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La storia dei loghi NBA: i Nets e quel conflitto con i Knicks…

di Giacomo Greco

Continuiamo nel viaggio alla scoperta dell’origine dei nomi e dei loghi delle franchigie NBA con la terza squadra in ordine alfabetico, i Brooklyn Nets.

Brooklyn, all’estremità sud-occidentale dell’isola di Long Island, è uno dei cinque boroughs di New York, il più popoloso con 2,6 milioni di abitanti e il più cosmopolita, con comunità italo-americane, ispano-americane, russe, cinesi.

Dal 2012 ospita i Brooklyn Nets, precedentemente New Jersey Nets. Ma come si è arrivati al nickname Nets? E che evoluzioni ha subito il logo Nets nel corso degli anni? Qui trovate tutte le risposte.

Le origini del logo dei Nets

Nel 1967 nasce l’American Basketball Association, ABA, che piazza una franchigia a New York, chiamandola New York Americans.

I Knicks all’inizio però si oppongono ad un’altra squadra in città, così gli Americans pongono le basi nel New Jersey, a Teaneck, usando come campo da gioco un ex arsenale di armi, la Teaneck Armory.

Il logo degli Americans è uno scudo blu con le strisce bianche e rosse della bandiera americana nella parte inferiore, un pallone da basket blu bianco e rosso al centro, tre stelle bianche ai lati sinistro e destro del pallone e il marchio “N.J. AMERICANS” nella parte superiore.

Una media di soli 1000 spettatori a partita nella prima stagione convince la dirigenza ad un trasferimento; rotta verso Commack sull’isola di Long Island, uno dei cinque boroughs della Grande Mela (non prima dell’ok ricevuto dai Knicks).

Nascono le retine, i New York Nets

Cambia anche il nome della squadra, che diventa New York Nets. Il nome Nets (retine), scelto dal proprietario Arthur Brown, ha due motivazioni:

  • assonanza con i New York Mets della Major League Baseball e i New York Jets dell’American Football League
  • chiaro riferimento alle retine facenti parte dei canestri presenti su un campo da basket

Cambio radicale nel logo: via lo scudo, il nuovo logo diventa la scritta NY in grassetto rosso con la scritta “nets” in blu che si sovrappone, e un giocatore in bianco e nero che palleggia al suo fianco.

In questo periodo i Nets arrivano ad avere a roster due leggende del basket: Rick Barry dal 1970 al 1972 con Finale ABA persa nel 1972 con gli Indiana Pacers, e soprattutto Julius Erving dal 1973 al 1976.

Con “Doctor J” in squadra, i Nets vincono il titolo ABA nel 1974 battendo in Finale gli Utah Stars, e nel 1976 battendo i Denver Nuggets.

Nel frattempo, nel 1972 il logo cambia: resta la scritta NY Nets  all’interno di un pallone da basket con la parte superiore rossa, la parte centrale bianca e la parte inferiore blu, non c’è più il giocatore in palleggio. I colori del logo continuano a rimandare alla bandiera statunitense.

L’approdo nella NBA e le esose richieste dei Knicks

L’estate del 1976 è quella che vede la fusione della ABA nella NBA: quattro team ABA, Denver Nuggets, San Antonio Spurs, Indiana Pacers e appunto i New York Nets vengono incorporate, dietro pagamento di una tassa di 3,2 milioni di dollari.

Tutte le altre squadre ABA vengono cancellate e i loro giocatori entrano nel draft NBA.

Il problema dei Nets è però sempre lo scarso afflusso di pubblico e i problemi finanziari: Roy Boe, il proprietario, vuole trasferire la squadra nel New Jersey.

E qui entrano in ballo di nuovo loro, i Knicks, che chiedono una “tassa” di 4,8 milioni di dollari ai Nets. Quindi, prima non li volevano a New York, adesso non li vogliono nel New Jersey, definito area di loro pertinenza.

Boe cerca di evitarla offrendo Erving ai Knicks, offerta rifiutata: è costretto quindi a cedere Erving ai Philadelphia 76ers in cambio di 3 milioni di dollari cash, necessari a garantire l’iscrizione nella NBA della franchigia, mossa che decreta però la “morte sportiva” dei Nets.

Nel frattempo Boe intraprende una causa legale contro i Knicks per violazione delle norme antitrust; parte una causa che dura un anno, alla fine della quale i Nets devono versare 4 milioni di dollari ai Knicks.

Nets, il trasferimento nelle paludi del New Jersey

Nel 1977/78 i Nets tornano nel New Jersey, lo Stato delle paludi delle Meadowlands. Cominciano a giocare sul campo della Rutgers University a Piscataway. Boe ormai però è stanco, getta la spugna e vende la franchigia.

Per la prima stagione nel New Jersey, il logo dei Nets rimane simile; resta il pallone rosso/bianco/blu, nel bordo superiore compare la scritta NEW JERSEY e nella parte inferiore la scritta BASKETBALL. Il nickname NETS è inserito al centro, in corsivo nero.

