Chris Paul da lezioni di basket a Portland contro i Trail Blazers: per Cp3 fresco dello scivolone contro Curry, arriva una prestazione sensazionale.
Ecco tutte le sue giocate:
https://www.youtube.com/watch?v=h8cMl5ARXZI
Chris Paul da lezioni di basket a Portland contro i Trail Blazers: per Cp3 fresco dello scivolone contro Curry, arriva una prestazione sensazionale.
Ecco tutte le sue giocate:
https://www.youtube.com/watch?v=h8cMl5ARXZI
Solo quattro gare nella notte: i San Antonio Spurs espugnano l’AmericanAirlines Arena di Miami con un Kawhi Leonard da 22 punti e 9 rimbalzi e 4 palle recuperate, un Tony Parker da 16 punti alla sua millesima partita in carriera e un punteggio di 95-81. Tra gli Heat, 19 punti per Goran Dragic.
Nel big match di serata, i Golden State Warriors battono i Los Angeles Clippers per 110-106 nonostante il quarantello di Blake Griffin. In una gara contrassegnata da momenti come questo e risolta negli ultimi secondi, il leone volante mette 40 punti, 12 rimbalzi, 5 assist e 2 stoppate, ma non basta contro gli Splash Brothers (27 punti Curry e 25 Thompson), che fanno la voce grossa in quel di Los Angeles e portano a casa la 61esima vittoria stagionale. 27 punti per Chris Paul, 14 per J.J. Redick.
I Nets battono Pacers e riguadagnano l’ottavo posto ad Est sottratto ieri dai Celtics in una lotta all’ultimo sangue per gli ultimi posti d’accesso alla post season. 24 punti per un Brook Lopez in grande spolvero, 28 per George Hill.
Gli Hawks concedono, infine, la vittoria ai Pistons, lasciando giocare solo metà gara al quintetto titolare. Drummond va in doppia doppia con 22 punti e 13 rimbalzi e Caldwell-Pope aggiunge 18 punti, mentre dall’altro lato il top scorer è Sefolosha con 19 punti dalla panchina.
(George Hill 28 Pts, Brook Lopez 24 Pts)
(Thabo Sefolosha 19 Pts, Andre Drummond 22 Pts)
(Kawhi Leonard 22 Pts, Goran Dragic 19 Pts)
(Stephen Curry 27 Pts, Blake Griffin 40 Pts)
Sebbene sia ancora dolorante al ginocchio sinistro, Nate Robinson starebbe, secondo le ultime voci riportate da Ben Bolch del Los Angeles Time, migliorando a vista d’occhio, tanto da pensare ad un recupero rapido, non escludendo quindi la possibilità di vederlo ancora in questa stagione.
Infatti, sebbene non sia stato rinnovato a causa dell’infortunio incorso da parte dei Los Angeles Clippers dopo i due decadali, sarebbe recente il rinnovato interessamento di Doc Rivers, da sempre estimatore di Nate The Great.
Come confidato a Bolch dallo stesso head coach, la possibilità di vedere Nate con la canotta dei Clippers è più che concreta, dato che il giocatore sarà pronto per essere schierato già dalla prossima settimana e un elemento che porta in dote una grande energia ma allo stesso tempo così tanta esperienza, è certamente una delle pedine mancanti nello scacchiere della compagine losangelina che nonostante abbia un elevato concentrato di talento, non ha ancora il killer istinct tipico delle grandi squadre.
Tuttavia, il destino di Robinson è legato anche al fattore di tipo numerico, poichè i tasselli nel roster ora sono tutti occupati, quindi sarà possibile avere Robinson soltanto al termine del decadale di Lester Hudson, l’MVP del campionato cinese per due anni consecutivi.
Per NBA Passion,
Francesco Tarantino
Durante la partita della scorsa notte tra Clippers e Celtics al TD Garden di Boston è andato in scena l’ennesimo episodio della saga di “Lob City”, che vede come protagonisti indiscussi Deandre Jordan e Blake Griffin. Nel corso del secondo quarto, su una situazione di pick-and-roll, Chris Paul ha alzato un lob al centro dell’area e Jordan, in taglio, ha afferrato la palla ad un’altezza anormale per il 90% dei giocatori NBA e l’ha schiacciata violentemente nel canestro. Dal punto di vista difensivo, il giocatore addetto all’aiuto dal lato debole, Evan Turner, non ha potuto far altro che guardare il centro dei Clippers decollare sopra il ferro dato il suo colpevole ritardo nella rotazione. Jordan ha chiuso la gara con 15 punti e 14 rimbalzi nella comoda vittoria della squadra “Los-Angelina” per 119-106, in cui la banda di Rivers ha condotto anche con un margine superiore ai 30 punti, salvo un rientro dei Celics sino al meno 9 a metà dell’ultimo quarto.
