All’AmericanAirlines Arena di Miami, gli Heat danno la terza prova di forza, in quattro gare, agli Indiana Pacers.
Grazie auna grande prova dei soliti tre, Miami riesce a portare la serie sul 3-1. Ecco come si sono comportati gli Heat:
Rashard Lewis: Ha una chance in quintetto, ma la speca in maniera clamorosa. In fase offensiva è praticamente inesistente, ma in fase difensiva si rende utile. Chiude il suo match con 26 minuti all’attivo, facendo registrare 0 punti, 3 rimbalzi, un assist e due palle rubate. Avrebbe potuto fare di più. Voto 5.
LeBron James: Potremmo mai dire qualcosa che non sia già stato detto? Non credo proprio. L’ennesima prestazione da alieno. Chiude la sua gara in doppia doppia, con 32 punti, 10 rimbalzi, 5 assist e 2 palle rubate. Tira con il 61% dal campo (67% dai tre punti) e un buon 4 su 4 dalla lunetta. Sempre decisivo. Voto 7,5.
Chris Bosh: Finalmente. Dopo qualche partita non proprio straordinaria, il centro degli Heat si riprende e mostra a tutti ciò di cui è capace. Una mano incredibile ed un gran lavoro su entrambi i lati del campo lo portano ad essere secondo soltato a James. Fa registare 25 punti, 5 rimbalzi, 1 assist e una stoppata, tirando con il 58% dal compo (60% da tre punti) e con l’80% dalla lunetta. Quando gira lui, funziona tutto al meglio. Voto 7,5.
Mario Chalmers: Si prende pochi tiri, ma anche pochi rischi. Chiude la sua partita senza perdere neanche un pallone in 25 minuti. Non una prova particolarmente entusiasmante, ma sicuramente di grande sostanza. E’ decisivo soprattutto in difesa ed in fase di rifinitura. Chiude con 4 punti (2 su 2 dal campo), 2 rimbalzi, 3 assist, una palla rubata ed una stoppata. Voto 6.
Dwayne Wade: Rispetto ad altre volte, meno decisivo. E’ comunque una presenza scomoda per la difesa dei Pacers, che non sa più chi marcare tra lui, Bosh e James. Non è particolarmente brillante al tiro, ma dalla lunetta è perfetto e fa registare un 7 su 7. Termina la sua gara con 15 punti, 2 rimbalzi, 2 assist e due palle rubate. Avrebbe potuto fare di meglio, ma anche così va bene. Voto 6,5.
Le rotazioni subiscono qualche piccola modifica, vista l’assenza, tra gli altri, di Andersen. La second line, comunque, fa registrare delle prestazioni non particolarmente brillanti, ma che consentono ai titolari di riposare senza rischiare più di tanto. Il miglior marcatore dalla panchina è, come quasi sempre, Ray Allen. La guardia, però, non è brillante come la scorsa notte e non va oltre 9 punti, ottenuti con un 2 su 8 dal campo, al quale fa accompagnare 4 rimbalzi ed un assist. Buona anche la prova di Norris Cole, che chiude con 7 punti (50% dal campo e 2 su 2 dalla lunetta), 3 assist e 3 rimbalzi. Battier non gioca neanche 10 minuti, ma fa registrare 5 punti, mentre Haslem chiude con 5 punti e 4 rimbalzi. Voto alla panchina 6.
Miami
NBA Playoffs Analysis&Grades, Heat: James trascinatore, Allen mostruoso dall’arco
In gara 3 i Miami Heat trovano una grande prestazione e riescono a portarsi in vantaggio nella serie.
La prova di LeBron e compagni è stata veramente supers, grazie anche all’aiuto arrivato da chi è partito dalla panchina. Ecco come si sono comportati gli Heat:
Udonis Haslem: Serata dai due volti la sua. Chiude la sua partita con 17 minuti giocati, ma con delle buone statistiche. Sembra un po’ in difficoltà sul diretto avversario, che lo costringe a commettere 4 falli, ma se la cava alla grande al rimbalzo. Chiude la sua partita con 4 punti (2 su 4 dal campo), 5 rimbalzi ed un assist. Non gioca tanto, ma si fa notare. Voto 6.
LeBron James: Come spesso capita, il migliore in campo dei suoi. Domina la partita. Ogni parola sarebbe di troppo. Finisce con 26 punti, 5 rimbalzi e 7 assist. Tira con il 64% dal campo (50% dalla lunetta) e segna 7 tiri liberi su 9 a disposizione. L’uomo in più è, ancora, lui. Voto 7,5.
