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Olimpiadi atletica: Sottile quarto nell’alto delle lacrime di Tamberi

di Daniele Morbio
Olimpiadi atletica: Sottile quarto, Tamberi in lacrime

Ultima giornata di gare in pista alle Olimpiadi per l’atletica, che trova un quarto posto con Stefano Sottile in una gara di salto in alto ricca di emozioni e colpi di scena oltre che di medaglie/successi inattesi. Niente medaglie dunque in una delle gare che gli italiani aspettavano più di altre: il malessere di Tamberi accusato prima di partire per Parigi e – poi – in una triste ricaduta nella nottata tra venerdì e sabato. Il Campione Olimpico di Tokyo è stato visitato in ospedale poche ore prima della finalissima dopo aver vomitato sangue due volte: dopo il nulla osta dei medici si è presentato in pedana.

Nella giornata di oggi che vedeva solo la maratona, la staffetta 4×400 ed i due azzurri impegnati nell’alto non sono arrivati metalli, ma il quarto post per certi versi beffardo di Sottile è uno dei momenti più belli dell’intera rassegna a 5 cerchi azzurra: il classe 1998 si è presentato all’appuntamento più importante della carriera in grande condizione ed ha fatto registrare il primato personale, di fatto venendo beffato dalle mine vaganti Shelby McEwen Hamish Kerr. Rammarico per il quinto quarto posto dell’atletica azzurra, ma anche tanta consapevolezza.

Olimpiadi atletica: Sottile fa sognare, Tamberi in lacrime

Ha fatto sognare un’altra medaglia alle Olimpiadi il classe 1998 Stefano Sottile nel salto in alto: il quarto posto è il quinto piazzamento ai piedi del podio per l’atletica azzurra, non fortunata come – in realtà – tutta la spedizione olimpica azzurra in generale con i suoi 403 atleti. Per Stefano arriva un primato personale a 2.34 piazzato al primo tentativo dopo aver sbagliato 2.31 una volta ma non prima di aver fatto percorso pulito e netto a 2.17, 2.22 e 2.27. Proprio l’errore in più a 2.31 sarà determinante per il piazzamento, visto che Barshim ha messo quella misura al primo salto. Un po’ di amaro visto che sino all’ultima prova a 2.34 l’azzurro era secondo, prima del colpo di reni di McEwen Kerr.

Proprio l’americano rifiuta di dividere l’oro con il neozelandese e ne esce beffato allo spareggio: errori a 2.38 e 2.36 per entrambi, poi Kerr piazza il 2.34 ed è oro. Per quel che riguarda Tamberi si può parlare di eroicità, di prova stoica: l’azzurro appena dimesso dall’ospedale per controlli in seguito al riacutizzarsi del calcolo renale riesce a saltare 2.22 alla terza prima di arrendersi a 2.27 alla terza. Il capitano scoppia in lacrime consolato da Sottile: è la fine del sogno in quella che – forse – è la sua ultima partecipazione ai Giochi.

Nelle altre gare bel settimo posto della 4×400 con lo stesso quartetto della batteria: il crono finale è 2’59″72 per Sito, Aceti, Scotti Sibilio. Gara vinta dagli USA, che bissano poi al femminile dominando la gara con una frazione lanciata terrificante da 47″7 di Sydney McLaughlin: alle loro spalle il Botswana al maschile e l’Olanda con una splendida Femke Bol a rimontare e dare l’argento a quella femminile. 800 uomini vinti da Wanyonyi con 1’41″19 e con i primi 4 sotto il 1’42”. 1500 donne alla solita Kipyegon con 3’51″29, 5000 uomini al solito Jakob Ingebritsen con un ottimo 13’13″66. 100hs donne con la sorpresa Masai Russell che vince in 12″33. Nel giavellotto donne colpo della jap Kitaguchi che si impone con 65.80. La maratona vinta da Tamirat Tola con 2h06’26” (record olimpico) vede lontani gli azzurri: 2h10’36” per Crippa, 2h12’50” per Faniel e 2h14’02” per Meucci.

GIANMARCO TAMBERI CONSOLATO DAL SUO STAFF – FOTO FIDAL/GRANA

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