“Non si può ripetere il passato” dice Nick Carraway a Gatsby, “Ma certo che si può” risponde il protagonista nel romando cult di F.S. Fitzgerald, The Great Gatsby, e secondo alcune voci sembra che i 76ers vorrebbero, o almeno sperano, di ripetere il passato.
Dopo il nuovo inizio con l’acquisizione di James Harden e la benedetta separazione da un Ben Simmons ormai troppo scomodo, i 76ers sono al centro delle attenzioni del mondo NBA.
Con un Joel Embiid formato MVP e la nuova barba in città, a Philadelphia si respira aria di vittoria, e come dar loro torto. Embiid sta giocando in maniera spaziale. Anche se non è il più simpatico dei giocatori, non si può non ammirare la sua potenza in un parquet di pallacanestro, un vero centro moderno.
Le statistiche dicono quasi 30 punti, 11 rimbalzi abbondati e quasi 5 assist a partita, con 1.5 stoppate e 1 palla rubata ad allacciata di scarpe. La lotta per il titolo di MVP e di miglior centro della lega contro Nikola Jokic non potrebbe essere più accesa di così.
Se poi a Embiid aggiungiamo uno dei giocatori più forti offensivamente è chiaro che i Sixers devono necessariamente fare bene, o almeno così ci si aspetta.
Harden ai Nets non stava giocando al meglio delle sue possibilità, i rapporti con Irving e con Durant ai minimi storici hanno di certo contribuito al suo inizio di stagione sottotono. Eppure, anche se gli anni a Houston sembrano lontani, fino a 2 anni fa Harden guidava da tre stagioni la classifica dei marcatori con medie sopra i 30 punti ogni anno.
Mike D’antoni come sostituto di Doc Rivers?
In quel di Houston Harden giocava per il suo ex coach Mike D’antoni, che ha saputo tirare fuori dal suo giocatore tutta la sua esplosività offensiva.
Secondo alcun report, i Sixers, in particolare Daryl Morey – presidente dei 76ers, e GM a Houston nell’era Harden – vorrebbero riportare D’antoni alla guida del Barba nella città dell’amore fraterno.
Così il giornalista NBA Marc Stein tramite il suo Substack: “La teoria del complotto che già sta facendo il giro nella lega sostiene che GM dei Sixers, Daryl Morey, alla fine vorrà Mike D’Antoni alla guida di Harden e Embiid, dato che la creatività offensiva di D’Antoni ha contribuito a catapultare Harden a tre titoli di marcatore a Houston”.
In effetti sotto la guida di D’antoni, Harden e la sua Houston sono andati più volte vicino alle Finals, soprattutto nel 2018, poi rimontati dai Golden State Warriors alle finali di Conference.
Queste supposizioni per quanto nostalgiche, è molto probabile che non vedano mai la luce. Kyle Neubeck del Philly Voice dopo essersi confrontato con alcune fonti della franchigia ha respinto la teoria al mittente.
In effetti Doc Rivers è solo al secondo anno di un contratto quinquennale da 40 milioni di dollari e non sta facendo affatto male. Per il momento i 76ers sono 5° in classifica con un record di 34-22, con un distacco di sole 3 vittorie dagli Heat, primi ad Est.
Nella stagione passata i playoffs hanno portato solo delusioni. Un’uscita di scena prematura contro gli Hawks alle semifinali di conference ha gettato ombra alla stagione in cui erano arrivati primi nella Eastern Conference. I problemi offesivi di Ben Simmons sono stati forse la chiave di quella post-season amara.
Tutti aspettano il debutto di James Harden – dovrebbe debuttare contro Boston martedi 15 febbraio – a fianco di Embiid. Con il Barba a completare la coppia di star, a Philadelphia si hanno tutte le carte per poter far bene, sia nella regular season che ai playoffs, sembra proprio che il “Trust the Process” sia finalmente concluso.