Chris Bosh: In questa serie è quello più in difficoltà della sua squadra. Si muove bene sui due lati del campo, ma non riesce a mettere a segno dei tiri che per lui, solitamente, sono facili. Anche lui è costretto a commettere qualche fallo di troppo, arrivando rapidamente al quinto. Gioca appena 23 minuti, ma non sembra il Bosh che conosciamo. Fa registrare 9 punti, 3 rimbalzi e una palla rubata, tirando con il 33% dal campo (33% da tre punti). Voto 5,5.
Mario Chalmers: Stesso discorso fatto per Haslem. Il rapporto minuti giocati/punti fatti registrare è buonissimo, ma è costretto a giocare a malapena 14 minuti. Chiude la sua partita con 6 punti, 1 rimbalzo ed un assist. Mette tre tiri su quattro tentativi. Non male. Voto 6.
Dwayne Wade: Altra prestazione degna del miglior Wade. Insieme a James si carica la squadra sulle spalle e la porta in vantaggio nella serie. Quando è così in partita la squadra non può che girare al meglio. Mette a segno 23 punti, tirando con il 56% dal campo, 2 su 3 da tre punti, risultando, insieme a quella di LeBron, la mano più affidabile della sua squadra. Chiude la gara con 23 punti, 4 rimbalzi, 4 assist, 3 palle rubate e una stoppata. Voto 7,5.
Dalla panchina arriva un grande aiuto. Tutti quelli che giocano un minutaggio buono mostrano di poter aiutare la squadra. Su tutti Ray Allen, infallibile al tiro da tre punti, 4 su 4 il suo score) e quasi infallibile dalla lunetta, dove mette 4 tiri su 5. Altra mano calda, partita dalla panchina, è quella di Norris Cole, che in 33 minuti si prende 6 tiri mettendone 4, di cui uno da tre punti. In chiave difensiva arriva un grande aiuto anche dall’esperienza di Chris Andersen, che, oltre a mettere l’unico tiro dal campo della sua serata, prende 7 rimbalzi e serve due assist. Voto alla panchina 7.
A termine di una stagione decisamente negativa, i Los Angeles Lakers stanno studiando un modo per tornare competitivi; e alla svelta.
Mentre Gasol, che è di fatto un free agent, sta valutando la possibilità di ridiscutere il contratto con i Lakers, gli uomini di mercato stanno cercando nuove soluzioni e nuovi giocatori. Il nome in cima alla lista è quello di Chris Bosh dei Miami Heat, che andrà in free agency nel 2015, ma che, come LeBron James, può contare su una clausula contrattuale che potrebbe liberarlo con un anno di anticipo in caso di un’offerta di stipendio da circa 26 milioni di dollari. Se i giallo-viola decideranno di sfruttare questa clausola, però, potrebbero far saltare alcuni colpi dell’estate 2015, quando i Lakers daranno l’assalto a uno tra Love (sempre che non finisca ai Suns), Aldridge e Rondo. Anche se non è escluso che Bosh decida di giocare un’altra stagione agli Heat ed arrivare nella città degli angeli da free agent, trovando un accordo contrattuale che consenta ai Lakers di ingaggiare anche uno dei giocatori sopracitati. Sono tanti gli aspetti che i Lakers stanno prendendo in considerazione, su tutti il fatto che portare Bosh a Los Angeles al termine della stagione vorrebbe dire dare subito il “LA” alla ricostruzione della squadra, contando anche sul pieno recupero, e alla voglia di vincere, di Kobe Bryant. I tifosi degli Heat, però, possono stare tranquilli, visto che un’uscita di scena di Bosh non implicherebbe l’addio di LeBron e viceversa. Anche i tifosi dei Lakers possono stare tranquilli, visto che la società sta lavorando per portare quanti più grandi giocatori possibile a Los Angeles.
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
(@shedly7)
NBA Playoffs analysis & grades, Nets: nel disastro si salvano soltanto Williams e Johnson
La notte di Miami non porta buone notizie ai Nets, che naufragano all’AmericanAirlines Arena.
Una difesa troppo permissiva ed un attacco intrappolato dalla gabbia degli Heat fanno in modo che la partita diventi un assolo di James e compagni. Ecco come si sono comportati i Nets:
Paul Pierce: Non è assolutamente il Pierce visto nella prima serie. Prende 6 rimbalzi e segna 8 punti, tirando con il 37% (2 su 4 da tre punti) e sembra troppo rilassato. Una prestazione che non ci si aspetta da uno come lui. Male, molto male. Voto 5.
