Il secondo, tragico fatto di sangue a Minneapolis legato alle operazioni della polizia federale anti immigrazione USA con l’uccisione del 37enne Mike Pretti venerdì, è entrato di prepotenza anche nello sport e nel basket USA col rinvio (di 24 ore) per ragioni di ordine pubblico della partita tra Warriors e Timberwolves, recuperata domenica. E soprattutto con le prime reazioni e messaggi di alcuni tra atleti, allenatori e squadre che denunciano il clima tesissimo e le violenze, e che chiedono riflessione.
Il primo a rompere il silenzio era stato poche ore dopo la morte di Pretti, ucciso da un agente dell’ICE a seguito di una colluttazione con alcuni poliziotti nella giornata di venerdì, Tyrese Haliburton che su X aveva definito l’accaduto “un omicidio“. Il secondo in tre settimane dopo la morte di Renee Good il 7 gennaio scorso.
Voce che è rimasta isolata per diverse ore, prima che domenica sera la NBPA, il sindacato dei giocatori NBA, pubblicasse un comunicato di solidarietà e a difesa dei manifestanti pacifici a Minneapolis, nel ricordo di Alex Pretti e Renee Nicole Good. Le squadre di Minneapolis, quindi Twolves, Lynx, Vikings, United FC e Wild, hanno firmato un comunicato congiunto pubblicato dalla Camera di Commercio del Minnesota, sempre di solidarietà e vicinanza alla città e ai suoi abitanti e alla comunità. Prima del recupero di domenica notte tra Twolves e Warriors, al Target Center è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo di Alex Pretti.
Parole e atti doverosi e rispettosi, e di sicuro attenti e calibrati nelle parole, concentrati più sulla vicinanza alla propria comunità e che richiamano a allentare la tensione. Un passo diverso, come Haliburton, lo ha imposto una delle star WNBA più rappresentative, Breanna Stewart che dai campi della lega Unrivaled in Florida, dove si sta svolgendo la seconda stagione, è apparsa prima di una partita con il cartello “Abolish ICE” e un messaggio diretto. “Ero disgustata da tutto ciò che abbiamo visto… siamo carichi d’odio e senza amore, oggi, ho voluto dare un semplice messaggio che chiede politiche che pensino alle famiglie e alle comunità, invece di soffiare sul fuoco della violenza“.
Karl-Anthony Towns, ex star dei Twolves, ha chiesto trasparenza e assunzione di responsabilità alle autorità, e pianto la scomparsa di Renee Good e Alex Pretti, in un suo messaggio su X.
Un altro messaggio forte lo ha mandato Steve Kerr, prima di scendere in campo con i suoi Warriors domenica: “Le persone sono arrabbiate. I media, loro ci dividono per una mera questione di profitto, con la disinformazione. Dovremmo fare appello alla nostra natura migliore (better angels of our nature, una citazione di Abraham Lincoln, ndr) per guardarci tutti negli occhi e capire che cosa sta accadendo, c’è così tanto oggi che è davvero difficile pensare a una riconciliazione. Sono tempi in cui occorre fare leva sui propri valori, su chi si è e si aspira ad essere sia come individui sia come paese“.
Golden State ha vinto per 111-85 una partita contro una squadra “fantasma” come l’ha definita coach Chris Finch. “Giocare a basket e basta oggi, non era la cosa più importante… per la seconda volta in tre settimane abbiamo perso un altro membro della nostra comunità in una maniera inimmaginabile. La nostra squadra ha davvero il cuore infranto per ciò che stiamo vedendo, e vivendo“.
“Minneapolis è sempre una grande tappa del tour NBA, quando vieni a giocare qui. E’ una città che amo, le persone sono straordinarie. Oggi è come se fosse caduta su di loro una cappa, si sente, le persone di qui stanno soffrendo” ancora Steve Kerr.

