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Eurobasket 2017: Ungheria, tutto sulle spalle di Adam Hanga

di Luca Grassetti

Un tricolore bianco-rosso-verde in una competizione europea per nazioni: solitamente l’associarsi di questi due elementi rimanda subito alla passione e al tifo degli italiani pronti a sperare nella vittoria finale degli azzurri. Ebbene no: questa volta il colore trae in inganno tutti, quello di cui vi stiamo per raccontare non è riferito alle consuete strisce verticali della nostra bandiera ma a quelle orizzontali dell’Ungheria.

E’ raro infatti negli ultimi anni, ad eccezione della pallanuoto (sport in cui i magiari vantano una storica e vincente tradizione), vedere nella stessa fase finale di una competizione a squadre sia l’Italia che l’Ungheria.

Lo scenario della palla a spicchi è uno di questi. Dopo essere stati anche campioni continentali con la vittoria del 1955, i magiari hanno attraversato un lungo periodo buio in questo sport e a settembre disputeranno la fase finale di un campionato europeo per la seconda volta negli ultimi 46 anni. Dal 1971 al 2017 infatti, l’Ungheria ha disputato soltanto gli europei del 1999 in Francia dove ha chiuso al 13esimo posto.

Finalmente, dopo quasi un 20 anni, a Budapest e dintorni si potrà dunque riassaporare il profumo di basket di alto livello.

 

LA CAVALCATA NELLE QUALIFICAZIONI

Il merito è tutto del team nazionale che, guidato dalla sapiente mano di Coach Stojan Ivković, è riuscito a superare a pieni voti il girone di qualificazione nell’estate 2016. Opposta ad avversarie non semplici come il giovane Lussemburgo, la sempre temibile Macedonia, e l’emergente Gran Bretagna, ha chiuso al primo posto il girone senza perdere nemmeno una delle sei gare, impresa riuscita soltanto alla ben più quotata Slovenia .

 

ADAM HANGA: IL VERO LEADER DI QUESTA SQUADRA

Tutto questo è stato possibile grazie alla presenza di un giocatore straordinario come Adam Hanga. Il classe ’89, nativo di Budapest, ha senza dubbio realizzato la miglior stagione della sua carriera; culminata con la conquista del prestigioso riconoscimento di miglior difensore dell’Eurolega 2016-17. Dopo tante stagioni di assestamento e continui miglioramenti nel basket del vecchio continente, il talento di Hanga ha trascinato la sua Ungheria alla qualificazione. Il suo apporto è stato completo in quanto non si è limitato ad incidere come leader difensivo (contribuendo ad una media di 69.1 punti di media subiti) ma è stato devastante su entrambi i lati del campo. Oltre ai 19.4 punti di media, è stato leader di squadra anche nei rimbalzi ed assist (rispettivamente 7.2 e 4.4 media). Con queste grandi prestazioni si è posizionato come terzo miglior marcatore di tutte le qualificazioni, dato inimmaginabile fino a pochi mesi fa quando ad Avellino era stato criticato per la sua scarsa vena realizzativa.

Hanga a rimbalzo in una sfida di Eurolega con la canotta del Baskonia

 

LE SPERANZE PER EURO 2017

Con le gare della fase finale alle porte occorre però trovare soluzioni che possano coadiuvare le straordinarie prestazioni del numero 8. Il talento del Baskonia potrebbe contare sull’appoggio di due discreti giocatori come David Vojvoda e Zoltan Perl. Il primo si è espresso ad altissimi livelli nelle qualificazioni 2015 e 2017 (17 e 19 punti di media) e può finalmente coronare il sogno di disputare una fase finale: senza dubbio la motivazione e la duttilità tattica saranno i suoi punti di forza. Perl invece è riuscito a trovare continuità di rendimento grazie al passaggio dall’Orlandina a Treviso. In serie A2 da febbraio 2017 ha prima contribuito alla vittoria nel girone Est e poi chiuso la stagione con una media di 11 punti nei Play-off.

Perl con la canotta di Treviso nell’ultima stagione in serie A2: riuscirà a confermarsi anche in una rassegna continentale?

 

UN’IMPRESA QUASI IMPOSSIBILE

L’urna non è stata benevola agli ungheresi che dovranno giocarsi il passaggio agli ottavi contro Croazia, Spagna, Rep.Ceca, Montenegro e Romania. Eccetto per quest’ultima, più che alla portata dei magiari, le altre sfide appaiono proibitive contro avversari di caratura internazionale e dal tasso tecnico superiore. Le gare inauguarali e di chiusura contro Croazia e Spagna appaiono a dir poco proibitive; più equlibrate invece potrebbero essere quelle contro Montenegro e Rep.Ceca. Proprio le sfide contro i duo Dubljeivic-Vucevic e Satoransky-Vesely saranno i crocevia del girone: perdere contro entrambe significherebbe arrivare con tutta probabilità a 0 punti con solo 2 partite (di cui una contro la Spagna) da giocare. Il passaggio del turno diverrebbe a quel punto davvero un’ utopia.

La classe di Hanga e la motivazione di una nazione assente da quesi palcoscenici da troppo tempo saranno le speranze su cui poggiarsi per cercare di compiere l’impresa del passaggio del turno.

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