Kevin Garnett: 16 minuti, soltanto 2 tiri presi, e non mandati a segno. Prende 4 rimbalzi e ruba un pallone. Il tempo per dare un voto alla sua prova non c’è.
Deron Williams: L’unico dei suoi, insieme a JJ, a creare problemi nella difesa avversaria. L’uniche pecche arrivano in fase difensiva, dove avrebbe potuto commettere qualche fallo per fermare gli avversari. Conclude la sua partita con 17 punti, 3 rimbalzi e 3 assist, tirando con il 70% dal campo (3 su 5 da tre punti). Un punto da cui riprendere in gara 2. Voto 6,5.
Shaun Livingston: In regoular season si era messo in evidenza quando la squadra non girava, ai playoff, invece, sta faticando. Praticamente non gioca in fase difensiva, si vede solo per un pallone recuperato, dall’altra parte del campo, però, mette a segno 9 punti e serve 3 assist, tirando con il 44%. Prestazione deludente. Voto 5,5.
Joe Johnson: L’altro punto meno amaro della serata. Sulla sua prova c’è poco da dire: se i compagni fossero scesi in campo la avrebbero sfruttata con risultati molto più brillanti. Segna diciassette punti, prende 4 rimbalzi e serve 2 assist. Tira con il 63% dal campo (50% dai tre punti), evidenziando una mano abbastanza calda. Se i compagni in gara 2 asseconderanno lui e Williams ne potremo vedere delle belle. Voto 6.
Dalla panchina arriva pochissimo. Soltanto Thornton da una mano concreta all’attacco, visti i suoi 11 punti messi a segno. Comunque la prova della second line non è buona, tutt’altro. Voto alla panchina 5.
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
(@shedly7)
All’AmericanAirlines Arena gli Heat si liberano senza tanti problemi dei Brooklyn Nets.
Grande prova per Miami, che lanciano un grande segnale alla serie ed a chi potrebbe incrociare la loro strada in questi playoff. Ecco come si sono comportati gli Heat:
Shane Battier: Offensivamente parlando, è quello che appare meno, tra i cinque titolari. Il suo aiuto alla squadra viene dato principalmente senza palla. Conclude la sua serata con 8 punti, 1 rimbalzo e 2 assist. Mette a segno 3 tiri su 5 tentativi (2 su 4 dall’arco). Voto 6.
LeBron James: La folla si attende di vedere un grande LeBron e lui decide di non deluderli. Non forza, se non necessario, e conclude la sua partita con un ottimo 10 su 15 dal campo, che gli permettono di chiudere con 22 punti. Aggiunge 4 rimbalzi e 3 assist. Voto 7,5.
Chris Bosh: Anche lui stasera è ispirato. Nel gioco che la squadra mette in campo, però, gli vengono affidati dei tiri dall’arco, che probabilmente sarebbe stato meglio non forzare. Conclude, comunque, in doppia doppia con 15 punti e 11 rimbalzi, aggiungendo 3 assist. Tira con il 45% dal campo (1 su 4 da tre punti) e si fa sempre trovare pronto in fase difensiva. Voto 6,5.
Mario Chalmers: Buona serata la sua. Si mette al servizio della squadra, risultando utile anche in fase difensiva, dove si rende protagonista di due palle rubate. Prende soltanto un rimbalzo, ma dimostra di essere utile anche negli schemi difensivi. Segna 12 punti, tirando con il 55% (0 su 2 da tre punti) dal campo e segna entrambi i liberi a sua disposizione. Voto 6,5.
Dwyane Wade: Come i suoi compagni è protagonista di una prestazione, di gruppo, portentosa. Dimostra di saper selezionare i tiri, tirando con il 53% dal campo, e servire i compagni al momento giusto, regalando 5 assist. Aggiunge 4 rimbalzi e 2 palle rubate alla sua prestazione, facendosi vedere anche in fase difensiva. Voto 7.
