Gregg Popovich è tornato in pubblico per la prima volta dallo scorso novembre, per una conferenza stampa che è diventata una sorta di passaggio ufficiale di consegne ai San Antonio Spurs, e a coach Mitch Johnson che prenderà ufficialmente il suo posto in panchina per i prossimi anni.
Coach Pop si è presentato assieme a tanti suoi giocatori di oggi, come Victor Wembanyama, e di ieri, affiancato come due figli farebbero con un papà da Manu Ginobili e Tim Duncan. E con un piccolo siparietto con tanto di t-shirt per l’occasione si è autonominato “el Jefe” (il capo) cedendo il posto in panchina a Johnson. Un Gregg Popovich che porta nel fisico i segni dell’ictus avuto il 2 novembre scorso, e che sta affrontando una riabilitazione “che sta andando bene ma non abbastanza rispetto ai piani, e che quindi è tempo di fare questo passo” ha detto.
Popovich resterà president of basketball operations degli Spurs, carica che già aveva, e sarà affiancato ancora da RC Buford e dal Gm Brian Wright. Alla conferenza stampa Pop non ha fatto mancare le sue battute e la sua ironia ma la commozione s’è fatta strada più d’una volta, come comprensibile dopo 29 anni da head coach, una storia sportiva leggendaria scritta con e assieme a un’unica franchigia, e dopo mesi difficili per via della salute. Popovich ha voluto ringraziare la famiglia Spurs e Duncan e Ginobili, “che sono stati presenti a tutte le mie sedute di recupero qui al centro. Loro dicono che è perché mi vogliono bene e per aiutarmi a rialzarmi quando cado, ma la realtà è che sono qui per prendersi una rivincita. Suggeriscono ai medici e ai fisioterapisti nuove cose da farmi fare, li conosco“, ha scherzato.
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