37 punti con 12-18 al tiro e 3-6 da tre, per Kyrie Irving: grazie alla sua giocata finale, i Cavs vincono col punteggio di 90-87, al Madison Square Garden di NY contro i Knicks.
irving
La gara di pre season di stanotte tra Chicago e Cleveland ha visto trionfare i Cavs di LeBron James e Kevin Love, ma i veri protagonisti della nottata sono state le due Point Guard di Bulls e Cavaliers,
Derrick Rose e Kyrie Irving! 30 punti per D-Rose in 24 minuti, con 12-18 dal campo e 4 bombe su 5 messe a segno. 28 punti per Irving, con 10-19 al tiro e 7-8 dalla lunetta.
Ecco gli highlights dei due play!
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I Big Three e non solo: il quintetto e la rotazione dei Cavaliers
Scritto da Alessandro Maritato
Quest’estate il mondo dei Cleveland Cavaliers si è ribaltato come un calzino, tutto l’ambiente si è ridestato dopo anni di torpore e dopo una stagione da 33 vinte e 49 perse, scosso dalla notizia più inaspettata, ma allo stesso tempo più sognata: THE KING IS BACK!
The Chosen One, Mister Lebron James, il figliol prodigo, torna a casa, nella città dove è diventato superstar prima e grande nemico poi, a causa della Decision di portare i suoi talenti a South Beach nell’ormai lontanissima estate 2010. Questa scelta, insieme al rinnovo di Kyrie Irving, nuovo idolo della Quicken Loans Arena e fresco Mvp degli ultimi Mondiali spagnoli, ha portato all’arrivo di un altro pezzo da novanta: Kevin Love, in uscita da Minnesota. Mr Double Double,scambiato con tre giocatori fra i quali la prima scelta del Draft 2014 Andrew Wiggins, va a comporre un trio che in molti hanno già rinominato i nuovi Big Three, sui quali Cleveland punta per coronare finalmente quel sogno chiamato Titolo Nba e solo accarezzato in passato (vedi finale persa nel 2007 ai danni dei San Antonio Spurs).
Ad avere lo scomodissimo e bellissimo compito di schierare ogni sera la squadra più forte sarà David Blatt, fresco vincitore dell’ultima Eurolega col suo Maccabi Tel Aviv e primo europeo a diventare head coach di una franchigia Nba.
Analizziamo ruolo per ruolo il minutaggio dei giocatori nel roster dei Cavaliers:
1) Point Guard:
Nel ruolo di point guard, Irving è chiamato alla stagione della definitiva maturazione, dove avrà non solo il compito di affondare il colpo e di concludere in prima persona, ma soprattutto quello di mettere in ritmo i compagni. Sotto i 35 minuti a partita scenderà di rado, solo in caso di riposo o di infortunio.
A dargli fiato un play più vecchio stampo come l’australiano Dellavedova messosi in luce anch’egli, come il compagno di reparto, agli ultimi Mondiali. Il suo utilizzo potrebbe raggiungere e superare nelle serate di gloria i 10 minuti.
2) Shotting Guard:
Accanto a Irving ci sarà Dion Waiters, che coach Blatt ha schierato nello starting five nella prima amichevole stagionale contro il Maccabi. Il prodotto di Syracuse Orange viene da un’annata chiusa a 15.9 punti in 29.6 minuti a partita, medie che potrebbero anche lievitare in questo nuovo corso nonostante l’arrivo nello spot di shooting guard di due veterani voluti fortissimamente da Lebron come Mike Miller, in uscita da Memphis, e James Jones, reduce da 6 anni e 3 titoli a Miami. Entrambi saranno utilissimi dalla panchina soprattutto in partite tirate, quelle da clima playoff. Il primo in particolare può colmare quelle lacune manifestate da Waiters sul tiro da 3, punendo così le difese avversarie sugli aiuti causati da LBJ, Irving e Love. James Jones invece darà quei 5 minuti di qualità e grande intensità utili a mantenere sempre un livello di gioco sopra la media. Tutte queste valutazioni sono però legate ad un grande punto interrogativo, un’altra Decision dopo quella di James: Ray Allen accetterà questa nuova sfida verso un altro Anello o preferirà altri lidi (se non perfino il ritiro della sua mitica 30)? Qualunque cosa decida Jesus Shuttlesworth ci saranno delle ripercussioni sulle rotazioni delle shooting guard dei Cavs, che potrebbero anche ritrovarsi improvvisamente con 4 giocatori nello stesso ruolo.