La panchina di Miami da, come quasi sempre, un ottimo contributo. Soprattutto con Ray Allen, che possiamo definire in tanti modi, ma non riserva. La guardia, che oggi parte dalla panchina, fa registrare la bellezza di 19 punti (6 su 10 dal campo, 4 su 7 da tre punti e 3 su 3 dalla lunetta), 4 rimbalzi e 3 assist. Buone anche le prove di chi ha un minutaggio sufficiente a rendere le prestazioni degne di nota, come Andersen, 7 punti e 4 rimbalzi, e Norris Cole, 6 punti (2 su 3 dal campo), 2 rimbalzi e 1 assist.
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
(@shedly7)
Heat @ Bulls 88-95: dopo un OT Chicago distrugge Miami dopo un OTcon un Noah da MVP
I Chicago Bulls si prendono una vendetta dolce contro i Miami Heat: nella prima gara della lunga serata NBA, Chicago vince dopo un OT per 95-88, dando ancora una volta (se ancora ce ne fosse bisogno) quanto la squadra costruita da Thibodeau sia una macchina difensiva quasi perfetta che annulla Lebron nella prima metà di gara, concendogli solo 4 punti (ed un fallo tecnico per la sua frustrazione). In avanti con D-Rose e Deng sarebbe stata tutta una altra musica: senza di loro però di pensa sempre lui, Joakim Noah, il cuore, l’anima, i polmoni dei Bulls a trascinare i suoi compagni di squadra con l’ennesima prestazione perfetta da 20 punti (9/16 dal campo e 2/4 dalla lunetta), 12 rimbalzi (6 difensivi e 6 offensivi), 7 assist e 5 stoppate. La sua prestazione fa cantare nell’OT ai tifosi presenti a Chicago ancora una volta il coro MVP MVP.

Dall’altro lato Lebron manca un tempo e poi torna con 13 punti dopo l’intervallo lungo con 9 rimbalzi e 8 assist: ci pensa Wade a fare il lavoro anche per lui con 25 punti, 5 rimbalzi e 4 assist. Molto bene anche Birdman, Chirs Andersen che mette a referto soltanto due punti ma da una grandissima mano sotto canestro con 13 rimbalzi e 6 stoppate.
La gara è molto equilibrato con le squadre che si rispondono colpo su colpo: il primo quarto è a favore dei padroni di casa con un buon Boozer ed un ottimo Wade (19-21). Il secondo quarto parte ancora benissimo per Chicago che allunga ma crolla dopo il timeout di Spoelstra che carica la squadra che ribalta la gara chiudendo con un parziale da 24-16 (43-37 all’intervallo). Il terzo quarto vede il massimo vantaggio degli Heat che passano dai 6 punti dell’half time ad 8 punti ma non bastano per domare il cuore dei Bulls che si riportano in parità grazie ad un quarto da 27 punti (vs 19 di Lebron e compagni): sull’86-86 James ha la grande possibilità per vincere la gara ma un super Butler lo stoppa e prova a far ripartire i suoi senza successo.
Gli Heat arrivano all’OT distrutti psicologicamente: Noah fa il resto, recuperando tutti i rimbalzi sotto il proprio canestro e quello degli Heat, concedendo soltanto 2 punti agli avversari contro i 9 dei ragazzi di coach Thibodeau. I Bulls ottengono così la 35esima vittoria stagionale con 28 sconfitte, mentre gli Heat pagano l’aver sottovalutato il cuore degli avversari ed il loro orgoglio.
@MarkTarantino89
Certo i Suns (partiti forti ad inizio gara) pagano però anche un brutta prestazione di alcuni suoi giocatori, come i fratelli Morris, ma anche Miles Plumlee. A salvare la squadra ci ha pensato invece un ritrovato Gerald Green: la guardia texana mette a referto 26 punti, 4/6 da due, 5/8 da tre, 3/3 tiri liberi. Dragic e Frye si fermano a quota 15 punti ciascuno. Per Phoenix è l’ottava sconfitta consecutiva contro gli Heat.
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NBA results: KD, George e Lebron inarrestabili, Spurs in ripresa, a corrente alternata Portland e Raptors, bene Denver, tirano il fiato i Grizzlies
C’è una grande differenza tra le due regine della classe e tutte le altre franchigie: Pacers e Thunder non sbagliano un colpo. Lunedì George si è imposto ad Indianapolis contro Orlando ed il giorno dopo in trasferta ad Atlanta, su un campo molto ostico, contro gli Hawks; dall’altro lato KD ha trascinato nelle due vittorie casalinghe gli Oklahoma City Thunder prima contro i Grizzlies, poi contro i Timberwolves: 79.2 % di vittorie per i primi, 78.4% per i secondi (ancora orfani di Westbrook). I numeri dicono che sono le due franchigie a comandare le rispettive conference: per i Pacers 38 vittorie ed 11 sconfitte, mentre i Thunder hanno fatto anche meglio in fatto di vittorie, arrivando a quota 40, con 11 sconfitte: la forza di entrambe sta nell’inviolabilità casalinga, dove Indiana viaggia sul 23-2, Oklahoma City 22-3.
