Hassan Whiteside è senza dubbio uno dei giocatori più decisivi della lega intera; a suon di prestazioni, il centro di Miami sta dimostrando il suo valore e la sua incisività, soprattutto nel pitturato. Buone performances portano come sempre a voci di mercato, soprattutto se il giocatore in questione è in una squadra di bassa classifica, come gli Heat di questa stagione.
I numeri di Hassan
Il centro di Miami, a conferma delle parole scritte sopra, è primo nella classifica dei rimbalzisti: 14.4 rpg, battendo DeAndre Jordan e Dwight Howard, rispettivamente con 13.7 e 13.4. A questo dato si aggiungono i 17.7 punti e le 2.2 stoppate per partita. E, se questi numeri non fossero sufficienti, basta guardare qualsiasi partita di Miami per osservare l’importanza di Whiteside nei giochi, sia offensivi che difensivi di Miami (a maggior ragione adesso, con le assenze di Justise Winslow e Josh Richardson).

Whiteside in azione contro Steph Curry
L’incisività di Hassan, insieme a quella del play Goran Dragic, sta provando a tenere a galla gli Heat; molto spesso non basta, anche se questo centro da 2.13 Mt e 120 Kg riesce a dominare l’area col suo fisico imponente, come contro Golden State, sfida persa 95-107.
Pericolo di perderlo?
Proprio perchè è una delle poche note positive della stagione degli Heat, è più che legittimo il dubbio di poterlo perdere. Il discorso da fare è simile a quello fatto per Cousins e Davis, giocatori importanti in squadre che non riescono a rendere a sufficienza. Poco prima della partita contro i Warriors, Hassan ha cercato di tranquillizzare tutti i fan della franchigia della Florida: “Non presto attenzione alle voci sul mio futuro. E’ normale che quando si cambiano 8 giocatori si può fare fatica durante la stagione; siamo anche stati sfortunati sugli infortuni, ma questo fa parte del gioco”.

A fare da contraltare alle voci del diretto interessato ci sono dei rumors che vedono il futuro di Whiteside lontano dalla Florida, nonostante l’ottimo contratto firmato a Luglio di 98 milioni di dollari per 4 anni.
Soltanto nei prossimi mesi si potrà chiarire la sua situazione. Intanto, è bene che i tifosi degli Heat si godano le sue prestazioni, anche perché, oltre lui, a Miami c’è davvero poco.






La guardia tiratrice arrivata dai Thunder ha totalizzato 19.3 punti di media nelle ultime quattro partite, ma il problema risale nella sua incostanza, che peraltro nella sua carriera professionistica è stata sempre presente. Guardando nello specifico, Dion ha segnato ben 27 punti contro san Antonio con il 46% dal campo; solo 11 contro Atlanta con il 27% di realizzazione; contro i Bucks ha segnato 23 punti, con un’ottima percentuale: ben 45%; e infine, 43% dal campo contro i Wizards, per un totale di 16 punti. E il fenomeno analizzato non riguarda solo questi ultimi 4 incontri, ma tutte le prime 12 partite: si passa dall’11% contro OKC, al 50% contro Sacramento, alterando partite da 4 punti (come contro Utah e Toronto), a partite con 20 punti (contro Sacramento) o come quelle già menzionate contro Parker e compagni e contro i Bucks. L’importanza della guardia tiratrice negli schemi offensivi è chiara: potersi fidare di colui che può mettere tante triple e tanti tiri dalla media distanza implica una sicurezza offensiva in più, oltre che generare il timore dell’avversario che, cominciando a raddoppiare il giocatore in questione, lascia libero uno del quintetto, con il risultato di arrivare più facilmente a un tiro costruito bene. Quando Dion ha le “mani calde”, Miami diventa pericolosa.







