Nel quarto quarto dei Celtics contro i Pacers, partita giocata questa notte e torminato con il risultato di 103 a 94 per la squadra di Boston, v’è qualcosa al limite del “druidesco”. 2 e 04 al termine della partita, Indiana Pacers in vantaggio per 94 a 91, Celtics che in nemmeno due quarti avevano dilapidati il vantaggio costruito nel primo tempo. Inerzia ed entusiasmo sono tutti dalla parte della squadra di Vogel, il finale sembra già scritto. Eppure, in un mix tra pasticcio-Pacers e miracolo-Celtics succede l’impensabile. Steal di Amir Johnson su Monta Ellis, 2 punti Celtics. Palla ad Indiana, steal di Marcus Smart su Mahinmi, altri 2 punti. Risultato di 95 a 94 per i Celtics, Timeout obbligato per i Pacers. Ellis sbaglia il jumper, palla Celtics, che ora sono più on fire che mai. Paul George ruba palla a Smart, ma a rimediare all’errore ci pensa Crowder: steal e basket. +3 Celtics, altro Timeout per la squadra di Indianapolis. PG13 sbaglia la tripla, palla a Isaiah Thomas che con un layup dei suoi firma il +5. Nel finale gli errori dei Pacers e i succesivi falli per allungare il cronometro portano Thomas due volte dalla linea dei liberi. 4 su 4 per il playmaker, vittoria dei Celtics. 12 a 0 per la squadra di Boston, questo il parziale degli ultimi due minuti di game. Era dal marzo del 2004 che i Celtics non recuparavano negli ultimi minuti con un parziale del genere. Allora erano i Wizards di Arenas a venire shockati dai 14 punti di fila del Celtics di Pierce, Mike James e di coach Carrol
Arenas
Quando si parla di Gilbert Arenas non si può pretendere che l’ex point guard dei Wizards resti in silenzio. Dopo la pubblicazione da parte del The Washington Post dell’estratto del libro di Caron Butler ove la small forward di Racine, in Wisconsin, ha parlato del caso Crittenton-Arenas, un caso che sconvolse l’NBA. Le versioni di Arenas riguardo a quell’evento sono sempre stato molto discordanti con quelle raccontate dai presenti e dagli agenti di polizia, ed “Agent 0” ha voluto ancora una volta precisare la sua versione sul noto social network Instagram.
“Quando è uscito il libro di @caronbutler l’ho comprato. Lo rispetto, ma la storia del #Gunsinthelocker (armi nello spogliatoio) non è vera. Ero con Butler a fare nulla, mentre #JaVale #Crit e #Boykins (rispettivamente JaVale McGee, Javaris Crittenton ed Earl Boykins) stavano giocando a carte. #Crit stava perdendo e ci stava dentro fino al collo, così ho deciso di giocare anche io. #Crit non ha beccato nulla, non ha vinto nessuna mano a Spades è così il piatto da 1100 dollari (anche se solo 800 dollari erano suoi) è andato a JaVale McGee. #Boykins chiese a JaVale se poteva avere i suoi 200 dollari (che gli doveva) visto che in quel momento aveva i soldi. JaVale rispose che lo avrebbe fatto una volta atterrati per evitare che finisse il suo momento positivo al gioco. In quel momento #Crit impazzì ed iniziò ad urlare a JaVale di dare i soldi a Boykins visto che li aveva appena vinti. Allora saltai in piedi in mezzo a quei due c…..i; #Critt si girò verso di me e disse: “Vaff…..o cog…e”. Risposi: “Mi dovete 200 dollari e 300 a Caron, ma non stiamo facendo casino per questo”. Allora lui rispose. “Vaff….o, vorresti parlare di soldi con qualcuno?” Così da quel momento quella discussione divenne la mia discussione. Tornammo a giocare. Earl disse che era fuori, JaVale che non volesse più carte. #Crit invece chiese altre cinque carte. Molto probabilmente stava per puntare il piatto ancora una volta. Così dissi che ero fuori, soprattutto sapendo che JaVale aveva A K Q in mano. Non c’era bisogno di giocare perlomeno finchè