed è migliorato molto anche come assist-man. Una freccia rossa e blu che taglia il campo ed attacca il ferro da ogni parte del campo.

Se Wall è Batman, Robin è sicuramente Bradley Beal. Una delle migliori coppie della Eastern e della lega in generale. Un commisto ideale: velocità e imprevedibilità da una parte, precisione e fantasia dall’altra. Bradley Beal si è dimostrato, ancora una volta, uno dei migliori tiratori NBA con il 40% dall’ arco e con il 48% dal campo, in una stagione 2016-2017 che lo ha visto crescere anche a livello di PPG. I due hanno trascinato, a suon di punti, Washington nella serie contro i Boston Celtics, persa 4-3 dopo una lotta infinita dove gli uomini di Brooks non hanno demeritato.

Bradley Beal

Bradley Beal con la nuova maglia “Statement edition” dei Washington Wizards

Bisognerà, quindi, saper ovviare alle partenze di due ottimi rincalzi come Bojan Bogdanovic e Brandon Jennings per ripetere e magari migliorare il grande risultato della passata stagione. Come si dice oltreoceano, “They believe”. I mezzi per far bene ci sono e sicuramente non mancherà lo spettacolo alla Capital One Arena.

Pierluigi Ninni

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