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Preview Eurobasket 2015, Francia vs Spagna: non solo Parker contro Gasol…

di Luigi Ercolani

Il giorno dopo c’è da smaltire la delusione. Che è tanta, tantissima. Ci credeva l’Italia del basket, e ci credeva l’Italbasket stessa, i cui sogni di gloria, dopo tanti anni passati in sordina, si sono infranti contro la solidità e la continuità di rendimento lituana. Ora c’è da rimboccarsi le maniche, arrivare più in alto possibile per poter smuovere il ranking che al momento parla di un inverecondo (e immeritato, ma andiamo avanti) trentaseiesimo posto.

Chi si giocherà le semifinali sono le prime quattro posizioni sono nazionali come Francia, Spagna, Lituania e Serbia, che nelle ultime edizioni del torneo continentale hanno mostrato maggiore regolarità di rendimento. Un rapido check: in Spagna nel 2007 i padroni di casa finirono secondi (e ricordiamo tutti come…) e i baltici terzi; a Katowice nel 2009 gli iberici vinsero la finale contro la Serbia e si ripeterono a Kaunas due anni dopo, quando la Lituania cedette il posto alla Macedonia dopo una sciagurata palla persa che portò alla tripla risolutiva (e chi scrive ha ancora negli occhi quelle immagini, tanto parvero irreali); infine, a Lubiana tre delle quattro di oggi erano presenti, e gli unici esclusi furono i ragazzi di Belgrado, sostituiti dagli ex connazionali croati. Insomma, l’Italbasket ha da mangiarsi le mani ma fino a un certo punto, perché comunque la concorrenza era tosta e ben rodata, e d’altronde non mancheranno occasioni per rifarsi. Ma focalizziamo meglio l’attenzione sulle due sfide decisive per accedere direttamente all’Olimpiade.

Francia – Spagna

La rivincita di due anni fa, quando la Francia si sbarazzò della Roja e volò in una finale che sembrava già vinta prima ancora di scendere in campo, interrompendo la serie negativa che l’aveva sempre vista arrivare al massimo all’argento. Quella fu la consacrazione in campo europeo di una nazionale che ha dimostrato di saper vincere e convincere, anche nei momenti decisivi dove prima sembrava mancare. La squadra di monsieur Collet, prima ancora che tecnica, è dinamica e difensivamente intimidatoria, tant’è che raggiunge i 41.0 rimbalzi totali e le 4.0 stoppate di media. In attacco non ha problemi a correre, sfruttando spesso e volentieri il contropiede primario e lasciando i propri alfieri (Parker, Batum e Diaw) a inventare qualora lo ritengano necessario. Soprattutto, però, nella metà campo offensiva ciò che colpisce è body language dei transalpini, che denota tranquillità e la convinzione ogni volta che prendono un tiro, come se sapessero che andrà dentro (poi non accade sempre, chiaro). Questa caratteristica si lega forse a quella che è una delle migliori caratteristiche della Francia, ovvero quella di far trovare liberi con precisione chirurgica i propri uomini deputati alla conclusione.

Della Spagna si è già detto in precedenza, e della sua aggressività e cattiveria agonistica che la porta a superare anche gli ostacoli più impervi. Con il miglior attacco del torneo, Gasol come miglior realizzatore e Mirotic ventiduesimo (che di primo acchito non parrebbe molto, ma corrisponde a 14.1 punti) è palese che il punto di forza della compagine iberica sia nella trazione anteriore, che non è scriteriata, ma selettiva, come dimostrano il terzo posto nelle statistiche per percentuale dal campo e nella percentuale da due e il quarto negli assist. Nel complesso la gara sarà sul filo dell’equilibrio, e potrebbe venire risolta solo dalle giocate dei campioni.

 

Pau Gasol in azione

Pau Gasol in azione

Per NBA Passion,
Luigi “Condor” Ercolani

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