Sulle loro orme ci sono Miami e San Antonio, con Portland ad ovest che comincia a scricchiolare: per i campioni e vice campioni in carica sono arrivate due vittorie molto importanti. Gli Spurs si sono imposti in casa Davis (102-95) e Wall (125-118), gli Heat in casa contro Detroit (102-96) e a domicilio ad LA contro Doc Rivers (116-112).
I Trail Blazers come detto vanno a corrente alternata: male a Washingont dove sono caduti per 100-90, molto bene a New York invece contro i Knicks che sembrano essere finiti di nuovo nel baratro, grazie ad un 94-90, che consente loro di mantenere saldamente la seconda posizione nella Northwest division e la terza nella Western Conference, con i Clippers a distanza di sicurezza dopo le due sconfitte consecutive, la prima a Denver allo scadere con una tripla pazzesca di Randy Foye a tempo scaduto e come detto contro Lebron.
La franchigia più informa delle scorse settimane, Memphis, cade due volte di fila contro Thunder e soprattutto nello scontro diretto per l’ottavo posto in casa contro i Dallas Mavericks, del sempre verde Dirk: Mavs a quota 29 vittorie e 21 sconfitte (58%) mentre Grizzlies fermi a 26 vittorie con 22 sconfitte (54.2%) e cominciano a sentire il fiato sul collo dei Nuggets (51.1%) autori di due vittorie consecutive ed in un buono stato di forma.
Ad Est invece la situazione è sempre in bilico: i Raptors (terzi con 53.1%) vincono ad Utah ma perdono a Sacramento, gli Hawks (quarti con 52.1) perdono contro i Pacers e NOLA, Wizards ( quinti con un rotondo 50% di vittorie) cadono contro Popovich ma vincono contro Lillard ed Aldridge. Bulls-Nets-Bobcats non fanno molto meglio e rimangono in sesta, settima e ottava posizione, tutte abbondantemente sopra il 40% di vittorie, ma sempre inseguite dai Knicks (38.8) e soprattutto Pistons (39.6) nonostante le tre sconfitte consecutive per i primi e le 2 per i secondi.
La lotta per i PO ad Est ed Ovest entra nel vivo!
@MarkTarantino89
Fonte: http://www.tribunaitalia.it/2014/02/06/nba-results-pacers-e-thunder-vincono-ancora-bene-nuggets-e-kings-tirano-il-fiato-i-grizzlies/
Video-NBA: top 10 plays, countdown delle migliori dieci giocate della notte!
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Oklahoma City @ Miami 112-95: KD fa un punto in meno ma vince nettamente la sfida con LBJ
Incontro di lusso, stanotte, in NBA: gli Oklahoma City Thunder di Kevin Durant si sono presentati sul parquet dell’AmericanAirlines Arena per sfidare i campioni in carica, i Miami Heat di King James. Inizio disastroso per i Thunder: a metà del primo quarto, OKC si trova sotto di 18 punti, 4-22 per Miami. Allora coach Brooks decide di dare una scossa sfruttando la panchina: entrano Lamb per Perkins e Fisher per Jackson, e la partita d’un tratto cambia. Una tripla di Derek Fisher apre la strada per un break da 12-0 per i Thunder, che si riportano sotto, sul 16 a 22. James riprende in mano la gara piazzando 6 punti in 50 secondi, ma la strada per Oklahoma City è tracciata, e nel secondo periodo Miami viene raggiunta e superata, grazie alle 3 triple di Lamb e al bel gioco di squadra dei Thunder. Si va all’intervallo lungo sul 55-50 per OKC, Miami si poggia tutta sa LeBron, ma così non basta, e nel terzo quarto gli Heat lasciano i Thunder liberi di fare il capolavoro: Jackson , Sefolosha, Jones, tre triple per portare i Thunder in doppia cifra di vantaggio, mantenuto fino alla fine del terzo quarto e poi portato addirittura al +16 (91-75), Oklahoma City ha la gara in mano, il parziale del periodo di ferma sul 21-20 e Oklahoma City si aggiudica il big match della notte. Per i Thunder si tratta di una vittoria matura, solida, di squadra: KD supera come al solito quota 30, ma i 39 punti della panchina sono la vera arma segreta dei Thunder, e Serge Ibaka, sempre in crescita, che mette dentro 22 punti. Per i padroni di casa, invece, c’è solo LeBron, e questa volta non basta. Bosh e Wade non si dimostrano all’altezza, dalla panchina arrivano solo 21 punti, e Miami perde così per la 13esima volta in questa season. Da notare anche i numeri di palle recuperate e palle perse delle due franchigie: 13 recuperate e 12 perse per i Thunder, 4 recuperate e 20 perse per gli Heat.
