Da Bol a Lyles, Ingebritsen e Duplantis, le Olimpiadi incoronano l’atletica
Una grande, grandissima Olimpiade: a Parigi l’atletica avrà ancora in mano lo scettro di regina degli sport e lo avrà per il resto della sua esistenza probabilmente. Sono un’infinità i nomi che vedranno il proprio nome tra quelli da attenzionare non con occhi speciali, ma con un radar specializzato e dettagliato. Il Mondo è molto vario, si passa dalla Lituania agli USA, passando per la Norvegia, l’Olanda, l’Inghilterra, l’Ucraina, il Canada, la Svezia e la Grecia. Può sembrare una partita a risiko, in realtà è soltanto la mappatura delle grandi star dell’atletica mondiale e non solo.
La Norvegia presenta non una ma due mega-star: Jakob Ingebritsen e Karsten Warholm sono i due nomi più caldi per il paese scandinavo, con il primo che dopo aver demolito il primato europeo qualche giorno fa nei 1500 andrà a Parigi per mettersi alle spalle il mondo e l’Olimpo, mentre il secondo avrà il peso sulle spalle di un 45″94 da alieni fatto registrare a Tokyo e dovrà difendere il suo titolo dal brasiliano Dos Santos e da Ray Benjamin.
La Lituania è terra di grandi lanciatori, lo sappiamo dai tempi di Virgilijus Alekna, ex discobolo ed ora voglioso di portare il figlio Mykolas in cima all’Olimpo dopo averlo portato al primato europeo. I rivali? Kristjan Ceh, sloveno, e Daniel Stahl che è svedese. Altri? Difficile ipotizzarne, però le sorprese non sono escluse. Dalla Svezia alla Svezia con… Mondo. Forse è il più grande di tutti, forse è una delle medaglie d’oro più attese, forse è il più grande dominatore da qualche anno: nell’asta è sempre e ancora Duplantis contro tutti, o forse solamente contro sé stesso.
Olanda e Grecia presentano stelle di grande livello, la prima è Femke Bol ed ha nel mirino l’Olimpo nei suoi 400hs, ma tra lei e l’oro c’è la primatista mondiale Sydney Mc-Laughlin che ai trials ha migliorato il proprio record. La seconda è Lieke Klaver che è carta da staffetta ma occhio a darla per spacciata nella lotta alle medaglie nei 400: servirà un’impresa, ma la terra dei tulipani non è nuova a ciò. Da Atene per l’Olimpo la rotta sembra breve, ma il lungo non è specialità facile. Basterà saltare 1cm in più, ma Miltiadis Tentoglou ha tutta l’intenzione di dominare anche a Parigi.
Maryna Bekh-Romanchuk e Yaroslava Mahuchikh sono le star ucraine, le speranze più grandi per un paese che resta in piena guerra: la prima nel triplo cercherà una medaglia storica dopo aver saltato Roma, la seconda vuole mettere il suo timbro storico dopo il primato mondiale messo giù proprio a Parigi in DL nel suo salto in alto. Il 2.10 di qualche settimana fa regala sogni enormi ai suoi colori. La Gran Bretagna ha in Zharnel Hughes il dubbio più grande, ma Matthew Hudson-Smith cercherà il capolavoro per la sua terra, così come lo scozzese Josh Kerr, Laura Muir e Keely Hodgkinson saranno protagoniste.
Gli USA? Ne hanno oggettivamente mille di stelle, però ecco che Noah Lyles ha tutte le carte in regola per centrare la doppietta 100-200 e Valarie Allman nel disco può ambire ad un successo straordinario. L’istrionica Sha’Carri Richardson vuole prendersi ciò che a Tokyo gli è sfuggito per una sospensione di 30 giorni per cannabis ma la competizione è serratissima. Altro? I lanci, in particolare il peso ed il martello, possono rappresentare terra di conquista anche se lì il resto del mondo è più vicino che mai. E allora attenzione, perché Ethan Katzberg nel martello cercherà il nuovo colpaccio: il Canada ci spera, ci crede. Con lui e con Andre De Grasse, il fenomeno dello sprint.