Parlando più in generale, i Clippers si trovano forse nel loro momento migliore della stagione, con 8 vittorie nelle ultime 10 partite, un bell’affare se si calcola che mancano due settimane alla fine della regular season e che Memphis è in caduta libera, avendo perso anche questa notte in casa dei campioni in carica.
Per NBA Passion,
Alessandro Maritato
Il finale della Regular Season è sempre (o quasi) visto come qualcosa di noioso, una fetta di stagione nella quale i verdetti sono quasi tutti emessi, dove troviamo franchigie che iniziano a programmare la prossima stagione e altre che incominciano a tirare il fiato in vista degli imminenti Playoffs: non questa volta, però. Quest’anno si prevede un finale di Regular Season molto avvincente con diverse situazioni ancora in ballo che potrebbero cambiare il destino della stagione in corso. Nell’appuntamento di oggi con la rubrica #123Ragioni individueremo 3 validi motivi per cui questo finale di Regular Season sarà incandescente:
1 – Lotta serrata per i Playoffs
Eh sì. La lotta ai Playoffs, quest’anno, è più avvincente che mai. Mancano soltanto 10 partite alla conclusione di questa Regular Season, 10 partite e avremo finalmente il quadro completo dei Playoffs che verranno e, se ad Ovest oramai la pratica sembra praticamente archiviata con i Thunder che presidiano l’ottavo posto con un vantaggio di 3 vittorie sui Pelicans, primi inseguitori, ad Est nulla è certo e tutto è da guadagnare: 5 franchigie che si danno battaglia da almeno un mese, tutte quante racchiuse in un margine di 2.5 vittorie; tutti a caccia del settimo e dell’ottavo posto nella Conference, gli ultimi due disponibili che consentiranno l’accesso ai tanto agognati Playoffs. Una lotta serrata con nessun team che può vantare il favore dei pronostici rispetto agli altri, una corsa emozionante ed entusiasmante che sta tenendo i fans delle franchigie chiamate in causa, e non solo, sulle spine, in attesa del verdetto finale che decreterà ‘vincitori e sconfitti’. Pacers, Heat, Celtics, Hornets e persino i Nets, tanto discussi e tanto criticati ma ancora lì, pronti a dire la loro per una partecipazione alla Post-Season che verrà: chi la spunterà?
2 – Mezzogiorno di fuoco nel vecchio West
“Wild Wild West” recitava il titolo di un film del 1999 che annoverava Will Smith tra gli attori del proprio cast. Già, ‘Selvaggio West’ è il termine più appropriato per descrivere la situazione che s’è venuta a creare nel corso di questa stagione nella Western Conference.
Le premesse ad inizio stagione c’erano tutte, con le solite franchigie note e con qualcuna, invece, in rampa di lancio, pronta a dare qualche grattacapo alle vecchie potenze dell’Ovest: è il caso dei Warriors dell’esordiente coach Steve Kerr, che hanno dominato l’intera RS a suon di vittorie, dando filo da torcere a destra e a manca a chiunque tentasse di intaccare il loro predominio. È il caso dei Grizzlies, confermatisi una delle franchigie più solide della NBA, o dei Blazers, che sono migliorati rispetto allo scorso anno, e i Rockets che, migliorando la propria fase difensiva, hanno automaticamente migliorato la propria percentuale di vittorie. E poi? Poi troviamo i soliti noti, con i Clippers che, salvo sorprese ai Playoffs, possono essere annoverati tra le delusioni di questa stagione insieme ai Thunder; i soliti Spurs vecchi avvoltoi famelici pronti, ancora una volta, a dare battaglia per il titolo, nonostante un record al di sotto dei loro standard e, infine, i Dallas Mavs, partiti con grandi propositi ma che, dopo l’arrivo di Rondo, anziché migliorare sembrano aver perso qualcosa. Una Western Conference ricca di talento e team pronti a farsi la guerra in questo finale perché, essendo una delle Conference più equilibrate mai viste nella storia NBA, il fattore campo può tornare sempre utile ai Playoffs e, con Blazers, Clippers, Spurs e Mavs racchiusi tra il 4° e il 7° posto nel misero margine di 2.5 vittorie, le 10 partite che verranno, saranno decisive nel cammino verso le Finals.
