L’unica domanda che riguardava i Boston Celtics in questa stagione era: qual è il piano B quando il piano A, ovvero vincere la contesa dei possessi e del tiro da tre, non funziona? La risposta l’aveva data più d’una volta coach Joe Mazzulla, ed era perseverare.
Cosa che i Celtics hanno fatto in gara 1 della serie di semifinale di conference contro i New York Knicks. E siccome perseverare è diabolico come si suol dire, ne è uscita una galleria degli errori nel KO casalingo al TD Garden per 108-105 dopo un tempo supplementare. Boston ha tirato da tre col 25%, un tremendo 15 su 60 da oltre l’arco al termine di una partita che ha francamente messo il nervoso, guardando i Celtics sparacchiare da tre punti per pura ostinazione mentre dei Knicks che hanno sbagliato dall’altra parte ben 14 tiri liberi (17 su 31) recuperavano uno svantaggio di 20 punti accumulato nel terzo quarto.
Jayson Tatum ha chiuso con 4 su 15 da tre, intestardendosi in tiri contestati a priori su chi lo marcasse sui cambi difensivi. O il più basso Jalen Brunson o il più lento Mitchell Robinson, la soluzione di JT è stata sempre e solo una: step back dopo step back da tre punti. Uno spentissimo Jaylen Brown, che manca d’esplosività e si mangia un layup decisivo a 40 secondi dal termine dell’overtime coi Knicks avanti per 108-105, chiude con 1 su 10 da dietro l’arco. Non fa molto meglio Derrick White con 5 su 16 e per di più i Celtics perdono dopo 13 minuti Kristaps Porzingis che non sta bene, ed è in dubbio per gara 2.
Boston s’è autoaffondata indugiando nel tiro da tre, sperando che il prossimo canestro (mai arrivato, peraltro) sbloccasse la macumba. E nel frattempo i Knicks hanno rimontato affidandosi alla difesa che ha sigillato un’area dei tre secondi in cui comunque i Celtics non hanno azzardato di metterci piede, e con le giocate tutte decisive di Jalen Brunson, OG Anunoby e Mikal Bridges che ha persino strappato dalle mani come il Kawhi Leonard versione San Antonio Spurs il pallone del potenziale pareggio allo scadere di Jaylen Brown. 29 i punti a testa per Brunson e Anunoby, con un Karl-Anthony Towns gravato dai falli e colpevolmente non attaccato dai Celtics, coach Tom Thibodeau ha pescato una volta tanto dalla sua panchina con Miles McBride (11 punti) e un Mitchell Robinson poco appariscente, spedito in lunetta coi falli sistematici (3 su 10) ma da +13 di plus\minus e in campo durante la rimonta.
I Knicks hanno vinto ai tempi supplementari ma non ci sarebbero neppure dovuti essere, perchè Jalen Brunson si mangia a sua volta un layup a porta vuota allo scadere dei regolamentari, un errore talmente banale che lo stesso JB ci ride sopra, pizzicato dalle telecamere. Poco importa alla fine, perché New York fa 1-0 nella serie con merito, e punendo gli stravizi balistici dei Celtics.
“Ci siamo detti che dovevamo resistere e restare dentro la partita, punto dopo punto” ha detto Brunson dopo la partita “Non esiste il tiro da 20 punti, si recupera un possesso alla volta. I Celtics? Si sono presi troppi buoni tiri e non possiamo continuare a concederglieli“, perché non sarà sempre domenica per gli avversari, né sempre giornata dispari per i biancoverdi. “Il piano non è farli forzare da tre quando non concedergli così tanti tiri. Perché di tiratori ne hanno, noi possiamo rendergli la vita più dura possibile, essere fisici. Il piano era limitarli ma si sono presi comunque 60 tiri da tre“, così Josh Hart, in doppia doppia con 14 punti e 11 rimbalzi in gara 1.
Mikal Bridges ha giocato la bellezza di 51 minuti e ha ancora avuto la forza ai tempi supplementari di marcare Brown e Tatum e recuperare l’ultimo pallone della partita, facendo dimenticare una serata offensiva da 3 su 13 al tiro. Ai punti ci ha pensato un Anunoby scintillante a tratti, da 6 su 11 al tiro pesante. I Celtics dovranno valutare le condizioni di Porzingis per il resto della serie, il giocatore lettone ha dovuto lasciare nel secondo quarto a causa di un non meglio precisato malessere, e KP già a marzo aveva dovuto restare fermo per due settimane a causa di un virus respiratorio. Chi è rientrato con ottimi segnali è Jrue Holiday, assente per oltre metà della serie contro gli Orlando Magic e autore in gara 1 di 16 punti con 6 rimbalzi e 3 assist.

