Olimpiadi, Tamberi e Fabbri le star azzurre dell’atletica ma occhio alle sorprese
Tutto parte dalle 5 medaglie d’oro delle Olimpiadi di 3 anni fa, ossia Tamberi, Jacobs, Palmisano, Stano e la 4×100 maschile. L’atletica azzurra si presenta a Parigi da regina d’Europa, incontrastata agli Europei di giugno con le sue 24 medaglie raccolte. Naturale pensare e credere che le possibilità di medaglia possano passare ancora una volta dagli stessi 5 allori di Tokyo, ma non ci si può fermare qua, non è credibile. La star numero uno è come sempre il capitano e campione di tutto che vuole provare ciò che a nessuno è mai riuscito, ossia il bis d’oro olimpico nel salto in alto e con quella che è la sua proverbiale “fame” non è certo impossibile immaginare almeno una medaglia.
Nello sprint è più complicato pensare al bis di Jacobs nonostante il 9″92 di Turku: per il campione europeo è necessario scendere di almeno un decimo dallo stagionale e correre sul tempo di Tokyo per sperare in una medaglia, perché la concorrenza è folta e molto agguerrita, a partire dagli americani. Come sempre carte importanti dalla marcia dove i 2 ori di 3 anni fa possono legittimamente ambire ad un posto sul podio e la staffetta mista di marcia avrà chance tutte da scoprire. Le staffette ci sono tutte, ma le possibilità di medaglia maggiori sono tutte per la 4×100 maschile, pur senza escludere qualche chance per la staffetta 4×400 mista e la 4×400 maschile.
Lo abbiamo detto prima, lo ripetiamo: Leo Fabbri è la vera carta in più per gli azzurri rispetto a Tokyo. Il gigante fiorentino ha abbattuto la barriera dei 22 metri a Budapest lo scorso anno e da lì è cresciuto dannatamente, finendo per trovare in 14 gare su 14 nell’estate una misura sopra i 22, con il picco del 22.95 di Savona a maggio. Che stia bene è risaputo, che abbia possibilità di medaglia lo si sa: a Parigi occhio al peso. Altra carta in più è Lorenzo Simonelli: l’ostacolista azzurro a Roma ha stupito l’Europa con il suo 13″05 da record, avvicinato poi a Montecarlo con 13″08: a Parigi proverà a ritirare fuori il suo cappello di paglia di One Piece, di Monkey D. Luffy, per stupire l’Olimpo e diventare il re dei pirati.
Sorprese o possibilità di medaglia? I salti azzurri presentano in pedana Mattia Furlani, Larissa Iapichino e Andy Diaz Hernandez, dai tre ci si aspetta sicuramente qualcosa di importante, soprattutto dall’ultimo citato. La solidità e freschezza dei due lunghisti argento a Roma può rappresentare una speranza di podio, che – però – non sarà facile da raggiungere se consideriamo che americani-giamaicani daranno molto fastidio. Altre sorprese? Ne citiamo alcune. Eccole qui sotto.
Sorpresa o certezza? Nadia Battocletti a Roma ha dominato, a Parigi può dire la sua per qualcosa di importante. Attenzione nel mezzofondo anche a Ludovica Cavalli e Pietro Arese, alla loro prima partecipazione a 5 cerchi: non è escluso un loro exploit da semifinale/finale. Tra le sorprese – poi – citiamo Sara Fantini, Roberta Bruni, Elisa Molinarolo: le due astiste hanno raggiunto una grande maturità e possono sperare in una finale, la martellista punterà a stare certamente nelle 12, ma non è esclusa la sorpresona.


