Andres Nocioni si è ritirato a fine stagione. Nel caso vi venisse da piangere tranquilli, è tutto normale. Lunedì infatti è stato proprio il ragazzo di Santa Fè ad annunciare una decisione che già era nell’aria. Con una lunga lettera, postata su Twitter, Andres ha annunciato la scelta di smettere con il basket al termine della stagione in corso. Per non togliere nulla al valore di quelle parole lascerò che sia lo stesso Nocioni a ripeterle.
Dopo tante battaglie ho deciso che non tirerò più bottigliette d’acqua contro il muro per la rabbia di una sostituzione; non prenderò più falli tecnici che mi costringeranno a pagare cene alla squadra e non discuterò più con gli arbitri per falli esistenti e inesistenti. Ho deciso di maturare. Ho meditato a sufficienza: basta lotte in campo con i rivali o notti senza dormire per una vittoria o una sconfitta. Pretendo di migliorare il mio comportamento e le mie abitudini – ma siccome so già che è quasi impossibile, mi ritiro. Lascio prima che mi caccino”
Queste parole sono la sintesi perfetta di Andres Nocioni, come uomo e come cestista. Un antieroe, un cattivo ( o villain come direbbero gli amanti dei supereroi) che ha scritto pagine indimenticabili di basket. Per provare a raccontare questo meraviglioso atleta sono partito dalla fine. Ora chiudiamo gli occhi e torniamo indietro nel tempo…
ANDRES NOCIONI, EL CHAPU DE SANTA FE’
Ora ci troviamo a Santa Fè, città a quasi 500km dalla capitale Buenos Aires. In questo posto Pedro José “Pilo” Nocioni e Ángela Palmira Roux danno alla luce, nel 1974, il loro primo figlio:Pablo. Il primogenito dei Nocioni ha due passioni: il “baloncesto” ed il “Chapulin Colorado”. Sulla prima parola c’è poco da discutere, sulla seconda invece si fa tutto più interessante. “El Chapulin Colorado” era infatti una serie TV di cui Pablito era letteralmente innamorato. Il programma aveva come protagonista un supereroe imbranato definito: “più agile di una tartaruga, più forte di un topo e più nobile della lattuga.” El Chapulin era infatti una parodia dei supereroi tradizionali basato su un mix di eroi messicani. La serie andò in onda fino al 1979 anno in cui nacque anche il fratellino di Pablo; tale Andres.
I due fratelli guardano ogni giorno il noto show insieme. Pablo, per prendere in giro il fratelo lo chiamava spesso “Chapulin”. Ben presto quel soprannome viene abbreviato in “Chapu” e diventa il modo con cui Andres si fa conoscere a Santa Fè. Lo stesso cestista dichiarerà che persino in famiglia, mamma compresa, lui non era Andres ma era “Chapu” . Pochi tuttavia sapevano che in una città argentina di 430.000 abitanti stava nascendo una stella.
I PRIMI PASSI NEL BASKET DI ANDRES NOCIONI
I due Nocioni , quando non guardano la TV, giocano insieme con una palla arancione a spicchi. Ben presto Andres, seguendo il fratello maggiore, si innamora di questo sport.Il ragazzino inizia a muovere i primi passi in un piccolo club di Santa Fè: il Ceci Basket Ball de Gálvez. In questa squadra trova subito il modo di farsi conoscere. In particolare attira l’attenzione di Gabriel Darràs ex giocatore del Ferro Carril Oeste. Dopo averlo visto giocare infatti Darràs contatta il suo ex-allenatore: il leggendario León Najnudel. Per chi non fosse esperto di basket sudamericano, Leon è il motivo per cui esiste la Liga Nacional ( massima serie del campionato argentino). Questa brillante mente era alla guida del Racing De Avellaneda quando venne contattato da Gabriel. I due parlarono a lungo di questo ragazzino che faceva magie con la maglia del Gàlvez. Alla fine Najnudel si convinse e partì per Santa Fè.
Leon si presentò al palazzetto con grande anticipo per osservare il risaldamento della squadra. Terminato il warm-up, iniziò la partita. Lo storico coach argentino non perse mai di vista il numero 6, per i primi 4 minuti. Già, 4 minuti; dopo questo esiguo tempo Leon si alzò e si allontanò dalla partita. Questa mossa destò preoccupazione in Pedro Nocioni che si affrettò a chiedere le motivazioni di tale gesto. La risposta di Najnudel fu esemplare:
“Ho visto tutto quello che dovevo vedere, spero suo figlio venga a Buenos Aires a giocare per il Racing “
RACING, VENADO TUERTO E GENERAL PICO
Quando ad Andres venne prospettata la possibilità di una avventura nella capitale, non ci pensò molto prima di accettare. Il Racing si mise in trattative con il Gàlvez e l’accordo venne raggiunto così : un servizio di completi da basket e una borsa di palloni al club di Santa Fè, Nocioni ad Avellaneda. Nel club della capitale non fu tutto semplice all’inizio. Andres era appena un ragazzino ed ambientarsi in quella realtà non era per nulla semplice.
