Julius Randle: "L'ultima stagione ai Lakers è stata la più difficile della mia vita"
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Julius Randle: “L’ultima stagione ai Lakers è stata la più difficile della mia vita”

Knicks-Randle--Suns

Julius Randle: “L’ultima stagione ai Lakers è stata la più difficile della mia vita”

Durante un’intervista, Julius Randle ha dichiarato che la scorsa stagione ai Los Angeles Lakers è stata la più difficile della sua carriera.

Il lungo dei Pelicans era forse al meglio della sua forma nell’annata 2017/18 con i giallo-viola visto anche il raggiungimento del massimo in carriera per punti (16.1) e per percentuale al tiro (55.8%). Ma evidentemente l’apparenza inganna visto che il giocatore ha sofferto, non poco, l’impossibilità di poter controllare quale sarebbe stato il suo futuro.

Le parole di Julius Randle sulla stagione ai Lakers

“E’ stata di gran lunga la mia stagione più difficile in carriera”, ha ammesso Randle ai microfoni di Marc J. Spears di The Undefeated. “Ogni cosa mi ha infastidito, sentivo come se ci fossero problemi irrisolvibili e di cui non potevo avere il controllo. Mi è servito, devo crescere, non posso preoccuparmi di cose che non posso controllare e non possa lasciare che queste influiscano sul mio stato d’animo”.

Randle si è separato dai Lakers in estate dopo che il team ha rinunciato ai suoi diritti, facendolo diventare di fatto un unrestricted free agent. Il lungo ha poi firmato per i New Orleans Pelicans. Ma l’addio dai giallo-viola non ha lasciato strascichi in lui: “Quello che hanno fatto i Lakers non mi ha infastidito. Sono andato avanti, la parte più difficile è separarsi da giocatori e altri ragazzi con cui hai creato un legame. Tutti noi eravamo giovani e io, al mio quarto anno in NBA, ero uno dei ‘vecchi’ seppur 23enne. Siamo cresciuti insieme con quei ragazzi. Quando Jordan (Clarkson) e Larry (Nance) sono stati scambiati con Cleveland sono stato male”.

Ora Randle, che ha firmato un biennale da 17.7 milioni di dollari con New Orleans, punta a migliorare ancora le statistiche dello scorso anno e cercherà di non far rimpiangere DeMarcus Cousins, accasatosi a Golden State.

Come dicevamo, la scorsa annata è stata la migliore in carriera per lui che ha chiuso con 16.1 punti, 8 rimbalzi, 2.6 assist ma tutto questo non è bastato per convincere la dirigenza losangelina a riconfermarlo per la stagione che sta per prendere il via, soprattutto a causa della firma di LeBron James che ha ristretto le possibilità di manovra dei Lakers.

Andrea Notari
notus90@hotmail.it

Andrea Notari, redattore per NBAPassion.com

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