Le Olimpiadi regalano all’atletica due medaglie con Nadia Battocletti nei 10000 ed Andy Diaz nel salto triplo: non è il 1° agosto 2021, non è forse quel livello di storicità, ma lo stesso si tratta di un momento gigantesco per il movimento del track and field azzurro. Sono le medaglie due e tre per la squadra italiana, che rimpolpano il bottino e vanno a dare grande fiducia a coloro che devono ancora scendere in pista o pedana come ad esempio Gimbo Tamberi, che domani sera va a caccia di un’altra medaglia nonostante una condizione non stellare per un calcolo renale.
Dicevamo, due medaglie arrivate a distanza di un minuto, con la mezzofondista trentina che scrive la storia nei 10000, distanza corsa soltanto 3 volte prima di oggi con quel primato nazionale di 30’51″32 fatto registrare agli Europei lo scorso 11 giugno: un argento stellare che stavolta non ha bisogno di ricorsi o controricorsi e che nessuno toglierà alla meravigliosa mezzofondista azzurra. La seconda medaglia la conquista il triplista alla prima maglia azzurra della sua vita (seconda se consideriamo la qualificazione), imitando il suo coach Fabrizio Donato che fu di bronzo 12 anni fa a Londra.
Olimpiadi, atletica: Battocletti e Diaz, che storia!
Le Olimpiadi hanno un sapore dolce, dolcissimo per l’atletica azzurra, in particolare per Nadia Battocletti ed Andy Diaz. La ragazza nativa di Cles torna in pista dopo i 5000 e nonostante qualche problema fisico che negli ultimi giorni la hanno condizionata, in particolare tra tendine e polpaccio: la gara si sviluppa su un ritmo non stellare con passaggio in 9’27” al 3000 e 12’36” al 4000. Il 15’50” della metà di gara rende chiaro un ritmo non pazzesco, cambiato da lì in poi con delle girate da 3′ netti visto che al 9° km si passa in 27’51”. Alla campana parte la bagarre con l’azzurra che sceglie di restare interna e fa bene perché trova posizioni di testa: il resto lo fanno i piedi e la volata debordante di StraordiNadia, che è argento con 30’43″35 e primato nazionale!
La gara di Andy Diaz è facile da raccontare: l’azzurro allenato da Fabrizio Donato (bronzo a Londra 2012) dopo una qualifica complicatissima piazza al primo salto un pazzesco 17.63 che lo issa subito in terza posizione alle spalle di Diaz Fortùn e Pichardo. Al secondo salto un buon 17.33 che lo tiene lì davanti al giamaicano Hibbert di 2cm, mentre l’azzurro passa il terzo e quarto tentativo andando poi a piazzare un nullo al quinto. Il sesto salto a medaglia già certa è il decisivo 17.64: è bronzo!
Nelle restanti gare della giornata beffardo quarto posto per la 4×100 (37″67) con Melluzzo, Jacobs, Patta e Tortu che è in vetta – di fatto – al terzo cambio e chiude poi rimontata da Canada (oro con 37″50), Sudafrica (37″57) e Gran Bretagna (37″61). Incredibile quanto combinano gli USA, che vengono squalificati per un pasticciaccio incredibile tra Coleman e Bednarek (erroraccio del secondo). Nella mattinata avanti la 4×400 maschile (Sito, Aceti, Sibilio, Scotti) con 3’00″26 per la squalifica della Nigeria, mentre resta fuori la 4×400 femminile con Accame, Polinari, Trevisan e Mangione con 3’26″50.
Fuori i due 800isti Catalin Tecuceanu (1’45″38) per 5 centesimi ed un caparbio Simone Barontini con 1’46″17. Nell’eptathlon successo di Nafissatou Thiam con 6880 punti (3 ori olimpici consecutivi), mentre chiude con un gran bel 13° posto l’azzurra Sveva Gerevini con 6220 punti. Nei 400hs si impone l’americano Rai Benjamin con 46″46, season best uguagliato. Solo secondo con 47″06 Karsten Watholm. 400 donne dominati da Marileidy Paulino con uno straripante record olimpico (48″17!) su Naser (48″53) e la polacca Kaczmarek, che va al bronzo con 48″98 ed una rimonta straordinaria su Adeleke.