3) Small-Power Forward
Nello spot di small forward e di power forward i dubbi per coach Blatt sono davvero pochi: Lebron James e Kevin Love sono destinati ad essere i leader di questa squadra sia in termini di punti,che di rimbalzi e minuti. Potenzialmente la coppia può essere la più devastante del Nba, soprattutto dopo il duro lavoro estivo, unito ad una dieta ferrea, del Prescelto, che gli permetterà di tornare nel suo vecchio ruolo di small forward e di convivere così con Love. Dalla panchina ecco Shawn Marion, altro grande veterano voluto sempre dal “G.M” Lebron, per cui vale lo stesso discorso fatto per Miller e Jones: sono uomini che si riveleranno decisivi quando il gioco si farà duro. Lou Amundson, ultimo aggiunto al roster, è chiamato a dare grande energia con la sua fisicità (10.1 rimbalzi e 2.0 stoppate a partita in carriera) nei pochi minuti in cui dovrà dar fiato a Love.
5) Center:
Infine ecco l’unico dubbio amletico da sciogliere per David Blatt: lo spot di center. Il titolare dovrebbe essere Tristan Thompson, che viene da una stagione chiusa a 11.7 punti e 9.2 rimbalzi a partita, preferito a Anderson Varejao, giunto alla decima stagione in maglia Cavaliers, maglia che il brasiliano sente ormai come una seconda pelle e che onora in ogni gara (anno passato 9.7 rimbalzi ogni sera). I due centri si spartiranno più o meno equamente i 48 minuti a disposizione, con la freschezza e l’esplosività di Thompson a far pendere qualcosa in più dalla sua parte. A Brendan Haywood, utile solo nel caso malaugurato di infortuni, il compito di sventolare gli asciugami e tifare i compagni.
Le novità a Cleveland insomma non mancano, si preannuncia un’annata alquanto elettrica, coi tifosi che non aspettano altro che LBJ mantenga le promesse: portare per la prima volta nella sua città il tanto agognato Larry O’Brien Trophy!
Il Kyrie Irving danzante festeggia il maxicontratto con i Wine&Gold! (video)
Scritto da Virginia Sanfilippo
Dexter Strickland (@dstrick01) posta il video di Kyrie Irving, che lo ha svegliato alle 5 di mattina per festeggiare il contratto da 90 milioni firmato coi Cleveland Cavaliers.
Career-high per Kyrie Irving: la PG dei Cavs fa 44 punti contro i Bobcats! (video)
Scritto da Marco Tarantino
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=yANOUTrAaQI?feature=player_detailpage&w=640&h=360]
NBA Analysis: Dragic brilla nella notte di Phoenix, Duncan e Anthony catturano l’impossibile, Irving distribuisce assist, Ibaka e Wesley fermano tutti
Scritto da Marco Tarantino
Cerchiamo di analizzare la notte NBA per vedere quali sono stati i giocatori che si sono distinti in base ad i punti segnati, per rimbalzi raccolti, per assist serviti ad i compagni e per le stoppate.
Punti:
A segnare più di tutti è stata la guardia slovena dei Phoenix Suns: Goran Dragic. Dragic, infatti, ha segnato ben 40 punti, suo massimo in NBA, risultando decisivo per la vittoria sui Pelicans. La sua grande serata, chiusa con il 66.7% dal campo e 9/11 dalla lunetta, è stata condita anche da 5 assist.
Ecco le sue statistiche complete:
Min: 42 FGM-A: 14-21 3PM-A: 3-7 FTM-A: 9-11 REB: 3 AST: 5 STL: 0 BLK: 0 TO: 3 PF: 3 +/-:+14 PTS: 40
Rimbalzi:
Oggi il trono è condiviso da tre giocatori: Tim Duncan, Carmelo Anthony e Spencer Hawes, tutti capaci di strappare la bellezza di 16 rimbalzi. Duncan è stato decisivo nella vittoria, in rimonta, degli Spurs contro i Bobcats, chiudendo la partita in doppia doppia, aggiungendo 17 punti e 6 assist. Anthony è uscito con l’amaro in gola dal Madison Square Garden, dove i suoi 23 punti e 16 rimbalzi non sono bastati ai Knicks ad evitare una brutta figura contro i Warriors. Mentre Hawes ha aiutato, notevolmente, Cleveland a conquistare la vittoria contro i Jazz, segnando anche 13 punti.
