Che gli Spurs fossero una grande organizzazione era conosciuto, ed è per questo che ancora oggi stupiscono i propri avversari sfornando una quantità di talenti a dir poco spaventosa. L’ultimo della lista è Kyle Anderson, scelto nello scorso draft con la 30, PM da UCLA con doti di passaggio notevolissime ma un gioca offensivo quasi tutto da costruire. Dopo una prima stagione passata per la maggior parte del tempo in D-League (il giocatore ha collezionato solo 33 presenze con la prima squadra), Anderson si è presentato alla Summer League molto deciso e molto migliorato, a tal punto di essere nominato MVP della competizione.
Se le aspettative sul giocatore si rivelassero vere, gli Spurs avranno trovato il proprio comandante sul campo per almeno 10-15 stagioni. Dal punto di vista fisico, Anderson è una combo-guard molto alto rispetto ai pari ruolo, e grazie alle sue braccia molto lunghe rende quasi impossibile intercettare i propri passaggi e, allo stesso tempo, gli permettono di rubare tanti palloni nella metà campo difensiva, rendendolo un all-around player. I numeri dell’MVP sono sotto gli occhi di tutti: 22 punti, 5,8 rimbalzi, 1,5 assist e 1,3 palle recuperate a partita, numeri assolutamente validissimi. I una intervista rilasciata a probasketball.NBCSports.com, Becky Hammon, la HC degli Spurs nella SL, ha detto: “Kyle ha lavorato tantissimo e molto intensamente e questi sono i frutti del duro lavoro”. Anderson ha subito attirato l’attenzione su di se, e coach Pop sembra aver trovato il giocatore del futuro degli Spurs insieme a Leonard, cosa non da poco visto che Parker sta vedendo le sue stagioni ridursi per via dei noti problemi al tendine ed al bicipite femorale e Ginobili sembra molto prossimo al ritiro.
Per NBA Passion
Alessandro Maritato

