Ok, sono i vice-campioni NBA, ma bisogna giocarle le partite per vincerle. Ok, la vittoria è arrivata, ma quanta fatica. C’è voluta come sempre tutta la leadership di LeBron James per togliere Cleveland dalla spiacevole situazione che s’era venuta a creare. Certo, battere gli Hornets che non perdevano da 4 partite consecutive di questi tempi non è cosa semplice, ma i Cavs sembrano vivere un periodo di sbando sul piano del gioco.
POCO MOVIMENTO, POCHE IDEE – Se c’è una cosa che più lascia perplessi rispetto alle altre, è l’alternanza di buone prestazioni a partite mediocri come quella della notte, specie per quanto riguarda il gioco offensivo. Pronti-via e i Cavs erano già spenti: zero movimenti, zero P&R a liberare i tiratori, zero idee; solo qualche lampo di genio individuale. Primo tempo salvato dai punti di Love e James per lo più, per il resto poca cosa l’attacco dei Cavs. E, infatti, nel secondo tempo della partita, le lacune evidenziate nel primo tempo sono diventate ancor più evidenti: 4 palle perse consecutive ad inizio terzo-quarto, canestro che sembrava essersi ristretto e vantaggio di +8 degli Hornets a tratti. È stato a quel punto che è salito in cattedra LeBron James, che sicuramente non avrà apprezzato la gestione delle partite dei Cavs: serve al più presto una sterzata se si vuole ambire a qualcosa di grande, sull’altra costa non ne perdono una.
LOVE SI, LOVE NO – Croce e delizia di questi Cavs, ma si sapeva già dal momento in cui è stato ri-firmato il contratto in estate. Offensivamente non si discute, rimbalzi ne raccoglie e anche tanti. Certo, in difesa le carenze continuano ad essere evidenti e preoccupanti oramai. Preoccupanti al punto di costringere coach Blatt ad una scelta decisa ed inequivocabile: lasciare Love in panchina per tutto l’ultimo quarto di gioco. Risultato? Il quintetto piccolo che ha vinto James tornare indietro di qualche anno a giocare per tanti minuti nello spot di PF con Thompson nel ruolo di pivot, ha relegato gli Hornets a 14 miseri punti (8 negli ultimi 10 minuti), con i Cavs che hanno completato la rimonta vincendo una partita piuttosto rognosa.
HORNETS, È MANCATA SOLO UN PO’ DI LUCIDITÀ – Partita giocata al meglio delle proprie possibilità dai Charlotte Hornets. Tutti quanti, dal quintetto alla panchina, hanno svolto il proprio lavoro ottimamente: Batum sempre pronto a sfruttare le lacune difensive dei Cavs e clinico quando si tratta di far male offensivamente; Jefferson puntuale in difesa e pericoloso nel pitturato avversario ma anche dalla media distanza; Kaminsky e Zeller hanno apportato una buona dose di energia dalla panca e anche il duo Lin-Lambe ha creato diversi grattacapi specie nel terzo-quarto. La maggiore reattività, i tagli dal backdoor e a lunghi tratti una maggiore voglia di vincere, parevano aver indirizzato la partita sui binari dei padroni di casa, salvo poi perdere la bussola negli ultimi 10 minuti di gioco in cui gli Hornets hanno trovato difficoltà nell’arrivare a canestro.

