c’erano sul piatto i soldi di #Crit sicuri di essere presi da JaVale, così a fine turno avrei potuto mostrare la mia mano a #Crit e farlo impazzire per non aver giocato con tre carte vincenti in mano. Lui urlò, si lamentò delle carte e di come venivano distribuite, e intanto JaVale disse: “Fanc..o, vinco con A K Q”. #Crit continuò a lamentarsi delle carte, usandola come scusa per aver, ancora una volta, regalato una mano e soldi, così dissi a tutti di capirlo e andai via… Loro continuavano a litigare. Earl cercava di convincere #Critt che avesse vinto JaVale. #Critt continuava ad urlare “FANC..O, IL GIOCO E’ TRUCCATO”. Allora tornai da loro e dissi: “Con le carte che hai avuto e come le hai giocate come fai a lamentarti del gioco”. Quando l’aereo atterrò tornò ad urlare contro di noi, dicendoci che se fossimo “in strada” ci avrebbe fatto saltare le ginocchia. Allora dissi che se ci teneva gli avrei portato le pistole il lunedì successivo. Era sabato e avremmo avuto la domenica di riposto. Prima di andare ad allenamento, alle 8 del mattino, misi quattro pistole su una sedia dello spogliatoio con un biglietto con scritto di sceglierne una. Nessuno mi ha visto con una pistola in mano nè mentre le mettevo lì. Quando entrai nello spogliatoio, oltre a #Critt v’erano solo #Dsteve #DOM e #Blache (rispettivamente DeShawn Stevenson, Dominic McGuire e Andray Blatche)”
Il differente movente delle due storie (Butler sostiene che il debito v’era tra Arenas e Javaris, Agent 0 invece che Crittenton dovesse dei soldi a JaVale), non ne modifica il finale, ovvero la scena da Far West che il lunedì successivo al litigio sull’areo devastò quei Wizards e la carriera di Crittenton e, soprattutto, di Arenas che da quel momento in poi urlò sempre meno “Hibachi”, il suo grido ad ogni canestro, dal college, all’NBA.
Per Nba Passion,
Simone Scumaci
Gilbert Arenas, il suo ex assistente condannato per aver rubato 2 milioni di dollari
Scritto da Simone Scumaci
Ancora una volta, Gilbert Arenas, ex playmaker di Warriors, Grizzlies, Magic e, soprattutto Wizards, dopo essere stato “beccato” in possesso di un’arma da fuoco all’interno dello spogliatoio nel dicembre 2009, torna a fare i conti con il luogo ove viene amministrata la giustizia.
Il caso della unloaded gun (costatagli una lunghissima squalifica sportiva oltre che una grossa multa), i problemi legali con la moglie, con gli sponsor, con la polizia stradale ed un arresto dovuto al possesso di fuochi d’artificio illegali: insomma, dopo le mirabolanti imprese in NBA, Arenas continua a far parlare di sè anche adesso che nella National Basket Association non gioca più da tre anni.
Dopo che qualche mese fa era ricomparso nelle “cronache” per essere stato “cacciato” dalla fiera di Orange County dopo aver vinto tutti i premi possibile al classico carnival basket game presente in ogni luna park, ecco che il playmaker nato a Tampa torna tra i giornali e tra i racconti da “tribunale”.

Gilbert Arenas con i suoi 4 figli alla fiera di Orange County
Questa volta, però, per Gilbert è arrivato il tempo di urlare “Hibachi” anche all’interno di un tribunale: la giuria federale di Orlando, in Florida, ha condannato il suo ex assistente personale, John White, per il furto di 2 000 000 di dollari ai danni dello stesso Arenas.
L’ex assistente di Arenas è stato giudicato colpevole: a suo carico frode fiscale e falsificazione di documenti legati a quattro conti di deposito. I procuratori hanno aggiunto inoltre che White aveva rubato dal conto di Arenas 2 100 000 dollari attraverso bonifici bancari non autorizzati, usati per comprare auto, oggetti e anche una casa.