Numeri
Oklahoma City: Durant (33 pts, 8/14 da due, 4/9 da fuori, 5 ast), Ibaka (22 pts, 8 reb), Lamb (18 pts, 3/4 da due, 4/6 da tre), Fisher (15 pts, 5/5 da tre).
Miami: James (34 pts, 11/15 da due, 1/5 da tre), Bosh (18 pts, 9 reb, 6/10 da due), Wade (15, 7/11 da due).
Miami senza particolari problemi contro Boston, Kings vince a New Orleans
Alla AmericanAirlines Arena di Miami, Florida, gli Heat affrontano i Boston Celtics. Nel primo periodo gli Heat giocano in scioltezza contro i Celtics privi di un vero e proprio gioco, e con un Rondo ancora lontano dalla miglior forma fisica, e si va all’intevallo lungo sul punteggio di 40-51. Al rientro sul parquet Boston, complice un rilassamento in casa Miami, riesce a limare lo svantaggio portandosi sul 67-71. Nell’ultimo periodo, però, gli Heat rimettono la partita sui propri binari chiudendo sull’86-93. Per gli Heat buona prova di James, autore di 29 punti. Per i Celtics da segnalare solo la doppia doppia di Humphries, che ha segnato 14 punti e preso 13 rimbalzi.
Alla New Orleans Arena di New Orleans, Louisiana, i Pelicans ospitano i Sacramento Kings per una sfida che si preannuncia interessante, visto i record, simili, delle due squadre. Nel primo periodo i Kings sembrano far propria la partita, chiudendo il quarto sul 38-20. Nel secondo periodo, però, i Pelicans danno segnali di vita e riescono a segnare 36, senza però raggiungere gli avversari. Il primo tempo si chiude sul 64-56. Al rientro sul parquet, però, New Orleans non regge il passo di Sacramento, che prende lo slancio fondamentale per affrontare con serenità l’ultimo quarto. Nel quarto periodo i Pelicans riescono soltanto a diminuire lo svantaggio e la partita si conclude sul 114-97. Per Sacramento prestazione mostruosa di Gay, che conclude con 41 punti. Per New Orleans da segnalare i 17 punti di Evans.
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
NBA results: George ed Aldridge impressionano, Warriors-Rockets-T’Wolves vincono ad ovest, Bulls-Heat-Pistons ad est
Vincono tutte le favorite ad eccezione dei Pistons che passano a Washington contro i Wizards di John Wall e Beal: i Pacers impressionano contro i Clippers ad Indianapolis, in una gara mai in discussione, con un George da 36 punti, con percentuali di tiro impressionanti (12-17 dal campo, 5-6 da tre punti, 7-7 dalla lunetta).

Nell’altra super sfida, questa volta ad ovest, passano ancora più agilmente i Blazers: per Portland è una passeggiata di salute la gara a Dallas contro i Mavericks, con all’halftime già ben oltre 70 punti, per poi salire vertiginosamente nel terzo quarto a 104 punti con un distacco incolmabile contro i 60 dei Mavs. Aldridge chiude con 30 punti e 12 rimbalzi, Batum con 21 punti, Robin Lopez 16 e 12 rimbalzi, Lillard 14, 10 assist e 5 rimbalzi portando a Portland la trentesima vittoria (9 sole sconfitte) con cui si riprendono la testa della Western Conference a parimerito con gli Spurs.

Ecco tutti i risultati:
Clippers-Pacers 92-106
Pistons-Wizards 104-98
Heat-Bobcats 104-96 (1 OT)
Sixers-Bulls 78-103
Bucks-Rockets 104-114
Jazz-Timberwolves 72-98
Warriors-Pelicans 97-87
Trail Blazers-Mavericks 127-111
MT