Ecco le statistiche complete dei tre (1. Duncan, 2. Anthony, 2. Hawes)
1. Min: 33 FGM-A: 6-12 3PM-A: 0-0 FTM-A: 5-5 REB: 16 AST: 6 STL: 1 BLK: 1 TO: 4 PF: 2 +/-:+19 PTS: 17
2. Min: 37 FGM-A: 7-26 3PM-A: 1-6 FTM-A: 2-3 REB: 16 AST: 2 STL: 1 BLK: 0 TO: 2 PF: 3 +/-:-17 PTS: 23
3. Min: 37 FGM-A: 6-12 3PM-A: 1-2 FTM-A: 0-0 REB: 16 AST: 2 STL: 1 BLK: 2 TO: 3 PF: 5 +/-:+21 PTS: 13
Assist:
A mandare a canestro i compagni più di tutti è stato Kyrie Irving, che nella vittoriosa uscita del Cavaliers contro i Jazz ha servito 12 assist. Il play di Cleveland ha aggiunto ai 12 assist ben 21 punti e 10 rimbalzi, concludendo la sua gara in tripla doppia, andando a segno 7 volte su 16 dal campo e 6 volte su 6 dalla lunetta.
Ecco le sue statistiche complete:
Min: 39 FGM-A: 7-16 3PM-A: 1-3 FTM-A: 6-6 REB: 10 AST: 12 STL: 0 BLK: 1 TO: 5 PF: 1 +/-:+21 PTS: 21
Stoppate:
A brillare nell’arte della stoppata sono stati Serge Ibaka e Wesley Johnson, autori di 3 stoppate. Il primo è stato un elemento importante nella vittoria dei Thunder contro i Grizzlies, avendo segnato anche 16 punti, segnando 7 tiri su 11 dal campo e 2 su 2 dala lunetta, e prendendo anche 9 rimbalzi, il secondo è stato altrettanto importante nella vittoria dei Lakers allo STAPLES Center contro i Kings, andando a segnare 12 punti, tirando con il 50% dal campo, ed a raccogliere 12 rimbalzi.
Ecco le statistiche complete (1. Ibaka, 2. Johnson):
1. Min: 29 FGM-A: 7-11 3PM-A: 0-0 FTM-A: 2-2 REB: 9 AST: 0 STL: 0 BLK: 3 TO: 3 PF: 4 +/-:+9 PTS: 16
2. Min: 36 FGM-A: 5-10 3PM-A: 2-4 FTM-A: 0-0 REB: 12 AST: 3 STL: 1 BLK: 3 TO: 0 PF: 4 +/-:+11 PTS: 12
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
(@shedly7)
NBA Analysis: Kyre Irving si prende la scena, Noah e Drummond raccolgono tutti i palloni, Nelson manda a segno tutta Orlando, Brand ferma tutti
Scritto da Marco Tarantino
Cerchiamo di analizzare la notte NBA per vedere quali sono stati i giocatori che si sono distinti in base ad i punti segnati, per rimbalzi raccolti, per assist serviti ad i compagni e per le stoppate.
Punti:
A segnare più di tutti è stato Kyre Irving, che è stato decisivo nella vittoria dei Cavaliers, ad Oklahoma City, con 31 punti. Il play classe 1992 di Cleveland ha sfoderato una grande prestazione contro Kevin Durant, grazie ad un ultimo periodo da incorniciare. Irving è andato a segno 10 volte su 19 dal campo, di cui 4 su 7 da 3 punti, e con 7 su 7 in lunetta.
