Invitati da Samsung Italia siamo stati in anteprima alla NBA Digital Exhibition, che si sta tenendo a Milano dal 16 Novembre al 4 Dicembre: Curatore della mostra è Massimiliano Finazzer Flory, ex assessore alla cultura del capoluogo Lombardo.
Finazzer Flory (Monfalcone,17 Giugno 1964) E’ un attore,drammaturgo e regista teatrale italiano. Vive e lavora tra Milano e New York. A margine di quest’ evento ha accettato di rispondere ad alcune domande sulla mostra e su cosa il basket significhi per lui.
NBAPassion.com: NBA Digital Exhibition, com è nata l’idea di questa mostra?
Finazzer Flory: “ Questa mostra parte dall’idea che dobbiamo dare storia al basket. Storia ma anche capacità di fare essere spettacolo e per unire entrambi bisognava partire da un anno il 1976.”
Una data sicuramente importante..
“Si perché si presenta per la prima volta sulla scena internazionale un’icona, cioè Dr. J. Un giocatore che diverrà un punto di riferimento comunicativo; insieme a questa intuizione la mostra si sviluppa come un film che lega insieme approfondimenti tecnici per far cresce il basket nei fondamentali, nelle regole. Abbiamo bisogno di spettatori che si avvicinino al nostro mondo.”
Parlando appunto di sport cosa l’ ha interessata di più di questa mostra?
“Le storie di emancipazione. Storie di giocatori poveri diventati famosi, città non conosciute rese protagoniste. Storie di campetti, di playground circondati da amore e passione: l’ America.”
Il basket come specchio della società?
“Mi piace il basket, lo amo, perché probabilmente presenta il miglior volto degli USA. Storie di integrazione, di emancipazione, di libertà e di arte”
Prendendo spunto dalla sua ultima affermazione la domanda sull’attuale situazione americana mi sembra doverosa.
“La vedo come frutto e figlia di quell’America liberale e in cui chiunque vinca, come nel caso di Trump, non toccherà mai le libertà fondamentali. The Bill of rights, i diritti sono ancora qualcosa di antropologicamente molto solidi in America. Gli anticorpi alla politica lì sono più forti che in altre parti del mondo”
Ultima domanda, diciamo più intima, lei come tifoso?
“Eh come tifoso in Italia non mi va male visto il mio tifo Olimpia. Nel nostro paese quindi bene ma già in Europa abbiamo qualche difficoltà. In NBA confesserò di essere un tifoso Knicks, mi sembrava di avere una bella squadra e invece…”
Dobbiamo a questo l’omaggio ad inizio dell’esposizione quindi?
“Assolutamente! Ho allestito nella smart room della mostra, nella home, un letto con le coperte ed i disegni dei Knicks; Non tanto per andare a dormire, a riposarmi, ma per stendermi sperando di vedere delle belle vittorie.”

Rip Hamilton in azione contro i Knicks al Madison Square Garden
Oggi sarà presente alla mostra anche l’ex cestista in NBA Rip Hamilton, avremo la possibilità di intervistarlo e scambiarci quattro chiacchiere.


