Inizia con un sentito omaggio a Nicolò Melli (#Unodinoi), la partita tra l’EA7 Olimpia Milano e il Brose Bamberg.
Olimpia che si presenta in soli otto uomini, con le aggiunte dei due giovani Lagana e Giardini, a causa dei ripetuti infortuni occorsi ai meneghini.
Partono Raduljica, Cinciarini,Macvan, Abass e Hickman per la squadra di casa.
PRIMO TEMPO
Palla a due vinta da Milano che si porta subito in avanti con un 2/2 dalla lunetta per Abass, che si guadagna un buon fallo in entrata.
Errori da entrambe le parti nei primi 3 minuti di gioco, palle perse e basse percentuali con Milano avanti 7-2 grazie ad un numero sotto canestro di Raduljica.
Un parziale di 5-0, grazie ai palloni recuperati in difesa, riporta i tedeschi in parità Viene poi allungato, dopo un altro canestro del numero 11 di Milano, dalla tripla di Melli.
Milano sembra incapace di andare a canestro, con errori anche imbarazzanti, mentre i tedeschi a suon di triple si portano sul 9-17 costringendo Repesa al primo time-out.
Sembra comunque non cambiare l’inerzia del match visti i continui errori in attacco dei padroni di casa che si schierano anche a zona, secondo time-out per Repesa visto il 17-0 di parziale.
Alla fine del primo quarto il risultato è di 14-29 per gli ospiti e partita che comincia decisamente in salita.
Secondo quarto che comincia con Milano ancora in lunetta con Mclean che firma un 1/2 e Trincherei chiama subito minuto.
Sostanziale equilibrio nella seconda frazione, dopo una serie di palle perse, leitmotiv dell’incontro, Pascolo segna da sotto portando il punteggio sul 19-33, in 4 minuti di gioco 3-4 di parziale ricorda più una partita di campionato meno nobili.
Mclean sembra metterci un po’ di energia con un gioco da 3 punti, ma l’equilibrio sostanziale della partita non cambia, vista la successiva schiacciata di Miller e la tripla di Nikolic.
Raduljica gioca con energia stasera trovando anche buoni canestri e spingendo l’Olimpia verso un mini parziale finito con un quasi buzzer da fondo campo di Hickman, ma punteggio a metà partita sul 36-50.
Secondo quarto vinto da Milano per 22-21 ma vedendo i +/- totali della formazione di casa non ne si trova uno positivo.

Raduljica schiaccia con energia
SECONDO TEMPO
Terza frazione via con una bomba di Cinciarini dall’angolo, subito replicata dalla parte opposta dal solito Melli.
Macvan, troppo nervoso, commette 3 falli nel giro di pochi minuti ma le scarse rotazioni non permettono il cambio, che però arriva poco dopo a causa del quarto fallo (antisportivo).
Pascolo prova a rimettere in ritmo Milano con due punti comodi da sotto canestro, seguiti dalle tripla di Hickman (16 punti) ma l’incostanza in difesa non permette un sensibile recupero, vincendo la frazione ma chiudendo comunque il terzo quarto a -12.
Il pubblico inizia a crederci, due punti di Raduljica più un rimbalzo difensivo e l’atmosfera sembra tornare a settembre.
Minuto di Trinchieri e successivo minuto di Repesa, forse per rispondere all’entrata di Vereemenko, ma il protagonista resta Raduljica che combatte a rimbalzo strappando applausi alle tribune.
Tripla di Kalnietis, -9 e Forum che diventa una bolgia, Milano perde troppi rimbalzi difensivi ma continua nel suo tentativo di rimonta mandando in lunetta ancora l’ex Minnesota Miro che regala un 2/2 e -7.
Miller mette una tripla dal coefficiente di difficolta altissimo ma Raduljica ancora segna da sotto lottando come un leone.
Bamberg avanti 4-0 ma il croato, giocatore completamente diverso da quello visto di solito, va ancora in lunetta e dall’errore sul secondo libero scaturisce una rimessa in attacco dove Hickman punisce con la tripla del -8.
Theis schiaccia da sotto ma Kalnietis risponde con un due punti facili su assist di Pascolo.
Ormai è lotta senza tregua con le due squadre che si lanciano su tutti i palloni, Cinciarini dopo uno di questi recuperi tira due liberi ma rimane con 0/2.
Raduljica è sempre on fire, dopo un gioco da 3 punti si ripresenta ancora in lunetta e segna i due liberi del -5.
Pascolo sbaglia un contropiede sanguinoso e Causeur punisce con una tripla, che mette fine alle speranze di rimonta di Milano.
Finisce 76-84 per il Bamberg.
Una gara che lascianti rimpianti per come l’Olimpia ha affrontato la sfida nel secondo tempo, Raduljica assolutamente devastante ci fa domandare dove fosse stato negli ultimi mesi.
Una cosa è sicura: nonostante la sconfitta un’Olimpia con questo cuore fa comunque la gioia dei, tanti, tifosi al Mediolanum Forum.

e tempo non di guerra”. Logico e fisiologico quindi che un popolo abituato alle ricostruzioni riesca a porre velocemente e bene le basi per il rilancio di quella che è la selezione di punta dell’intero movimento sportivo locale. Undicesimi ad Atene 2004 e Tokyo 2006, noni all’Eurobasket casalingo del 2005: segnali scoraggianti, preludio al quattordicesimo posto di Spagna 2007. Da lì, la risalita: le qualificazioni all’Europeo polacco che videro i serbi superare l’Italia, l’argento immediato nel 2009 contro la Armada Invencible e in un batter d’occhio siamo arrivati fino al 2016.
Già, la tradizione, quella che se avessimo seguito anche noi, ora staremmo festeggiando il viaggio olimpico. Perché i serbi, al contrario di noi, sono a Rio perché hanno seguito il solco tracciato da chi è venuto prima di loro. Noi e il nostro postmodernismo fatto di showtime, penetrazioni a testa bassa, isolamenti, triple, cose fatte strane, siamo rimasti a casa, mentre la Serbia ha raggiunto il risultato con le sue antichità sempre attuali: nella propria metà campo aiuto e recupero, difensori distanti dall’attaccante ma non troppo, marcatura fisica solo nella zona della palla e sotto canestro, mentre in attacco movimento costante di uomini e pallone, circolazione interno-esterno ed esterno-interno, e giocatori che, prendendo posizione, lasciano sguarnita una porzione del campo che occupata in corsa dal tagliante diventa non difendibile. Sasha Djordjevic con pochi semplici accorgimenti, ha impostato una nazionale che inseguiva l’obiettivo a cinque cerchi dal 2004. Oltre a questo, alla fine ha fatto la differenza l’identità volitiva della Serbia più forte di sempre, che è