Per Nba Passion,
Simone Scumaci, Simo_Spaulding
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NBA Analysis, Top 5 – I 5 più importanti record di LeBron James nei Playoffs
Scritto da Mario Tomaino
Lo abbiamo imparato nel corso di questi anni: il LeBron James ammirato nel corso dei Playoffs, è diverso da quello che si può osservare durante il corso della Regular Season. Tante partite memorabili, numeri da capogiro e un’importante quantità di record fatti registrare nel corso dei suoi 10 anni di Playoffs. Il sito “CavsNation” ha riportato alcuni dei suoi più importanti record e noi oggi vogliamo stilarne una Top 5; ecco a voi i 5 maggiori record fatti segnare da LeBron James nei Playoffs:
5 – 1 dei 3 giocatori con una tripla-doppia all’esordio nei Playoffs
https://www.youtube.com/watch?v=37-4oBsiGPI
La differenza tra Regular Season e Playoffs sta tutta in un concetto fondamentale: l’intensità. Esordire nella Post-Season non è mai facile, ma quando sei un predestinato, tutto riesce più facilmente. Dopo 2 stagioni nelle quali non riesce a centrare i Playoffs, LeBron James può fare finalmente il tanto atteso debutto nei Playoffs, affrontando i Washington Wizards di Gilbert Arenas: una partita segnata da un dominio del gioco totale da parte del #23; un esordio che sentiva molto e aspettava da tempo, una voglia di vincere e convincere che ha permesso ai Cavs di archiviare la pratica Washington con una vittoria per 93-87 e a James di chiudere la partita con 32 punti, 11 rimbalzi e 11 assist; prima tripla-doppia all’esordio nei Playoffs dai tempi di Magic Johnson, ultimo a riuscirci nell’Aprile 1980.
4 – Maggior numero di punti segnati consecutivamente
https://www.youtube.com/watch?v=NB58D1Em3Yo
In molti, incluso il grande Charles Barkley, hanno definito questa come la miglior partita mai disputata da LeBron James. Giocare contro Hamilton, Billups, Prince, Wallace e Webber, non era certo il più semplice dei compiti a quei tempi. Dopo il pareggio nella serie ottenuto in Gara-4, LeBron e compagni si apprestano a ritornare nella tana del lupo: il Palace. Alla fine del terzo periodo, il risultato sarà di 70-70: da lì in poi inizierà una nuova partita. Un LeBron James in modalità predatore, segnerà 25 punti consecutivamente, che permetteranno ai Cavs di giocarsela al doppio Overtime e vincere la partita. Una prestazione formidabile, un incredibile record ancora oggi imbattuto che permise ai Cavs di chiudere la serie poi sul 4-2 e volare verso la prima partecipazione di LeBron James alle Finals.
3 – Maggior numero di partite con 25/30+ punti, 5/10+ rimbalzi e 5+ assist

LeBron James è il giocatore con il maggior numero di partite all’attivo con almeno 25 punti, 5 rimbalzi e 5 assist
La versatilità del gioco di LeBron James, non la scopriamo certamente oggi. Punti, passaggi, assist, palle rubate e anche qualche stoppata: The King sa fare tutto questo, facendolo nel migliore dei modi oltretutto. Coach Spoelstra lo definì un giocatore completo, capace di ricoprire tutti e 5 i ruoli in campo e, sostanzialmente, non aveva tutti i torti. In Gara-2 contro i Boston Celtics, LeBron James ha registrato la 101esima partita con 25+ punti, 5+ rimbalzi e 5+ assist, migliorando il record che detiene già dal 2014. Una statistica con ampi margini di miglioramento considerando l’età del #23. Come se non bastasse detiene anche il maggior numero di partite (32) in cui ha siglato 25+punti, 10+ rimbalzi e 5+ assist, avendo superato Michael Jordan già la scorsa stagione e, infine, primo posto anche per il maggior numero di partite (23) con 30+ punti, 10+ rimbalzi, 5+ assist. Records che, con molte probabilità, rimarranno intaccati per anni e anni prima di essere superati.
2 – Maggiore media punti nelle partite da dentro o fuori
Tante volte, LeBron James è stato accusato di non essere un giocatore ‘clutch’, ovvero decisivo nei momenti che contano. Il termine sopra utilizzato, ha assunto diverse sfaccettature nel tempo, a seconda del contesto nel quale è stato utilizzato. Se per ‘clutch’ vogliamo intendere giocatore decisivo lungo tutto l’arco della partita, allora i numeri parlano di un LeBron James come il giocatore più decisivo nelle partite da dentro o fuori. La capacità con la quale, in questo genere di partite, il #23 dei Cleveland Cavs innalza il suo livello di gioco è incredibile (basti ricordare Gara-6 contro i Celtics nelle Finali di Conference del 2012) pari solo a quella di una leggenda del passato: statistiche alla mano, LeBron James mantiene la media più alta di punti (31.7) e, insieme a Wilt Chamberlain, è l’unico giocatore a mantenere una media di almeno 30 punti e 10 rimbalzi in questo tipo di partite.
