Un investimento privato compreso tra i 40 e i 70 milioni di euro, sostenuto interamente dalla proprietà statunitense senza attendere i più lunghi tempi dei finanziamenti pubblici: è questo il piano di Matt Rizzetta e del socio Dan Doyle per regalare al Napoli Basket un nuovo palazzetto all’avanguardia da 10-14 mila posti, ideale per i grandi eventi e i palcoscenici internazionali. Il progetto, da sempre un pilastro della gestione Rizzetta a Napoli, ha registrato di recente un importante incontro operativo. Al tavolo delle trattative si sono seduti il direttore generale del club Riccardo Marziantonio, Rosario Procino — il managing director a cui Rizzetta ha affidato la gestione della complessa operazione — e Rino Manna, proprietario del Palapartenope e della Casa della Musica. A dare un peso specifico al vertice è stata però la partecipazione di Vincenzo Papa, responsabile degli impianti sportivi del Comune di Napoli. La presenza di un esponente dell’amministrazione guidata dal sindaco Manfredi certifica in modo chiaro come la giunta comunale stia seguendo l’intera vicenda con un interesse reale e operativo, ben lontano dai semplici passaggi burocratici di facciata.
Per edificare una struttura di tale portata, comprensiva di aree commerciali e parcheggi, il solo perimetro del vecchio scheletro in cemento di Fuorigrotta non sarebbe bastato. La svolta decisiva per l’ex PalaArgento — sbarrato da circa tre decenni e da sempre nei pensieri della società — è arrivata così grazie a un’intesa strategica sugli spazi limitrofi. Secondo quanto rivelato da Il Mattino, l’accordo ruota proprio attorno alla figura di Rino Manna, il quale si è detto pronto a rinunciare alle sue storiche strutture in viale Giochi del Mediterraneo per fare spazio al nuovo palasport. Manna, che avviò le attività in quell’area nel 1975 con il vecchio Teatro Tenda, ha confermato che la trattativa è in fase molto avanzata, pur non essendoci ancora una firma definitiva.
L’imprenditore si è mostrato ottimista anche perché Palazzo San Giacomo ha una gran voglia di cancellare lo scempio di quel rudere che da trent’anni svilisce la città, ritenendo doveroso sacrificare i propri spazi, pur gloriosi, per donare a Napoli un impianto moderno e all’altezza. L’unico tassello inserito da Manna nella trattativa — e che non rappresenta affatto un freno al progetto — è la garanzia di conservare la direzione artistica per i futuri appuntamenti teatrali e musicali che verranno ospitati all’interno della nuova arena.

