L’importanza di un gruppo coeso è evidente in casa LA Lakers: basta guardare le ultime gare per capire cosa non vada ad LA. Portland prima partita stagionale, un giocatore Lakers cade e si sta per rialzare, Lebron James arriva di gran carriera lo invita a stare a terra pronunciandogli queste parole” stai a terra verranno i tuoi compagni a tirarti su” . Queste erano le premesse della stagione, coesione voglia di credere ai playoff insieme con certo dei limiti sia tecnici che di esperienza ma con la voglia di risolverli insieme. New Orleans cinquantanovesima partita stagionale, l’ennesima sconfitta sconfortante, il record che piange e Lebron che a fine partita punta il dito su chi non è mai andato ai Playoff non sa cosa vuole dire giocare per vincere, mentre lui lo fa da tutta una carriera. Cosa è successo per arrivare a questo?
LA Lakers, necessario restare uniti
Tutto è cominciato nella prima partita con i Pelicans allo Staples Center, dopo la partita Lebron va a cena con Davis, la stella dei suo sogni, quella che secondo lui è fondamentale per tornare a vincere. Il 23 non lo nasconde di certo, lo dice su Espn e sui social, ogni qual volta che viene interpellato, non passa di certo inosservato in uno spogliatoio che cerca di trovarsi e compattarsi per una corsa ai Playoff che sta diventando sempre più difficile. Davis tramite Rich Paul si mette pesantemente sul mercato, dichiarando che non rifirmerà con i Pelincans e richiedendo fortemente la trade. Davis è il treno che passa una volta sola nella vita, giocatore irreale che fa cose da guardia in un corpo de centro. Il fit ideale per Lebron che spinge Magic a scambiare subito per non buttare via la prima stagione del 23. La trade non va a buon fine, per diversi motivi, legati più a Demps che ad una offerta non soddisfacente, nel frattempo con Lebron fuori per infortunio i Lakers affondano e sembra inevitabile il collasso. Magic con i sogno spezzato di avere subito il ciglione è costretto a raccattare i cocci di uno spogliatoio che ha perso fiducia e che sta lentamente implodendo. Lebron torna ma i Lakers sono ancora con la testa ad tutt’altra parte, iniziano a serpeggiare malumori interni, la fiducia del gruppo verso Lebron è ai minimi termini.
La sconfitta con Nola, fa uscire tutto il vaso di pandora. Squadra stanca e demotivata, ai ferri corti con Lebron che pensa più ai playoff per un record personale che per reali ambizioni di vittoria.
Rottura apparentemente insanabile se non fosse che l’NBA ci ha insegnato di non dare nulla per scontato e attendere sempre prima di dare per morto uno come Lebron. Di questo ed altro abbiamo parlato nel nostro podcast, buon ascolto