Ecco tutte le sue statistiche complete:
Min 43 FGM-A: 10-19 3PM-A: 4-7 FTM-A 7-7 REB: 5 AST: 9 STL: 4 BLK: 0 TO: 3 PF: 2 +/-:+4 PTS: 31
Rimbalzi:
Il trono di miglior rimbalzista di serata è condiviso tra Joakim Noah, centro dei Chicago Bulls, e Andre Drummond dei Detroit Pistons. Entrambi hanno raccolto 17 rimbalzi, 6 offensivi e 11 difensivi per entrambi. Il dominio sotto canestro di Drummond, però, non è bastato per vincere ai Pistons sul campo degli Spurs, quello di Noha, invece è stato la ciliegina sulla torta nella vittoria dei Bulls contro i Golden State Warriors.
Ecco le statistiche di Noah:
Min: 33 FGM-A: 3-10 3PM-A: 0-0 FTM-A: 2-2 REB: 17 AST: 7 STL: 1 BLK: 1 TO: 4 PF: 2 +/-:+18 PTS: 8
Ecco le statistiche di Drummond:
Min: 40 FGM-A: 7-12 3PM-A: 0-0 FTM-A: 2-2 REB: 17 AST: 2 STL: 3 BLK: 2 TO: 0 PF: 2 +/-:-11 PTS 16
Assist:
A mandare più volte i compagni a segno è stato Jameer Nelson, playmaker degli Orlando Magic, che nella vittoriosa trasferta di Philadelphia ha servito 12 assist. Nelson ha concluso la partita in doppia doppia, con 16 punti e 12 assist, mettendo a segno 7 tiri su 16, 2 su 6 dalla lunga distanza, risultando decisivo per i suoi.
Ecco le sue statistiche complete:
Min: 42 FGM-A: 7-16 3PM-A: 2-6 FTM-A: 0-0 REB: 6 AST: 12 STL: 1 BLK: 0 TO: 0 PF: 1 +/-:+19 PTS: 16
Stoppate:
A respingere più tiri di tutti è stato Elton Brand, ala grande degli Atlanta Hawks. Brand ha impedito 5 volte che i tiri di Rondo e compagni creassero problemi al suo canestro, ma ciò non è bastato ad evitrare la sconfitta.
Ecco le sue statistiche complete:
Min: 34 FGM-A: 5-9 3PM-A: 0-0 FTM-A: 0-0 REB: 7 AST: 5 STL: 1 BLK: 5 TO: 3 PF: 5 +/-:-7 PTS: 10
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
(@shedly7)
Grande azione di Kyrie Irving contro i Toronto Raptors davanti al suo pubblico, ma non basta: i Cavs perdono il loro treno per rientrare nella corsa ai PO.
I Cleveland Cavaliers nonostante partissero con buoni propositi per questa regular season si stanno avviando verso un finale di stagione a dir poco disastroso: dopo l’ultima sconfitta per 107-124 contro i Mavericks in Texas anche i tifosi più ottimisti hanno perso ogni possibile speranza, con la 32esima sconfitta stagionale, la ventesima in trasferta dove i Cavs stanno avendo un rendimento davvero pessimo con sole 5 vittorie.
La prima scelta assoluta Anthony Bennett comincia ad accumulare minuti (stanotte contro Dallas 11 punti), Irving ha medie di tiro molto al di sotto delle sue possibilità, anche se porta molto a referto per i suoi, con 21.7 punti di media per gare, mentre la vicenda interna allo spogliatoio che ha portato allo scambio di Bynum di certo non ha aiutato la squadra. Manca un gioco alla squadra di Mike Brown e nonostante lo scambio di Bynum per un giocatore molto importante difensivamente come Deng la squadra ha una media punti presi a gara davvero molto, troppo elevata.

Nemmeno con l’arrivo di Deng da Chicago sembra aver cambiato qualcosa: proprio per questo motivo potrebbero esserci molti movimenti in uscita: primo fra tutti Dion Waiters che potrebbe essere il primo ad aprire le danze e salutare Cleveland. Che futuro hanno questi Cavaliers?
Per i Cleveland Cavaliers questa stagione è una continua delusione. Forse ci si aspettava troppo da questo team.
La stella della squadra, Kyrie Irving, ha rilasciato diverse dichiarazioni ultimamente in cui non ha mancato di far notare il suo disappunto per l’avvio della stagione.