3 – Corsa al Draft
Abbiamo parlato di Playoffs, di una Western Conference non ancora sazia di battaglia, ma poi c’è il risvolto della medaglia, quel ‘dark side of the moon’ che sta vivendo una pessima stagione a causa di record ingloriosi, una porzione di franchigie deve accontentarsi delle briciole, nella speranza di un futuro migliore rispetto al presente che sta vivendo: parliamo ovviamente dei team che sicuramente andranno a contendersi le migliori scelte del prossimo Draft.
Knicks, Timberwolves, Kings, Sixers, Magic e persino i tanto gloriosi Lakers rientrano in questa particolare categoria. “Una lotta a chi ne perde una in più” potremmo definirla, anche se sarebbe poco rispettoso nei confronti del lavoro svolto durante il corso di tutta la stagione da parte dei giocatori, dello staff e dei dirigenti che, nonostante gli scarsi risultati prodotti sul campo, hanno comunque dato il meglio di sé stessi. In questa zona di classifica un po’ più inombrata, a farla da padrona sono i New York Knicks del presidentissimo Phil Jackson che, attraverso varie operazioni attuate già in corso di stagione, sta provando a ridare il lustro che una franchigia come quella della ‘Big Apple’ merita. L’obiettivo dichiarato (e per questo coach Zen s’è beccato anche una multa da parte della lega) ha un nome soltanto: Jahil Okafor. Il centro da Duke è il sogno proibito di ogni General Manager che gestisce una delle peggiori franchigie della lega, ma solo una riuscirà ad avere la fortuna di mettere sotto contratto questo grande prospetto: in vantaggio sembrano esservi proprio i Knicks che possono “vantare” il peggior record della lega, ma attenzione alle sorprese dietro l’angolo. Cavs docet: mai dare per scontata la Draft Lottery che, non ultima lo scorso anno, ha riservato sempre delle grandi sorprese dietro l’angolo.
Insomma, che sia la lotta ai Playoffs, ad un miglior posizionamento nella Conference o alla migliore scelta possibile del prossimo Draft, una cosa è certa: quest’anno, il finale di Regular Season potrà continuare a riservarci grandi sorprese e tante emozioni.
Per Nba Passion,
Mario Tomaino
I Los Angeles Clippers, dopo la vittoria contro i Philadelphia 76ers nella notte, hanno staccato il loro biglietto per i playoffs: si tratta della quarta partecipazione consecutiva alle fasi finali.
Nonostante la notte super del rookie Noel, con 30 punti e 14 rimbalzi (recor in carriera di punti registrati), Doc Rivers ha avuto vita abbastanza facile, trascinato da Chris Paul da 25 punti e 7 assist e dalla doppia doppia di Jordan da 17 punti e 20 rimbalzi.
Si tratta della prima volta nella storia della franchigia che i Clippers raggiungono per la quarta volta consecutiva i playoffs: a Los Angeles si lavora in grande, ma manca ancora molto per poter impensierire franchigie come Spurs, Warriors e Grizzlies.
A quando il definitivo salto di qualità per la franchigia allenata da un vecchio lupo di mare come Doc Rivers?
Dopo il ritrovamento delle registrazioni contenenti frasi giudicate razziste, l’ex proprietario dei Clippers, Donald Sterling, fa ancora parlare di sé, infatti, come riportato da ESPN, l’ultra-ottantenne miliardiario sembra esser stato defraudato dalla giovanissima fidanzata, la quale lo avrebbe costretto a sperperare i soldi ricavati da immobili appartenenti alla moglie, Shelly Sterling, in regali di lusso, come macchine, gioielli e abiti firmati: insomma non si è fatta mancare davvero nulla.
E’ stata intentata, quindi, una causa poichè Shelly Sterling rivuole indietro i soldi dal primo e ultimo centesimo, senza mollare nemmeno un centimetro, il conto ammonta all’incirca a 3.6 milioni di dollari, non proprio una piccola somma.