1 – 1 dei 3 giocatori con 4000+ punti, 1000+ rimbalzi e 1000+ assist

Dati alla mano, LeBron James è l’unico giocatore, insieme a Bryant e Jordan, ad aver siglato almeno 4000 punti, 1000 rimbalzi e 1000 assist nella storia dei Playoffs
A proposito ancora una volta di versatilità: forse non tutti lo sanno, ma LeBron James, insieme a Kobe Bryant e Michael Jordan, è 1 dei soli 3 giocatori a detenere almeno 4000 punti, 1000 rimbalzi e 1000 assist nella storia dei Playoffs. Un traguardo unico se consideriamo i 30 anni di età di LeBron. Numeri messi insieme solo da due grandi giocatori della storia di questo sport quali Jordan e Bryant; statistiche che sa, ancora una volta, di leggenda della NBA.
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NBA Analysis – La Top 5 dei migliori debutti nei Playoffs
Scritto da Mario Tomaino
“Chiedete ad una matricola la differenza tra stagione regolare e Playoffs, vi dirà che nei Playoffs non ha mai giocato”. Ecco, quale frase migliore, se non quella pronunciata da coach Bill Fitch, per capire la differenza d’intensità tra Regular Season e Playoffs. Esordire in NBA non è cosa da tutti, solo i migliori al mondo hanno questo previlegio; esordire ai Playoffs, a maggior ragione, è un compito assai più arduo e, farlo nel migliore dei modi, è semplicemente da campioni. Ricostruiamo quindi la Top 5 delle prestazioni all’esordio nei Playoffs degli ultimi 10 anni:
5 – Kyrie Irving: 30 punti, 3 rimbalzi, 2 assist (19 Aprile 2015)

Kyrie Irving è stato un cecchino nella partita d’esordio ai Playoffs: riuscirà a ripetersi in Gara 2?
Un primo tempo strabiliante che ha lasciato tutti quanti a bocca aperta: miglior descrizione per l’esordio ai Playoffs di Kyrie Irving non potrebbe esserci. Nonostante il talento cristallino, che gli ha permesso a soli 22 anni di vincere il Mondiale, il #2 dei Cleveland Cavaliers ha avuto solo quest’anno l’opportunità di poter esordire nel Post-Season. Grande pressione addosso? Macché. La Point Guard dei Cavs ha dato luce a tutto il suo arsenale offensivo, risultando micidiale come sempre nel gioco in transizione e, in particolare, dal perimetro, come dimostrato dalla bomba sul buzzer che gli ha permesso di chiudere con un perfetto 4-4 da 3 il primo tempo. A fine gara il tabellino reciterà 30 punti con 11-21 al tiro, 3 rimbalzi e 2 assist per uno dei migliori talenti che l’NBA possa annoverare.
4 – Anthony Davis: 35 punti, 7 rimbalzi, 4 stoppate (18 Aprile 2015)

Anthony Davis è solamente il quarto giocatore di sempre che riesce a siglare 35+ punti e 5+ rimbalzi al suo esordio nei Playoffs
Dopo 2 anni di sofferenze a causa di un roster non all’altezza, finalmente il giorno dell’esordio di Anthony Davis ai Playoffs è diventato realtà. Dopo un accesso alla Post-Season raggiunto all’ultima partita disponibile, grazie alla vittoria sugli Spurs, tutti gli occhi degli appassionati NBA erano puntati sul #42 dei Pelicans: i primi tre periodi di gioco non sono stati particolarmente esaltanti, con Davis che ha sofferto come tutto il team, salvo poi risvegliarsi con una prestazione da 20 punti nel solo quarto-quarto che quasi non permetteva a NOLA di acciuffare un insperata rimonta in casa dei Warriors. Vinceranno i padroni di casa alla fine ma, la prestazione da 35 punti, 7 rimbalzi e 4 stoppate, ha lasciato assolutamente il segno, tanto da essere solo il quarto giocatore della storia a siglare 35+ punti e 5+ rimbalzi all’esordio ai Playoffs; prima di lui solo Wilt Chamberlain, Kareem Abdul-Jabbar e Julius Erving.
