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The Coach Blackboard: Playmaking in Minneapolis

di Marco Berteotti

Playmaking in Minneapolis

Per tutti gli appassionati di basket NBA la squadra dei Minnesota Timberwolves di quest’anno è una delle più interessanti della lega. Interessante perchè un concentrato di giovani talenti all’interno di un gruppo appena rinnovato dall’arrivo di coach Tom Thibodeau. Il trio delle meraviglie Towns-Wiggins-LaVine aveva già fatto stropicciare gli occhi a tutti durante l’anno scorso ed ora verranno guidati da uno dei migliori allenatori di giovani talenti sulla piazza. Quindi ricapitolando: gruppo giovane e talentuoso, squadra rinnovata e consolidata, nuovo ed esperto allenatore. Manca qualcosa? Sì, le vittorie.

Towns. Rubio e Wiggins

Towns. Rubio e Wiggins

I T’Wolves giacciono, infatti, sul fondo della classifica della Northwest Division, probabilmente la più abbordabile ad Ovest. Occupano il 12° posto della Conference Occidentale e il 24° in totale. Meglio di loro hanno fatto squadre in difficoltà come Pelicans, Nuggets e Kings. Eppure la squadra potrebbe davvero giocarsi un posto ai playoff. Quali possono essere le motivazioni dietro a queste sconfitte?

Senza dubbio bisogna avere pazienza perchè la squadra ha appena subito dei cambiamenti, anche di leadership, e i punti di riferimento sono cambiati. Inoltre essere giovani (25.2 anni di media) significa anche essere spesso inesperti, soprattutto nel sapersi gestire e nel controllare la partita. Oltre a questo però crediamo possa esserci un problema tattico da non sottovalutare.

Allargare il campo

Il concetto di “allargare il campo” indica la possibilità di creare maggiori spazi nelle difese avversarie posizionando dei tiratori sul perimetro. Se spaziati bene bastano tre giocatori dietro l’arco per costringere qualsiasi difesa ad allontanarsi dal centro dell’area e questo vuol dire più spazio per i lunghi, più penetrazioni e più tiri ad alta percentuale. Purtroppo però i ragazzi di coach Thibodeau hanno qualche problema ad applicare questo concetto. Il problema principale è la mancanza di tiratori affidabili e continui nel reparto “piccoli”.

Sì perchè a parte LaVine, che segna quasi 3 triple di media con il 41.4%, nessuno tra guardie e playmaker ha un tiro dalla distanza pericoloso.

#1 Ricky Rubio

Ricky Rubio, play dei Timberwolves

Ricky Rubio, play dei Timberwolves

Ricky Rubio sta cercando di migliorare le sue percentuali al tiro da quando è arrivato nella lega, ormai 6 anni fa, senza troppo successo. La shot chart mostra chiaramente come sia decisamente sotto la media per percentuale dall’arco. Questo permette alle difese il lusso di lasciare molto spazio allo spagnolo senza dover pagare in termini di punti subiti. Spesso sui pick&roll viene sfidato a prendersi un jumper dalla media piuttosto che lasciargli spazio di manovra al centro del pitturato.

Kris Dunn>>>

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