In tutto questo, Donald Sterling ha sempre negato l’evidenza, sebbene la moglie lo avesse scoperto, non ha mai ammesso, quantomeno pubblicamente, di avere una relazione con la sig. Stiviano.
La vicenda è solo all’inizio, ci aspettano numerosi retroscena, chi sarà a spuntarla?
Per NBA Passion,
Francesco Tarantino
I campioni in carica di San Antonio tornano a vincere con un punteggio da record contro Oklahoma City: 130 punti per gli uomini di Gregg Popovich, mai così prolifici in questo campionato, mentre i Thunder restano a quota 91, giocando meno di metà gara e con soli 16 punti a testa per Westbrook e Kanter. Nel giorno del suo ventinovesimo compleanno, Belinelli si regala 6 punti in 18′, con 2/3 da tre, 4 rimbalzi e 2 assist.
I Miami Heat riescono ad espugnare il TD Graden di Boston e a scavare un piccolo ma rassicurante solco dalle altre quattro contendenti agli ultimi due posti per i Playoffs ad est: Goran Dragic mette 22 punti e 7 assist, Udonis Haslem aggiunge 12 punti e 12 rimbalzi, mentre, tra i Celts, Jae Crowder registra 16 punti dalla panchina. 6 punti in 12′ per un buon Datome.
I Clippers battono i Knicks al Madison Square Garden con il più ampio margine mai registrato nella storia dei LAC sul campo newyorkese: 111-80 per gli uomini di Doc Rivers, artefici della 5^ sconfitta consecutiva per i Knicks. 11 punti per Chris Paul, 18 per Cleanhony Early. 6 punti in 19′ per Andrea Bargnani.
La sfida tra le seconde della classe di est e ovest si risolve a favore dei Cleveland Cavaliers: Kevin Love piazza 22 punti e 10 rimbalzi, LeBron James realizza 20 punti e 8 rimbalzi, mentre, tra i Grizzlies, Marc Gasol registra 18 punti.
I Blazers espugnano Salt Lake City e interrompono la striscia di cinque sconfitte consecutive: season-high per Damian Lillard che aggiunge 12 rimbalzi ai suoi 23 punti; tra i Jazz, invece, 22 punti per Burke, 26 per Favors.
I Los Angeles Lakers vincono a Minneapolis in over time grazie a due liberi centrati da Jordan Clarkson a 0.3 secondi dalla sirena. 20 punti in totale per lui, 27 per il migliore dei padroni di casa, Andrew Wiggins.
I Rockets battono i Pelicans a New Orleans per 93-95: 25 punti per Harden, 7 rimbalzi per Dwight Howard al rientro dall’infortunio, 28 punti per Tyreke Evans. Atlanta torna alla vittoria a Orlando, grazie ad un Millsap da 25 punti, mentre, con un Lopez da 34 punti, Brooklyn batte Charlotte e continua ad animare la corsa ai PO di Est, riagguantando gli Hornets in classifica (entrambe hanno un record di 30-40). Nonostante un John Wall da 34 punti, Indiana espugna il Verizon Center di Washington grazie ai 29 punti di Hill, mentre Toronto, pur battuta in casa da Chicago, conquista la matematica qualificazione alla post season. Denver perde a Philadelphia, con 25 punti di Covington e un Gallinari da 8 punti in 31′. Sacramento batte Phoenix grazie ai 24 punti di Cousins.
(Lopez 34 Pts Jefferson 23 Pts, Henderson 23 Pts)
(Rivers 21 Pts, Early 18 Pts)
(Millsap 25 Pts, Payton 19 Pts)
(Hill 29 Pts, Wall 34 Pts)
(Butler 23 Pts, Vasquez 22 Pts)
(Dragic 22 Pts, Crowder 16 Pts)
(Irving 24 Pts, Gasol 18 Pts) (videorecap)
(Clarkson 20 Pts, Wiggins 27 Pts)
(Harden 25 Pts, Evans 28 Pts)
(Covington 25 Pts, Lawson 19 Pts)
(Lillard 23 Pts, Favors 26 Pts)
(Westbrook 16 Pts, Kanter 16 Pts, Parker 21 Pts)
(Cousins 24 Pts, Morris 24 Pts)
Con i suoi 40 punti, Danilo Gallinari è il top scorer assoluto di questa domenica in NBA: il Gallo porta Denver alla vittoria contro Orlando e registra, oltre al quarantello, 7 rimbalzi, 4 assist, 3 palle recuperate e 2 stoppate, con 12-21 al tiro e 6-13 da tre.