Quest’anno è stato scelto per partecipare all’All Star Game, ma dalla sue dichiarazioni si capisce che aveva paura di non riuscire a raggiungere questo obiettivo: “Questa estate ho lavorato moltissimo per arrivare a questo obiettivo. E’ stato molto più difficile di quanto mi aspettassi.”
C’è bisogno di una scossa invece nella sua Cleveland e secondo numerose fonti interne alla franchigia in estate potrebbe esserci una rivoluzione, con Deng pronto a tornare a Chicago e Irving sul piede di partenza per cercare di entrare a far parte di un roster di maggior levatura rispetto a quello di cui dispongono i Cavs.
Le ambizioni di Cleveland verranno ulteriormente ridotte con la sua possibile partenza?
Vincenzo Dragotto,
Per NBA Rumors Italy: http://nbarumorsitaly.wordpress.com/
NBA results: Pacers indomabili ad Indianapolis , Z.Randolph ferma KD, stop per i Knicks, passano i Cavs a LA
Scritto da Marco Tarantino
Gli Indiana Pacers raggiungono gli Spurs a quota 30 vittorie, con la diciannovesima grande perla tra le mura domestiche: una sola caduta stagionale per gli uomini di Vogel, il miglior allenatore ad Est, fresco fresco di nomina agli All Stars Game.
George le mette tutte (o quasi) e chiude a 31 punti con il solo West a seguire (da lontano) la sua scia con 16 punti e 8 rimbalzi. Dall’altro lato gli risponde DeMarcus Cousins, anche lui a quota 31, con 13 rimbalzi, (12/21 dal campo e 7/7 dalla lunetta), male Rudy Gay che si ferma invece al minimo sindacale: 12 punti per l’ex Toronto con soli 6 canestri messi dei 15 provati. Finisce 92-116.
Jefferson ferma invece la corsa dei NY Knicks a Charlotte: i Bobcats si impongono con un Jefferson da 35 punti e 8 rimbalzi e Walker da 25, 7 rimbalzi e 5 assist. Per New York Melo si ferma a 20, mentre Bargnani in campo solo 20 minuti chiude sotto la doppia cifra, con 1 solo rimbalzo.
98-108 il risultato finale.
A Memphis i Grizzlies tirano di nuovo su la china: la terza vittoria consecutiva arriva contro i Thunder di KD per 87-90, nel giorno del ritorno di Marc Gasol. Oklahoma City deve fare sempre a meno del suo play titolare, Westbrook e Kevin Durant, che fa 37 punti, non riesce a sopperire totalmente alla sua assenza, con soli 4 assist; nei padroni di casa Z.Randolph fa come vuole con 23 punti, 13 rimbalzi e 4 assist per i compagni, ma bene anche Marc con 12 punti in 24 minuti sul campo e Lee con 24. La gara è molto combattuta e si decide nel finale con i Thunder che subiscono la settima sconfitta stagionale e i Grizzlies che cominciano a fiutare la scia dei Suns.
L’ultima gara della notte vede in scena i Los Angeles Lakers (inutile ribadire le assenze, si fa prima a dire chi era effettivamente disponibile), e i Cavaliers di Loul Deng: passano di misura i Cavs con il risultato finale di 120-118, grazie ai 27 punti dell’ex di Chicago, i 18 di Varejao e i 17 di Waiter. Black Mamba assiste invece all’ennesima sconfitta stagionale, la ventiquattresima (sono solo 14 le vittorie), la quinta consecutiva sintomo di una annata davvero di transizione; dall’altro lato i Cavaliers raggiungono invece la 14esima vittoria (con 24 sconfitte) e restano in scia per i PO: strano caso di una Eastern Conference mai stata così poco competitiva.
Cavs History : “Maybe a day..”
Scritto da Marco Tarantino
Sono passati 44 anni ormai da quel debutto , da quell’inizio. A condurre i primissimi cavalieri c’era Bill Fitch , futuro campione nel 1981 , Coach of the Year (1976 , 1981) e anche allenatore nel NBA All-Star Game del 1982 ; diciamo non l’ultimo arrivato. Iniziò tutto con un sondaggio tra i fans che scelsero “Cavaliers” per omaggiare i cavalieri settecenteschi (completando il tutto con delle divise bordeaux e oro, da qui il nomignolo “Wine and gold”) e con un 15-67 ovvero peggior record della lega. Poco importa. Arrivarono anche i primi play-off, nella stagione 1975-76 con giocatori come Bingo Smith, Jim Chones, Dick Snyder e Nate Thurmond sempre con Fitch come coach. 
