L’attuale stagione che è sta arrivando al suo giro di boa è ormai la terza per Gordon Hayward, come “The Man” in quel degli Utah Jazz. La nona scelta del primo giro del draft 2010, ha giocato tutte le sue sei stagioni a Salt Lake City e ‘gli addetti ai lavori’ cominciano ad attendere da lui la consacrazione finale. Dopo aver visto svariate volte cominciare la partita dalla panchina o essere il migliore giocatore della sua squadra, lo staff vuole che possa essere un punto di riferimento per tutti i compagni, sia dentro che fuori dal campo. Il suo bagaglio tecnico unito alle sue capacità atletiche (203 m per 103 kg) lo rendono per l’head coach Quin Snyder un giocatore assai versatile, da poter utilizzare all’occorrenza come guardia o come un’ala piccola. È noto che un giocatore con questa capacità di variare il suo gioco ha la possibilità di ‘gonfiare’ le sue statistiche e i suoi numeri parlano chiaro: nella scorsa stagione ha ottenuto 19.25 punti, 4.12 assist, 4.91 rimbalzi e 1.42 palle rubate e in questa 18.88 punti, 3.09 assist, 5.21 rimbalzi e 1.2 palle rubate. Analizzando particolar modo la voce ‘Assist’, il nativo di Indianapolis ha avuto un lento, ma progressivo peggioramento: dalla stagione 2013/14 i numeri sono calati dal 5.2 agli attuali 3.09. Grazie a stats.NBA.com, nelle statistiche avanzate si evince maggiormente questo calo, infatti alla voce AST% (la % con la quale i compagni di squadra segnano grazie ad un suo assist) il calo è stato dal 23.7 della stagione 2013/14 al 15.8 di quella attuale. Tradotto vuol dire che Hayward ha cominciato a smistar meno assist ai compagni e quelli che compie non generano spaziature sufficiente per produrre punti per vincere, rompendo l’azione in malo modo.

Gordon Hayward
Logico pensare che questo calo sia dovuto a una nuova tipologia di gioco, ma per un giocatore così versatile e che si propone di essere la stella di questi Jazz è impensabile. All’interno della squadra è infatti quello che tiene maggiormente la palla e che viene impiegato per più tempo sul parquet (35.4 minuti). In una stagione in cui i pezzi più pregiati della sua squadra si dovuti fermare (Alec Burks fuori per sei settimane per una frattura alla caviglia, Rudy Gobert fuori a tempo indeterminato per una distorsione al ginocchio sinistro) è chiaro che Hayward sta facendo gli straordinari per riuscire a tenere a galla la sua squadra. Ora, però, tutti i fans dei Jazz si aspettano che anche in situazioni di difficoltà il leader della loro squadra possa compiere quel salto in avanti che li permetta di ritornare ad assistere ai tanto desiderati playoff.

