Abbiamo degli aggiornamenti nel protocollo NBA. La notevole crescita invernale di casi Covid, e la comparsa della variante Omicron, rendono più stringenti i protocolli sanitari, e ovviamente la NBA non fa eccezione.
La lega, nello specifico, chiede a squadre e giocatori di non esitare a ricevere la terza dose di vaccino anti-Covid, perché l’aumento dei contagi negli Stati Uniti è preoccupante e, come ci dice Shams Charania di The Athletic (via Twitter), dal 17 dicembre la NBA chiederà ai giocatori che non hanno ricevuto la terza dose di fare un test il giorno stesso della partita.
La raccomandazione riguarda, però, non solo i giocatori, ma anche allenatori e staff delle franchigie. Charania aggiunge infatti che i membri dello staff che non hanno ricevuto la terza dose non potranno più interagire con i giocatori o viaggiare con le proprie squadre.
Raccomandazione abbastanza chiara, insomma, e più che lecita, considerando quanti sono i casi positivi nella NBA al momento e quanto hanno pesato quelli più recenti. Gli ultimi casi più “rumorosi”, infatti, sicuramente non rendono la situazione più calma. Anche perché tutti gli ultimi casi registrati riguardano persone (giocatori o membri dello staff) vaccinate, ma con anticorpi bassi.
Tra gli ultimi casi entrati nel protocollo sanitario NBA (in ordine cronologico) abbiamo ad esempio quello di Justin Holiday, ala degli Indiana Pacers, out per almeno i prossimi 10 giorni. Lo scorso mese, poi, sono stati tanti i giocatori messi in isolamento e ad aver saltato partite. Tra le assenze più “pesanti” abbiamo quella di Joel Embiid, assente per ben 9 gare dopo il contagio, e che ha dichiarato di aver pensato quasi di non farcela a causa del duro colpo assestato dal virus. Abbiamo poi Kevin Love, che ha spiegato quanto sia stato difficile convivere col virus, spiegando dettagliatamente i suoi sintomi e le difficoltà affrontate. Altra perdita temporanea abbastanza importante nel mese di novembre è stata quella di Nikola Vucevic, che ha confermato quanto sia stato difficile fermarsi con partite e allenamenti per 10 giorni.
I vaccini anti-Covid sono però obbligatori per il personale della squadra, ma non per i giocatori, se non su mandato locale. Oltre il 97% dei giocatori NBA ha ricevuto il vaccino in questi ultimi mesi.
Considerando l’attuale trend epidemiologico e la contemporanea circolazione di altri virus respiratori come l’influenza, si sottolinea l’importanza di rispettare rigorosamente almeno le misure raccomandate sull’uso delle mascherine, distanziamento fisico e igiene delle mani.
