Sabato sera arriverà la conferma ufficiale su chi farà parte della classe della Hall of Fame 2019. Fonti di ESPN hanno però già rivelato i nomi dei prescelti: Paul Westphal, Sidney Moncrief, Bobby Jones, Vlade Divac, Jack Sikma, Chuck Cooper, Al Attles, coach Bill Fitch e Carl Braun.
Tra i nomi sopra citati spiccano le assenze delle due ex stelle NBA Ben Wallace e Chris Webber. I due erano dati tra i favoriti per entrare nella speciale famiglia dei grandi del basket USA, ma la scelta sembra essere ricaduta su altri.
Three prominent finalists for the Naismith Basketball Hall of Fame's Class of 2019 — Marques Johnson, Ben Wallace and Chris Webber – were not selected for enshrinement, sources tell ESPN.
— Adrian Wojnarowski (@wojespn) April 6, 2019
Sidney Moncrief ha giocato 10 delle sue 11 stagioni con i Milwaukee Bucks, chiudendo la sua avventura NBA con gli Atlanta Hawks.
È stato cinque volte All-Star (1982, 1983, 1984, 1985 e 1986), oltre che inserito 4 volte nel secondo e 2 volte nel primo quintetto NBA (1983 e 1984). Purtroppo, un importante problema al ginocchio lo costrinse a chiudere la carriera in anticipo senza mai arrivare a vincere un anello.
Moncrief è considerato come una delle migliori guardie difensive degli anni ’80. Il prodotto di Arkansas riuscì a portare a casa per ben due anni il premio di Defensive Player of the Year (1983 e 1984). Sidney fu l’eroe delle Final Four del 1978, prima di venir scelto l’anno successivo con quinta scelta assoluta dai Milwaukee Bucks.
Sidney Moncrief has been elected into the Naismith Basketball Hall of Fame’s Class of 2019, sources tell ESPN. A formal announcement will come Saturday in Minneapolis. Moncrief was a five-time All-Star and five-time All-NBA guard with the Milwaukee Bucks.
— Adrian Wojnarowski (@wojespn) April 6, 2019
Bobby Jones è stato nominato per ben otto volte nel primo quintetto difensivo NBA (dal 1977 al 1984), 4 volte ha preso parte all’All-Star Game (1977, 1978, 1981 e 1982) ed ha vinto il premio di sesto uomo dell’anno nel 1983, riconoscimenti ottenuti interamente con i Philadelphia 76ers.
Prima della NBA, Jones giocò due stagioni nella defunta ABA con i Denver Nuggets. Con il team del Colorado fu eletto nel primo quintetto Rookie e due volte in quello difensivo, con una presenza all’All-Star Game della American Basketball Association. In 941 partite disputate tra ABA e NBA, Jones ha realizzato una media di 20.2 punti, 10 rimbalzi e 4.5 assist a partita.
Bobby Jones has been selected for enshrinement into the Naismith Basketball Hall of Fame Class of 2019, sources tell ESPN. As a forward, he was NBA All-Defensive first-team eight times with the 76ers, and twice ABA All-Defensive first-team. Formal announcement on Saturday.
— Adrian Wojnarowski (@wojespn) April 6, 2019
Vlade Divac, anche un europeo nella Hall of Fame 2019
Vlade Divac è attualmente General Manager dei Sacramento Kings, ma aveva già lasciato il segno da giocatore sia in Europa che nella NBA.
Divac è stato solo il settimo giocatore a riuscire a realizzare 13.000 punti, 9.000 rimbalzi, 3.000 assist e 1.500 tiri bloccati in carriera. Il serbo non ha avuto tanti riconoscimenti in America (per lui solo una sola presenza all’All-Star Game nel 2001 e la nomina nel primo quintetto di Rookie del 1990).
L’ex giocatore di Los Angeles Lakers, Charlotte Hornets e Sacramento Kings ha vinto 2 ori e un bronzo Europeo, un oro e un bronzo mondiale e un argento olimpico con la maglia della nazionale Jugoslava.
Via the International Committee, Vlade Divac has been chosen for induction into the Naismith Basketball Hall of Fame Class of 2019, sources tell ESPN. He’s one of seven NBA players with 13K points, 9K rebounds, 3K assists and 1,500 blocks. Divac had a storied FIBA career.
— Adrian Wojnarowski (@wojespn) April 6, 2019
Chuck Cooper è stato il primo giocatore afroamericano nella storia della NBA ad essere scelto al draft. Ebbe una discreta carriera (6.6 punti, 5.9 rimbalzi e 1,7 assist a match), partita ai Boston Celtics e finita ai Fort Wayne Pistons, passando per i Milwaukee Bucks.
Al Attles fu scelto dagli allora Philadelphia Warriors nel quinto round del Draft NBA del 1960 (il draft non era struttura ancora come lo conosciamo oggi), e ricoprì nella franchigia della Pennsylvania il ruolo di giocatore, allenatore, general manager e ambasciatore.
Attles chiuse la sua carriera con una media di 8.9 punti, 3.5 assist e 3.5 rimbalzi in 711 partite disputate con gli Warriors, in 11 stagioni. Da allenatore, portò Philadelphia alla vittoria del campionato NBA nel 1975. A Philaldelphia, Al si guadagnò il soprannome di “The Destroyer”e la sua maglia numero 16 è stata ritirata dai suoi (oggi) Golden State Warriors.

