È notizia ormai di quasi un mese fa che il governo della Nigeria abbia deciso di ritirare la propria nazionale di pallacanestro da tutte le competizioni ufficiali almeno per due anni. A riferire la decisione del presidente Muhammadu Buhari era stato il ministro dello sport Sunday Dare, in un comunicato.
“Dopo le innegabili crisi che hanno colpito e quasi rovinato definitivamente lo sviluppo del basket nel nostro paese, il presidente Muhammadu Buhari ha approvato il ritiro della nazionale da tutte le competizioni internazionali per due anni.”
Il tutto, riportava ESPN il 13 maggio scorso, in seguito a una prolungata faida per la leadership della federazione. Nel frattempo, c’è anche da sottolineare come la decisione abbia infranto le regole FIBA. Precisamente l’articolo 9.7 dello statuto, che vieta l’influenza di terze parti sulle federazioni. Inoltre, sempre in violazione di suddetto articolo, il governo ha istituito una commissione a capo della federazione.
Dovesse essere confermata nella durata, la decisione del blocco della nazionale nigeriana avrebbe effetti disastrosi sul maschile come sul femminile. I D’Tigers sono infatti primi nel loro gruppo di qualificazione al Mondiale 2023, mentre le D’Tigress già qualificate alla competizione iridata prevista per settembre.
Nel frattempo, la notizia si è fatta spazio anche nei media americani. La rappresentanza nigeriana in NBA è infatti abbastanza rilevante, e le prime voci cominciano ad alzarsi in opposizione alla decisione. Su tutti, il presidente delle operazioni legate al basket dei Toronto Raptors, Masai Ujiri, ha rilasciato una lettera aperta rivolta a governo e federazione tramite il portale Giants of Africa.
“I leader del sistema pallacanestro nigeriano continuano a derubare i giovani del presente e del futuro.” scrive “Mentre distruggono la comunità legata a questo sport. (…) Il momento di cambiare è ora. So che tutti gli atleti, i leader e gli stakeholder in Africa non abbandoneranno la Nigeria. (…) Ci serve un nuovo programma e una nuova narrativa, e per questo chiunque abbia fatto parte di ciò che è successo negli ultimi anni si deve fare da parte.”
Della stessa idea anche il capo allenatore dei Boston Celtics, Ime Udoka, che prima di gara 2 delle NBA Finals si è espresso in merito. “Il problema della federazione è la disorganizzazione.” ha commentato l’ex giocatore della nazionale nigeriana “Molte delle cose che ho dovuto affrontare da giocatore. Il che è davvero deludente.”
Insomma, si tratta di una situazione molto spinosa. Soprattutto perché c’è in ballo la partecipazione al Mondiale della selezione maschile come di quella femminile della Nigeria. L’auspicio è chiaramente quello che si possa risolvere al più presto.