3 – Chris Paul: 35 punti, 10 assist, 4 recuperi (19 Aprile 2008)
Una doppia-doppia in NBA è un sogno quasi per tutti, non per Chris Paul che in carriera ne ha registrate parecchie. Anche lui come Irving e Davis, prima di esordire ai Playoffs, è dovuto passare da qualche stagione amara ma, il suo debutto, è sicuramente stato più che positivo: 35 punti e 10 assist, cui vanno anche aggiunti 4 recuperi in 41 minuti di gioco. Una partita che si concluse poi con una vittoria da parte degli allora New Orleans Hornets, che riuscirono a prevalere sugli avversari, i Dallas Mavericks di Dirk Nowitski. Un ottimo esordio per Chris Paul nei Playoffs, un debutto culminato poi con la vittoria della serie per 4-1, salvo voi capitolare contro i campioni in carica dei San Antonio Spurs, che riusciranno a prevalere, non senza qualche fatica, per 4-3 su CP3 e compagni.
2 – Derrick Rose: 36 punti, 11 assist, 4 rimbalzi (18 Aprile 2009)
Quando ti chiami Derrick Rose, sei la scelta n.1 del Draft 2008 e vesti la gloriosa maglia dei Chicago Bulls, allora tutto è possibile. 18 Aprile 2009, TD Garden: dopo una stagione non particolarmente eccelsa (chiusa al 7imo posto con un record di 41W-41L), ecco che i Bulls devono affrontare al Primo Turno dei Playoffs i temibili Boston Celtics devi Big Three, ovvero Paul Pierce, Kevin Garnett e Ray Allen. Un incubo per tutti, non per D-Rose che, nella sfida diretta contro un grande avversario e “collega” come Rajon Rondo, si esalterà non poco. Un duello strabiliante continuato incessantemente lungo tutti i 48 minuti di gioco a suon di punti e assist, un match tra due storiche franchigie che, dopo essere terminato sul 97-97 (Rose segnerà 2 liberi pesantissimi a 9.4 dallo scadere) finirà all’Overtime: vinceranno i Bulls per 105-103 e Rose chiuderà la sua partita di debutto con 36 punti, 11 assist e 4 rimbalzi, nulla di eccezionale per un rookie alla sua prima esperienza nei Playoffs…
1 – LeBron James: 32 punti, 11 rimbalzi, 11 assist (22 Aprile 2006)

LeBron James è l’ultimo giocatore ad aver fatto registrare una tripla-doppia nel debutto ai Playoffs: prima di lui solo Magic Jonhson e Johnny McCarthy
Se il tuo soprannome sin dai tempi della High School è “The Chosen One” un motive ci dovrà pur essere. Dopo 2 stagioni nelle quali non riesce a centrare i Playoffs, i Cleveland Cavaliers chiuderanno la Regular Season al quarto posto e LeBron James potrà fare finalmente il tanto atteso debutto nei Playoffs, affrontando i Washington Wizards di Gilbert Arenas. Il 22 Aprile 2006 sarà una data che James (e in particolare i Wizards) ricorderanno a lungo: un dominio del gioco totale da parte del #23, una partita che sentiva molto e che aspettava da tempo, una voglia di vincere e convincere che ha permesso ai Cavs di archiviare la pratica Washington con una vittoria per 93-87 e a James di chiudere la partita con 32 punti, 11 rimbalzi e 11 assist; prima tripla-doppia all’esordio nei Playoffs dai tempi di Magic Johnson, ultimo a riuscirci nell’Aprile 1980. Gilbert Arenas, qualche tempo, dopo dichiarerà: “È un ragazzo che ha delle grandi doti che gli permettono di capire il gioco, e queste doti lo porteranno ad essere paragonato a Michael Jordan”.
Per Nba Passion,
Mario Tomaino