In quel di Oklahoma City, invece, si continua la rincorsa all’ultimo posto disponibile ad Ovest, con la decima tripla doppia stagionale di Russell Westbrook (roba che non succedeva dal campionato ’07/’08) ed un Enes Kanter da 27 punti e 12 rimbalzi.
I Clippers, trascinati dal rinato duo Griffin-Paul (23 punti a testa, più 11 assist e 7 rimbalzi per il secondo), riescono ad avere la meglio di New Orleans nella serata del ritorno in campo di Anthony Davis, che non fa mancare il suo apporto ai Pelicans, registrando 26 punti, 12 rimbalzi e 5 assist, ma non basta per espugnare lo STAPLES Center.
Nelle altre gare della notte, Cleveland batte Milwaukee in scioltezza, San Antonio vince ad Atlanta con un Kawhi Leonard in doppia doppia da 20 punti, 10 rimbalzi e 7 assist, Detroit batte Boston in Over Time con un Caldwell-Pope da 27 punti e 8 rimbalzi, Phoenix batte Dallas, superando New Orleans al nono posto ad est e i Lakers vincono contro Philadelphia con i 29 punti di Jeremy Lin.
(James 28 Pts, Carter-Williams 19 Pts)
(Whiteside 13 Pts, Kanter 27 Pts)
(Splitter 23 Pts, Millsap 22 Pts)
(Davis 26 Pts, Paul 23 Pts, Griffin 23 Pts)
(Thomas 24 Pts, DeRozan 23 Pts)
(Beal 19 Pts, Gay 26 Pts)
(Caldwell-Pope 27 Pts, Turner 23 Pts)
(Gallinari 40 Pts, Oladipo 21 Pts)
(Williams 24 Pts, Dieng 16 Pts)
(Parsons 19 Pts, Bledsoe 20 Pts)
(Robinson 14 Pts, Lin 29 Pts)
Uno dei talloni di Achille dei Los Angeles Clippers è sempre stato lo spot di small forward che non è mai stato coperto da giocatori adeguati ai grandi obbiettivi della franchigia, ma soprattutto che non hanno mai soddisfatto alcuna aspettativa.
In attesa di questa offseason, nella quale si libereranno tante ali piccole interessanti, il titolare ad ora è Matt Barnes, buon giocatore ma non eccelso. Il front-office dei Clippers aveva fatto intuire che non ci sarebbero più state aggiunte al roster, nonostante la presenza di difetti evidenti. Con l’infortunio di Barnes, però, lo scenario sembra cambiato e lo stesso head-coach, Doc Rivers, ha anticipato l’annuncio di un futuro acquisto per cercare di colmare la carenza a livello di numero.
Le opzioni tra i free-agent sono molteplici, il gm dei Clippers ne sta monitorando alcuni e sono emersi già i primi candidati: Jordan Hamilton, già firmato con un decadale o Eric Griffin che attualmente sta giocando in D-League.
Vedremo chi arriverà a trovare un accordo con i Clippers, quale dei due sarebbe meglio per la franchigia losangelina?
Per NBA Passion,
Francesco Tarantino
(Brooks 24 Pts, Henderson 20 Pts)
(Cousins 39 Pts, Covington 24 Pts)
(Payton 20 Pts, Turner 30 Pts)
(Wade 25 Pts, Lowry 19 Pts)
(Dieng 21 Pts, Westbrook 29 Pts)
(Redick 17 Pts, Parsons 22 Pts)
(Holiday 23 Pts, Gallinari 24 Pts, Faried 24 Pts)
(Millsap 23 Pts, Morris 22 Pts)
(Monroe 19 Pts, Lillard 28 Pts)
33 punti, 9 assist e 4 rimbalzi per Chris Paul, che, nella tana dei Thunder, piega i sogni di gloria di Russell Westbrook e di tutta Oklahoma City.
https://www.youtube.com/watch?v=-zgyFB3OZLE