Al primo turno eliminarono per 4-3 i Washington Bullets, attuali Wizard, e persero contro i Celtics (4-2). Poco importa. La prima metà degli anni ’80 fu deludente, con la squadra mai nei playoff . Poco importa. Nella seconda metà degli anni ‘80/inizio anni ‘90 invece, grazie a giocatori come Larry Nance , Mark Price, e Brad Daugherty, i Cavs prima segnano il record assoluto di vittorie nella stagione (57-25), poi addirittura raggiungono la Finale di Conference (1992) dopo aver superato i Nets e i Celtics. La loro corsa finirà al capolinea denominato Chicago Bulls per i vari almanacchi, Michael Jeffrey Jordan per tutti gli altri : Playoffs-1988 – eliminati al primo turno 3-2 con qualcosa come 50 punti in gara 1 e 55 punti in gara 2 per MJ. Playoffs 1989 eliminati al primo turno 2-3 con la famosa gara 5 “The Shot” (http://www.youtube.com/watch?v=0muIsBfGY5s) Playoffs 1993 eliminati sempre da Chicago al 2° turno (4-0) dopo aver superato 3-2 i Nets (43 punti per MJ in gara 1 e “ series-winning shot” in gara 4 che terminerà 103-101 per Chicago) Playoffs 1994 eliminati al primo turno 3-0. Erano pur sempre i Bulls di MJ. E importa poco anche se non andranno ai playoffs per ben 7 stagioni (1998-1999 fino al 2004/2005). Qualcosina si muove nel 2002/2003, non per il peggior record della lega ottenuto, ma piu precisamente nel draft del 2003. Prima scelta Lebron James. Non che fosse l’unico fenomeno di quel draft (ricordiamo la terza scelta Carmelo Anthony, la quarta scelta Chris Bosh e la quinta scelta Dwyane Wade, tanto per citarne 3). James, gia Mr. Basketball for Ohio e MVP per 2 volte nell’high school grazie alle sue prestazioni con la St. Vincent-St. Mary High School era gia un predestinato, un Prescelto appunto. Prescelto che gia si allenava con i Cavs nonostante venisse multato perché non poteva logicamente ancora farlo. Destino vuole che proprio Cleveland ottenga la prima scelta in quel draft , pescandolo.

Binomio perfetto. Il Prescelto , di Cleveland, puo giocare ufficialmente per i Cavaliers. stagione 2003-2004 subito NBA Rookie of the Year per lui. Stagione 2004/2005 altalenante, poi arriva coach Brown che nel 2006 riporta i Cavs nei playoffs. I Cavs usciranno alle semifinali di Conference contro Detroit(4-3) dopo aver superato i Wizard per 4-2 con 41 punti di LBJ in gara 3 e ben 45 in gara 5. Poco importa. L’anno della prima vera soddisfazione è il 2007. Soddisfazione eclissata dalla successiva delusione per aver perso le Finals. I Cavs infatti superano al primo turno dei Playoffs Washington per 4-0, si sbarazzano dei Nets per 4-2 e nelle finali di Conference battono 4-2 Detroit prendendosi una bella rivincita (fantastico lo show di Lebron in gara 5) http://www.youtube.com/watch?v=qhiY3jVoAuM
Il passo successivo sono le Finals, le prime Finals della storia per i Cavaliers del nuovo fenomeno Lebron James. Potrebbe essere la prima vera consacrazione, sia per la squadra, sia per il suo leader. Peccato che di mezzo ci sono gli Spurs di Popovich e Duncan, una franchigia ben piu organizzata a livello di squadra rispetto a Cleveland. Le Finals sono a senso unico, con San Antonio che spazza via gli avversari per 4-0. Diciamo che poco importa anche qui. La squadra c’è, le prospettive per il futuro sono assai promettenti, la squadra è piu che competitiva. L’anno successivo (2008) però i Cavs usciranno alle semifinali di Conference contro Boston (4-3) prossimo campione NBA, mentre nel 2009 perderanno la Finale di Conference contro Orlando (4-2).Poco importa. Ciò che realmente importa per un tifoso dei Cavs succede nel 2010. Ma non nei playoffs dove Cleveland esce nuovamente alle semifinali di conference (ancora contro Boston per 4-2), ma l’estate del 2010, l’estate della famosa decisione di Lebron James. ESPN organizza un live in prima serata chiamato “The Decision” dove Lebron è l’assoluto protagonista dello schermo : tutti aspettano quale sarà la sua decisione dopo aver giocato per 7 anni con Cleveland ed esser stato 2 volte MVP.
