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Olimpiadi 2024, il pasticcio annunciato della Senna

di Andrea Delcuratolo

Potremmo chiamarlo Sennagate. Il continuo rinvio degli allenamenti nella Senna, il fiume che bagna Parigi e che dovrebbe essere teatro di diverse discipline, vede scontento e perplessità. Se un campo di gara non è agibile e non lo è da 100 anni, perché dovrebbe esserlo proprio per le Olimpiadi del 2024? Per via di un investimento da 1.4 miliardi? Troppo poco. Certo, la speranza è sempre l’ultima a morire. Ma se il buongiorno si vede dal mattino…

Il caso della Senna

Partiamo dall’inizio. La Senna dovrebbe essere (a questo punto usiamo il condizionale) il campo di gara del nuoto di fondo e del nuoto per le gare di triathlon. Il punto è che sin da subito, c’è stato il dubbio della balneazione del fiume stesso, con il triathlon che rischia di diventare biathlon. Se Anne Hidalgo, prima cittadina di Parigi, si tuffa nelle acque senza problemi, Il rischio di temporali previsti per martedì, mercoledì e giovedì sera di questa settimana, potrebbe però riprogrammare il tutto. Le forti piogge causano solitamente l’aumento dei livelli di escherichia coli e di altri batteri nella Senna.

Ciò, scontato dirlo, metterebbe in serio pericolo la salute di chiunque nuotasse nel fiume. Il primo a prendere parola è il nostro Gregorio Paltrinieri che spiega: “Una presa in giro. Siamo preoccupati. Ma solo perché c’è una location che non abbiamo mai provato. Non puoi organizzare una gara così importante in una location che non hai mai testato. Probabilmente fredda, probabilmente c’è corrente perché è un fiume. Molto probabilmente sporco perché non ci sono le condizioni per nuotare ma sono quasi sicuro che la faranno lì perché ci hanno investito troppo. Quindi mi sembra un po’ una presa in giro”.

Parole durissime quelle di Paltrinieri, che sarebbe impegnato nella gara di fondo da 10 kilometri del 9 agosto. Il punto è che sono stati investiti 1.4 miliardi per rendere balneabile il fiume. Un investimento troppo grande per non farne poi più nulla. Paltrinieri aggiunge: “non ci danno la possibilità di provarla e neanche che sia sicuro. Mi dispiace, vediamo come va nei prossimi giorni, speriamo nel fatto della possibilità di poterla posticipare la nostra gara, abbiamo uno slot di tre giorni”.

Dal lato organizzatori, filtra ottimismo. Da venerdì dovrebbero esserci giornale limpide e soleggiate. Così facendo si tornerebbe alla situazione di inizio luglio, quando tutti i valori erano in regola per mantenere la promessa fatta mesi fa dall’amministrazione parigina, per la quale una Senna balneabile non è solo un traguardo, ma la partenza di un nuovo corso verso un futuro più sostenibile per Parigi. 

A sottolineare quest’impegno è il Presidente della Repubblica Olimpiadi, triathlon rimandato per l’inquinamento della Senna. L’inquilino dell’Eliseo ha spiegato a Le Parisien: “Dal primo giorno, ho fatto in modo che fosse possibile lottando contro il disfattismo e chiedendo ai miei governi di imporre a tutta la macchina dello Stato un rigore di esecuzione. Sarò vigile fino all’ultimo secondo lo Stato, tutti i servizi mobilitati, il comitato olimpico e i partner, saremo tutti in apnea fino all’8 settembre e la fine dei paralimpici. Allentare la pressione prima è impossibile”.

 

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