Passano solo due anni, e il logo subisce un cambiamento, non più riferito allo sport ma allo stato che ha accolto la franchigia. Un cerchio con la parte superiore blu, quella centrale bianca e quella inferiore rossa, compare la stilizzazione dello Stato del New Jersey, con la scritta NETS a caratteri cubitali.

Nel corso degli anni la squadra ha ben poche soddisfazioni, con massimo risultato le Eastern Conference Semifinals nel 1984.

Nel 1990, look più moderno per il logo della squadra.

Scompare il riferimento allo stato, resta solo la scritta NETS con sfumature blu, bianche e rosse, che sormonta un pallone con gli stessi colori disposti in senso inverso e frammentato da strisce bianche con contorno nero. Grazie al carattere usato, il logo sembra tridimensionale.

Con Jason Kidd il miglior periodo della storia dei Nets

Si arriva al 1997, nuovo cambio di logo per i Nets, con riferimento al primo dei New Jersey Americans.

Torna lo scudo, leggermente inclinato verso sinistra, di colore grigio e blu, contornato da un anello: sembra che lo scudo stia entrando in un canestro, e ricorda parecchio anche il pianeta Saturno. All’interno dello scudo si include la scritta NETS di colore bianco contornata di rosso e un pallone da basket color argento.

Sono le stagioni migliori nella storia della squadra a livello NBA, che coincidono con l’arrivo di Jason Kidd nel 2001.

Due Finals raggiunte nel 2002 e 2003, entrambe perse al confronto prima dei Los Angeles Lakers e poi dei San Antonio Spurs, e tre semifinali di Conference nel 2004, 2006, 2007.

La strana coppia per il rilancio dei Nets: un miliardario russo ed un rapper americano

Il 24 settembre 2009 è una data storica: per la prima volta un non americano, Mikhail Prokhorov, secondo uomo più ricco di Russia secondo Forbes, diventa proprietario di una franchigia NBA.

Prokhorov, definito uno degli scapoli più ambiti al mondo, ha progetti ambiziosi: vuole i playoffs nel giro di un anno e l’anello entro cinque. E se non ce la fai, Mikhail? Ecco la sua risposta:

I will punish myself by getting married

E’ chiaro che il New Jersey è troppo piccolo per Prokhorov. Lui aveva già in mente e poi realizza lo spostamento della franchigia a Brooklyn, con il progetto di costruire anche una nuova arena, il Barclays Center.

Uno dei soci di minoranza della cordata di Prokhorov è Jay-Z, al secolo Shawn Corey Carter. Nominato da MTV come miglior rapper di tutti i tempi, imprenditore e produttore discografico di successo, oltre che marito di Beyoncè.

E’ Jay-Z che rivela al mondo, nel 2011, il nuovo nome della squadra, Brooklyn Nets, divenuto ufficiale il 30 aprile 2012.

I colori della squadra diventano il bianco e nero, un unicum nella NBA, scelti per ricordare i colori della metropolitana di New York negli anni ’50.

Il logo principale resta uno scudo nero non più inclinato, ma frontale allo spettatore, con la scritta NETS in bianco a caratteri cubitali e nella parte inferiore una palla da basket con all’interno una B che rimanda a Brooklyn.

Brooklyn Nets, la squadra più cool della NBA

Il merchandising con i nuovi colori e il nuovo logo va alla grande e porta i Nets in cima alle vendite nei primi mesi.

Il Barclays Center è un gioiello, la squadra di colpo diventa cool e per Prokhorov tutti i free agent di livello vogliono giocare a Brookyln.

Nel 2016 altra mossa dei Nets per diventare la prima franchigia di New York: l’inaugurazione dell’HSS Training Center, 6500 metri quadrati con vista sullo skyline di Manhattan, a pochi passi dal Barclays Center.

Ma sul campo come va, nel frattempo?

Insomma… arrivano veterani di livello ma avanti con gli anni, Paul Pierce, Kevin Garnett, Jason Terry, Andrei Kirilenko. Il tutto però tramite scelte disgraziate come la cessione di tutte le scelte al draft ai Boston Celtics.

I risultati non arrivano, più in là delle semifinali di Conference del 2014 non si va.

Prokhorov però lascia la nave. Nel 2017 cede il 49% della franchigia, per la modica cifra di un miliardo di dollari, a Joseph Tsai co-fondatore di Ali Baba, colossale piattaforma dell’e-commerce cinese.

Nel 2019 Tsai acquista il rimanente 51% della franchigia, per un totale di 2.35 miliardi di dollari. E’ la cifra più alta mai spesa nella storia per l’acquisizione di una franchigia professionistica di qualunque lega americana.

Grazie ad altri 700 milioni, viene acquistato anche il Barclays Center.

E Prokhorov? Nel 2015 aveva rotto la sua promessa di matrimonio, sostenendo che il commissioner Adam Silver aveva preso il suo posto quando si era sposato. Ad oggi non si hanno notizie di un suo matrimonio, vatti a fidare dei miliardari…

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