I Connecticut Huskies non hanno bisogno di presentazioni, sono tra gli atenei più vittoriosi nella storia del basket NCAA, e con i quattro titoli vinti si piazzano al sesto posto tra i college più trionfali.
La scorsa è stata una stagione deludente: Ryan Boatright è stata praticamente l’unica nota positiva della squadra. Non sono riusciti ad approdare alla “March Madness”, il Torneo NCAA, e si sono dovuti accontentare di un record di 20 partite vinte e 15 perse: risultato sicuramente non deludente in assoluto, ma insoddisfacente rispetto all’anno precedente quando vinsero il Torneo NCAA.

Festeggiamenti dopo il quarto titolo di UConn
Per quanto riguarda il recruiting, durante l’estate è arrivato un playmaker molto offensivo, Jalen Adams, finito 25° nei ranking ESPN; e Steven Enoch, un centro di 2.10 metri molto forte fisicamente. Da Cornell University si è trasferita l’ala forte Shonn Miller e dai Seton Hall Pirates il playmaker Sterling Gibbs.
Dopo la partenza con destinazione NBA del miglior giocatore della squadra, il compito di go-to-guy sarà assegnato al freshman Jalen Adams. Playmaker della nuova generazione molto talentuoso, che fa dell’abilità di segnare il punto di forza maggiore. È proprio quello di cui hanno bisogno i tifosi di Connecticut.
Il quintetto titolare di UConn la prossima stagione potrebbe essere: Jalen Adams, playmaker; Rodney Purvis, guardia; Daniel Hamilt, ala piccola; Shonn Miller, ala grande e Amida Brimah come centro.
Si presume che la prossima, per gli Huskies, sarà un’annata di transizione. Per quanto riguarda il gioco, con la partenza di Boatright ci saranno meno individualità in fase offensiva, e ci sarà una maggiore partecipazione di tutti gli elementi a disposizione di coach Ollie. Gli obiettivi saranno pochi e modesti. Forse il traguardo più alto raggiungibile potrebbe essere un upset al Torneo NCAA o nel corso della stagione, a danno di qualche colosso, come Kentucky e Duke. Ma il compito sembra molto arduo, dato che gli Huskies sono fuori da ogni ranking dei migliori venticinque college, ma si sa, nell’NCAA gli upset sono dietro l’angolo.
Per NBA Passion,
Federico Paschetta



