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Warriors, nel mirino il record dei Lakers 1971/72

di Mauro Manca

Non sembrano esistere mezzi per fermarli. I Golden State Warriors proseguono la marcia trionfale di questa prima parte di regular season, striscia aperta di 16-0 (mai nessuno aveva cominciato così bene) e il tassametro corre. La consacrazione dello small-ball è incarnata alla perfezione dagli interpreti col Golden Gate sulla maglia, l’esempio più lampante della direzione verso cui il basket si sta dirigendo con crescente convinzione. Mai nessuno aveva cominciato la stagione tenendo la spaventosa media 115 punti a partita, fino a quest’anno il primato apparteneva agli HoustonRockets di Hakeem Olajuwon targati 93/94 (98 punti per gara).

 

Quando ci si trova ad ammirare strisce positive come quella dei Warriors è inevitabile andare a ritroso con la mente fino alle eccellenze della lega, quelle squadre iscritte ai libri di storia per gioco espresso o per record infranti. In questa fattispecie il riferimento d’obbligo va ai Lakers 1971/72, quelli di Wilt Chamberlain e Jerry West, del record di 69-13 e delle 33 (dicasi trentatré) vittorie consecutive. Oggi Steph Curry e soci hanno la possibilità di insidiare quel primato, un traguardo che giorno dopo giorno appare sempre meno improbabile. L’impresa è di quelle toste per davvero, ma se si guarda al calendario lo scoglio più arduo da superare si presenterà al Christmas Day contro i Cleveland Cavaliers, il rematch delle ultime finals al quale i Warriors potrebbero presentarsi sul 28-0.

 

Non che prima di Natale la squadra di Steve Kerr sia attesa a delle passeggiate di salute; i campioni in carica dovranno affrontare in ordine i Phoenix Suns (a Phoenix), i Sacramento Kings, gli Utah Jazz (a Salt Lake City), gli Charlotte Hornets (a Charlotte), i Toronto Raptors (a Toronto), i Brooklyn Nets (a New York), gli Indiana Pacers (a Indianapolis), i Boston Celtics (a Boston), i Milwaukee Bucks (a Milwaukee), poi nuovamente i Suns, i Bucks e i Jazz. Sei partite in casa e sei fuori, dodici vittorie filate prima dell’attesa sfida natalizia. Una vera mission impossible, ma con lo Steph Curry irreale di questo inizio stagione (32,1 punti a partita, 0,8 punti al minuto ndr) e un supporting cast come quello attuale dei Warriors, niente può essere considerato impossibile, nemmeno raggiungere le fatidiche 34 vittorie di fila e sclazare dal trono i Lakers del 1972.

Per NBA Passion

Mauro Manca

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