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Cavaliers, Love si riappacifica con la società: “Ho combinato un casino”

di Francesco Catalano

E’ pace fatta tra Kevin Love e i Cleveland Cavaliers? E’ ancora presto per dirlo, tuttavia alcune cose si sono sistemate. Nelle recenti uscite, l’ex Timberwolves si è reso colpevole di alcuni comportamenti burrascosi nei confronti della società e dei compagni.

In particolar modo sembra che durante l’allenamento di domenica, abbia attaccato verbalmente il GM Koby Altman denunciando il suo “disgusto per la dirigenza”. Un altro episodio ha fatto poi tanto discutere. Nella sconfitta dei suoi Cavaliers contro i Thunder per 121 a 106, durante il secondo quarto Collins Sexton ha palleggiato sul posto per diversi secondi cercando la giocata giusta. Il troppo tempo impiegato ha però spazientito Love che da centro area è andato a chiamare la palla con foga per poi passarla con veemenza a Cedi Osman. Un gesto di stizza che fa ben comprendere il momento teso che il giocatore sta vivendo.

Infatti, dopo il titolo vinto e l’addio di LeBron, Cleveland ha puntato alla ricostruzione facendo affidamento anche all’esperienza di due come Tristan Thomspon e Kevin Love. Tuttavia, per i due sono stati anni costellati da tante sconfitte, tanti sacrifici e poche soddisfazioni. La voglia di cambiare aria e puntare più in alto è tanta e non a caso sono entrambi al centro di voci di mercato da tempo. In particolar modo Kevin Love.

Per lui sono stati fatti tanti accostamenti: Toronto Raptors, Boston Celtics, ma soprattutto Portland Trail Blazers. Ancora non c’è stato nulla di concreto. Ma negli ultimi giorni, le voci su una sua possibile trade si sprecano.

Nel frattempo, però, Love ha voluto pubblicamente scusarsi per quei brutti episodi sopra ricordati e per rimarcare il suo affetto per Cleveland. “Ho fatto un casino. Mi sono comportato come un bambino. Non mi interessa se sarò qui per altri cinque mesi o settimane. Voglio dare il meglio per questi ragazzi e questa società. Ho permesso che le mie emozioni prendessero il sopravvento e non posso farlo. Mi sono comportato come un tredicenne, non come un trentunenne. E’ stata dura, soprattutto col nostro record, ma adoro i miei compagni di squadra”.

Queste parole risanano un po’ l’evidente ferita che si era create tra lui e la società. D’altro canto, ciò non significa che Love non si muoverà da Cleveland. Anzi, sono molto più concrete le possibilità che lo vedono lontano dall’Ohio. Manca poco meno di un mese alla fine della trade deadline e ancora tutte le strade sono percorribili.

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