“In this fall…this is very tough…in this fall I’m going to take my talents to South Beach and join the Miami Heat. I feel like it’s going to give me the best opportunity to win and to win for multiple years, and not only just to win in the regular season or just to win five games in a row or three games in a row, I want to be able to win championships. And I feel like I can compete down there” Questo importa. Queste poche parole pronunciate in diretta nazionale. L’addio di Lebron, nonostante i Cavs abbiano tentato di rinnovarlo, stravolge completamente I sogni, le ambizioni e le aspettative di tutto il mondo Cavaliers. Grazie a lui Cleveland era diventata una squadra che praticamente ogni anno sarebbe stata in grado di raggiungere i playoffs e, con un po di esperienza in piu, tentare l’impresa ed arrivare fino in fondo per portare un titolo che da quelle parti non è mai arrivato. La voglia di Lebron di vincere subito ha pero avuta la meglio su tutto e tutti. E’ arrivato ad un soffio dal suo primo anello, gli è sfuggito alla fine e questo non è andato giu al Prescelto. E cosi il piu grande giocatore che i Cavs abbiano mai ammirato “porta il suo talento a Miami”, dove troverà Dwyane Wade e Chris Bosh pronti per aiutarlo a realizzare il suo sogno, e piu di una volta come sappiamo. La stagione 2010-2011 è inevitabilmente una stagione di transizione per i Cavs che perderanno il loro coach Brown per sostituirlo con Byron Scott. Durante la season verrà superato il record negativo di 24 sconfitte consecutive arrivando a 26. La stagione successiva (2011-2012) parte meglio vincendo la Draft Lottery, conquistano la prima chiamata per il Draft. Viene scelto Kyrie Irving, australiano con passaporto statunitense classe 1992 molto promettente.

Quest’anno soddisfazioni per Cleveland (Rookie dell’anno a parte per Irving). Il 2012-2013 vede Cleveland ancora lontana dai playoffs, ma grazie anche a questa stagione negativa avranno una nuova chance al prossimo Draft: pescare la prima scelta. Con molto stupore verrà scelto un certo Anthony Bennett, ala grande canadese di 203 centimetri, classe 1993 di discrete prospettive ma con un infortunio alla spalla da superare. Infortunio che, durante questa sua prima stagione, sembra essere ancora un grosso problema viste le prestazioni della giovane prima scelta. Il Roster attuale dei Cavs non è da playoffs, nonostante il ritorno in panchina di coach Brown e la consacrazione di Kyrie Irving (anche se perseguitato dagli infortuni). E’ una squadra molto giovane, con ben 8 giocatori nati negli anni ’90. Si parla attualmente di una possibile trade tra Andrew Bynum (messo fuori rosa per problemi diciamo di comportamento) e Pau Gasol dei Lakers. Potrebbe essere un primo passo. Ma il passo successivo per provare a sognare di nuovo una squadra competitiva è solo 1 : un clamoroso ritorno del Re Lebron che ha gia vinto 2 anelli. Coach Brown c’è, una playmaker di valore c’è (Irving), dei giovani interessanti ci sono.. Manca solo il Prescelto e magari un altro innesto per far tornare i Cavs ai playoffs.. e magari riprendere a sognare. Perché solo l’arrivo del Re, alla Quicken Loans,con lo speaker che a squarciagola gridava “The King is in the building! Lebron James has arrived!” era qualcosa di speciale e magico per ogni cuore Cavs.
http://www.youtube.com/watch?v=5KaaRc5qxic
E ogni cuore Cavs che si rispetti, aspetterà il suo ritorno. Anche se improbabile. Solo per riprovarci ancora, una sola volta.
M.M.


