Con il rientro di Ja Morant i Memphis Grizzlies si sono presi a Londra la rivincita contro gli Orlando Magic, che li avevano battuti in rimonta a Berlino giovedì.
126-109 il risultato finale alla O2 Arena di Londra, Memphis ha segnato 40 punti già nel primo quarto per prendere il controllo della partita. Per Morant che aveva saltato le ultime 6 partite per infortunio, e su cui le voci di mercato si sono accese da gennaio, un ritorno da 24 punti con 13 assist, 7 su 13 dal campo e 3 su 4 da tre in 28 minuti di campo.
Un’esibizione che per Morant è stata anche, a suo modo, una manifestazione di lealtà nei confronti dei Grizzlies e della città di Memphis in una partita che potrebbe essere stata una delle ultime in Tennessee: “Ma se qualcuno qui mi conosce per davvero, sa che io sono un tipo leale, molto leale. Ho tatuato un logo sulla mia schiena, e che vi dice esattamente dov’è che voglio stare” ovvero a Memphis. “Giocare a basket per me è terapeutico, so bene che cosa posso dare in campo e oggi l’ho voluto dimostrare. Esserci e rappresentare Memphis è ciò che conta, alla fine“.
Un modo per Morant di ribadire che se trade sarà, entro la deadline del 5 febbraio prossimo, non avverrà su sua richiesta ma per precisa volontà della franchigia di passare oltre e voltare pagina. Gli ultimi tre anni di Ja Morant a Memphis sono stati turbolenti, tra sospensioni disciplinari, infortuni e dissapori con i coaching staff, prima con Taylor Jenkins quindi con Tuomas IIsalo non più tardi di novembre. Prima di cadere nei suoi problemi anche personali, Morant era diventato un candidato MVP e uno dei migliori giocatori della NBA, e tra i più spettacolari.
Se quel giocatore esiste ancora, è improbabile lo si osserverà a lungo a Memphis. Ja Morant sarà eleggibile in estate per un’estensione al massimo salariale per la quale non ci sono le condizioni, i Grizzlies per di più stanno avendo un’annata negativa (18-23) e rischiano seriamente di non fare neppure i play-in a fronte di un salary cap impegnativo.

