Big Three
Per il secondo anno consecutivo i San Antonio Spurs si giocheranno la Finale, il sogno di ogni franchigia americana. Per il Larry O’Brien Championship Trophy, per la gloria. E per la seconda volta gli avversari saranno sempre loro, i Miami Heat, bicampioni in carca. Le due squadre arrivano “alla bella” con due spiriti diversi, con due condizioni fisiche diverse. Il cammino dei secondi di sicuro è stato molto più abbordabile, prima i Bobcats (dal prossimo anno torneranno gli Hornets), poi i Nets e infine Indiana, squadre comunque abbastanza altalenanti e di conseguenza poco “pericolose”. Nonostante un campionato perfetto, i texani sono arrivati – probabilmente – troppo stanchi a questi playoff: troppe le partite concesse agli avversari, vedi quelle nella serie contro i Mavs e i Thunder.

La vera forza degli Spurs? Il gruppo . L’organico è uno dei migliori in circolazione, nonostante l’età avanzata. Parker, Duncan, Ginobili, il Trio delle Meraviglie, intramontabili, infiniti. L’innesto del Beli quest’anno è stato di grande aiuto ma soprattutto l’italiano è riuscito a togliersi delle soddisfazioni che non dimenticherà facilmente: primo italiano a vincere il Three Point Shootout agli All Star Game, il primo italiano ad conquistare, e poi a vincere, una Finale di Conference, il primo a giocare La Finale NBA. La voglia di indossare l’Anello è tanto grande, ma prima c’è da vincere una serie, e che serie. Tony Parker, nonostante le paure della vigilia, ci sarà. La “vedetta” è pronta, è pronta dall’anno scorso, quando il titolo sfuggì davvero per poco. L’attesa è finita: che lo spettacolo abbia inizio. “GO SPURS, GO SPURS!”
Finisce l’era dei Boston Celtics di Paul Pierce, Jason Terry e soprattutto della stella Kevin Garnett che ha ottenuto un titolo NBA ottenuto nella stagione 2007-08 con Boston , il titolo di MVP della regular season 2003-04 quando ancora militava nei Minnesota Timberwolves;
inizia quella dei Nets di Brooklyn coach Jason Kidd, la leggenda dell’Nba, che potrà contare sul playmaker Deron Williams e sulle nuove stelle Pierce e Garnett.
La squadra di Prokhorov e Jay-Z dopo essersi trasferita nel 2012 a Brooklyn continua il suo progetto di rafforzamento: il quintetto Deron Williams, Joe Johnson, Brook Lopez e i due nuovi arrivi Garnett e Pierce promette spettacolo.

Dopo aver centrato i play-off nella stagione appena terminata, cosa che non accadeva dal 2006, i Nets chiudono al quarto posto della Eastern Conference ma escono sconfitti contro i Chicago Bulls di Derrik Rose, assente però per infortunio, grazie al 4-3 per la squadra di Chicago,questa sconfitta porta al nuovo corso: via Peter Carlesimo, e dentro Jason Kidd.
Nella notte del Draft 2013 poi il grande salto: lo scambio con la società del Massachusetts che chiude l’era dei Big Three, scontata ma con la sorpresa che Pierce e Garnett non finiscono con l’ex coach Doc Rivers ai Clippers di LA ma a Brooklyn.
In cambio a Boston vanno Jason Terry a Brooklyn, mentre Boston acquisisce Gerald Wallace, Tornike Shengelia, Reggie Evans, il contratto in scadenza di Kris Humphries e tre future prime scelte nel 2014, 2016 e 2018: il 10 luglio lo scambio verrà reso ufficiale.
Il quintetto di base dei Nets è molto competitivo ma la poca esperienza di coach Kidd lascia i bookmakers incerti sull’esito della prossima stagione.
Nella notte anche il Draft con la vera sorpresa Anthony Bennet come prima scelta assoluta da parte dei Cavaliers di Cleveland, primo canadese ad essere chiamato alla numero uno, con invece Brooklyn che si assicura con la 22esima scelta Mason Plumlee dall’università Blue Devils di Durham nel Carolina del Nord.
Il prossimo anno promette scintille per i Nets ed un anno di ricostruzione per Boston.