Rimane nella capitale solo un anno. Nel 1996 infatti viene acquistato dall’Olimpia Venado Tuerto. La squadra gioca in provincia di Santa Fè quindi per Andres è un ritorno a casa. Anche qui però, nonostante un’annata giocata su ottimi livelli( 10 ppg 5 rpg) , non si trova a suo agio.
A fine stagione, bagaglio in mano, si parte alla volta di General Pico nella Pampa. Qui, in un ambiente tranquillo, riesce a mettere in mostra le sue qualità. Raggiunge due volte la finale della Liga ma entrambe le volte viene sconfitto. Essendo uno dei migliori prospetti del campionato( 12 ppg 5 rpg 2 apg) , molti scout affollano i palazzetti per vederlo giocare. Il salto nel basket mondiale sembra solo una questione di tempo.
ASSAGGI D’EUROPA, TAU CERAMICA E MANRESA
Ad assicurarsi le prestazioni della giovane ala argentina sono gli spagnoli del Tau Ceramica meglio noti come Saski Baskonia. I baschi avevano instaurato una sorta di colonia albiceleste in terra iberica. Scola, Nocioni, Oberto e, in seguito, Pablo Prigioni ne furono i fondatori. Andres Nocioni tuttavia non viene reputato pronto per una realtà competitiva come quella del Laboral e viene spedito in prestito. La sua destinazione è Manresa, città in provincia di Barcellona. La vita del più piccolo dei Nocioni è un continuo girovagare. Nella città della Catalogna il giovane argentino pare trovarsi bene. Aiuta il club a vincere una Liga Leb Catalana ( 17 ppg 8 rpg) e mostra agli addetti ai lavori del Baskonia di essere pronto per il grande salto.
Nella stagione successiva (2001/ 2) il ragazzo da Santa Fè viene confermato a roster dal team basco. Dusko Ivanovic, allora allenatore del Laboral, rimane stregato dalle doti di Andres Nocioni. In Spagna dicono che Nocioni sia stato il primo vero “discrubimiento” del coach serbo. Infatti è proprio sotto la guida tecnica serba che l’argentino diventa il giocatore che tutti abbiamo apprezzato. Un’ala piccola( o all’occorrenza ala grande) che mette in campo anche l’anima. Il giusto mix di ” garra argentina” e talento. Difesa, aggressiva, ed eleganza sono le prime parole che mi vengono in mente per definire l’atleta di Santa Fè. “El producto que mejor define la esencia del básquetbol argentino” così lo definisce La Nacion. E Nocioni in effetti è lo spirito argentino incarnato in un cestista.
L’EUROLEGA, LA COMPETIZIONE DI ANDRES NOCIONI
Rimarrà a Vitoria per 3 lunghi anni creando un rapporto indissolubile con la Spagna e con il popolo basco. In questo contesto trova il modo di sperimentare le emozioni dell’ Eurolega. L’impatto con la massima competizione europea fu molto positivo. Infatti, dopo una stagione di ambientamento viaggiando a 9,1 ppg di media, il talento di Nocioni si palesa in tutto il suo splendore. 17 ppg 7,5 rpg e 1,3 apg sono il bottino della sua seconda stagione europea nel 2002/3. Andres Nocioni è un atleta dominante, prima sotto il profilo psicologico e poi su quello fisico. La peculiarità dell’ala sudamericana è quella di annullare il suo avversario dal punto di vista psico-fisico. Inoltre ha delle mani da pianista, così è tutto più semplice.
La terza stagione europea di Andres Nocioni è quella della conferma. 16 ppg 6 rpg e 1,2 apg sono il suo bottino il 16 partite giocate. Tuttavia questa competizione sembra stregata per l’argentino. Non riesce, nonostante le ottime prove, a condurre i suoi alla vittoria. Al termine della stagione 2003/4 ci sono le Olimpiadi e la sua Argentina lo chiama. Nulla sarà più lo stesso dopo quelle Olimpiadi di Atene.
Ma questo lo scopriremo nella seconda parte…
SECONDA PARTE Andres Nocioni









